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	<title>Miolì Chiung, Autore presso PROFILI CRIMINALI</title>
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	<description>La vera faccia del crimine</description>
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	<title>Miolì Chiung, Autore presso PROFILI CRIMINALI</title>
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		<title>Parafilie: Esplorando le Variazioni dell&#8217;Attrazione Sessuale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2024 13:43:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[parafilie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le parafilie sono un campo complesso e spesso misconosciuto dell&#8217;attrazione sessuale umana. Queste sono caratterizzate da interessi sessuali ricorrenti, intensi</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2024/04/05/parafilie-esplorando-le-variazioni-dellattrazione-sessuale/">Parafilie: Esplorando le Variazioni dell&#8217;Attrazione Sessuale</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;">Le parafilie sono un campo complesso e spesso misconosciuto dell&#8217;attrazione sessuale umana. Queste sono caratterizzate da interessi sessuali ricorrenti, intensi e altamente specifici che si concentrano su oggetti, situazioni o attività non considerate tipiche o socialmente accettate. Mentre alcune di queste pratiche possono essere innocue e perfettamente consensuali, altre possono portare a comportamenti illegali o socialmente inaccettabili. In questo articolo, esploreremo cosa sono le parafilie, quali forme conosciute esistono, come vengono trattate e le considerazioni etiche ad esse correlate.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Storia e Evoluzione delle Parafilie</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il concetto di perversione ha subito varie interpretazioni nel corso della storia. In passato, era considerato un&#8217;aberrazione e condannato come tale. Tuttavia, il lavoro pionieristico di studiosi come Richard von Krafft-Ebing e Sigmund Freud ha portato a una visione meno moralistica, considerando le perversioni come modi diversi di vivere la sessualità. Studi successivi, come quelli condotti da <strong>Alfred Kinsey</strong>, hanno dimostrato che molte pratiche considerate perversioni erano piuttosto comuni nella popolazione.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Cosa Sono le Parafilie?</span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Le parafilie rappresentano un&#8217;ampia gamma di interessi sessuali, che vanno al di là delle pratiche sessualmente convenzionali. Questi interessi possono riguardare oggetti, situazioni o attività specifiche, spesso percepiti come non convenzionali o inusuali dalla maggioranza della società. È importante sottolineare che la presenza di una parafilia non implica necessariamente la presenza di una disfunzione sessuale, ma piuttosto la manifestazione di un particolare tipo di attrazione sessuale. Negli anni il DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) ha catalogato in modo differente le parafilie, ma un importante e decisivo passaggio risulta quello in cui è stata riconosciuta la presenza di un continuum tra la salute sessuale e la devianza sessuale. </span><span style="color: #000000;">L’ultima e più aggiornata versione, quella del<strong> DSM-5</strong>, non considera più le parafilie come disturbi mentali.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;">Quali Conosciamo?</span></h2>
<ul>
<li>
<h4><span style="color: #000000;">Pedofilia:</span></h4>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">La pedofilia è una delle parafilie più note ed estremamente controversa. Si manifesta con l&#8217;attrazione sessuale verso i bambini prepuberi, generalmente di età inferiore ai 13 anni. È importante distinguere tra la pedofilia e l&#8217;abuso sessuale sui minori; mentre la pedofilia si riferisce all&#8217;attrazione sessuale, l&#8217;abuso sessuale sui minori si riferisce all&#8217;atto di coinvolgere un bambino in attività sessuali, che è criminalmente punibile e moralmente riprovevole.</span></p>
<ul>
<li>
<h4><span style="color: #000000;">Exhibitionism:</span></h4>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">L&#8217;esibizionismo coinvolge l&#8217;atto di mostrarsi in pubblico in modo indecente o provocatorio, spesso senza il consenso degli altri. Chi soffre di questa parafilia può trarre piacere sessuale dall&#8217;atto di esibirsi di fronte a estranei, che può causare disagio e angoscia nelle persone che ne sono vittime.</span></p>
<ul>
<li>
<h4><span style="color: #000000;">Voyeurism:</span></h4>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">Il voyeurismo è caratterizzato dalla fissazione sessuale nel guardare gli altri mentre si spogliano, si spogliano o si impegnano in attività sessuali, senza il loro consenso. Questo comportamento può essere intrusivo e può violare gravemente la privacy delle persone coinvolte.</span></p>
<ul>
<li>
<h4><span style="color: #000000;">Feticismo:</span></h4>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">Il feticismo riguarda l&#8217;attrazione sessuale verso oggetti inanimati o parti del corpo non genitali. Ad esempio, una persona potrebbe essere sessualmente eccitata da scarpe, lingerie, abiti in lattice o altri oggetti non convenzionali.</span></p>
<ul>
<li>
<h4><span style="color: #000000;"><strong>Disturbo da masochismo/sadismo sessuale</strong></span></h4>
</li>
</ul>
<p><span style="color: #000000;">Eccitazione sessuale derivante dal farsi infliggere/infliggere umiliazioni, dolore o sofferenze, fisiche o psicologiche, da altre persone.</span></p>
<ul>
<li><strong>Disturbo feticistico</strong></li>
</ul>
<p>L’interesse sessuale è rivolto ad oggetti inanimati o è focalizzato selettivamente su parti del corpo non genitali.</p>
<ul>
<li><strong>Disturbo da travestitismo</strong></li>
</ul>
<p>Eccitarsi sessualmente attraverso il <em>cross-dressing</em>, ovvero dall’indossare abiti comunemente associati al ruolo di genere opposto al proprio.</p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Differenza tra Parafilia e Disturbo Parafilico</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">È importante distinguere tra una parafilia e un disturbo parafilico. Mentre una parafilia indica semplicemente un&#8217;attrazione sessuale non convenzionale, un disturbo parafilico comporta un disagio significativo per l&#8217;individuo o per gli altri, oppure comporta un rischio di danni. Questa differenza è cruciale nella valutazione e nel trattamento di queste condizioni.</span></p>
<h2><span style="color: #000000;"><strong>Trattamenti e Interventi</strong></span></h2>
<p><span style="color: #000000;">Il trattamento dei disturbi parafilici può avvenire attraverso una varietà di approcci terapeutici. La <strong>terapia cognitivo-comportamentale</strong> è spesso raccomandata, poiché mira a modificare i pensieri e i comportamenti che alimentano l&#8217;attrazione sessuale non convenzionale. Tuttavia, in alcuni casi può essere necessario un trattamento congiunto di psicoterapia e farmacoterapia per gestire efficacemente i sintomi e ridurre il rischio di recidiva. L’intervento medico è infatti differenziato in due categorie: l’<strong>approccio farmacologico</strong> e la <strong>castrazione chimica</strong>. In entrambi i casi l’obiettivo medico è la riduzione del rischio di recidiva e, per quanto concerne la castrazione chimica, è principalmente usato con autori di reati sessuali.</span></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Le parafilie rappresentano una variazione dell&#8217;attrazione sessuale umana che può essere complessa e problematica per coloro che ne sono affetti. È essenziale distinguere tra l&#8217;attrazione sessuale non convenzionale e i comportamenti criminali o dannosi che possono derivarne. La comprensione, il sostegno e l&#8217;accesso a trattamenti appropriati sono cruciali per aiutare le persone a gestire le loro parafilie in modo sano e responsabile. Inoltre, è importante promuovere una società inclusiva e non giudicante che rispetti la diversità delle esperienze sessuali umane, purché queste non violino il consenso e il benessere degli altri.</p>
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		<title>Stupro di gruppo: radici culturali e psicologiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Apr 2024 14:44:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Criminologia]]></category>
		<category><![CDATA[pciologia]]></category>
		<category><![CDATA[stupro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stupro di gruppo è un fenomeno terribile che non solo persiste ma, in molti casi, sembra essere normalizzato dalla</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stupro di gruppo è un fenomeno terribile che non solo persiste ma, in molti casi, sembra essere normalizzato dalla società. Nei recenti titoli delle notizie, è facile trovare casi di violenza sessuale perpetrata da gruppi di individui, spesso in situazioni apparentemente ordinarie come cene aziendali o feste. Questi eventi sottolineano la complessità delle dinamiche del branco e le radici profonde della misoginia e del machismo che li alimentano.</p>
<h2>Misoginia e Machismo:</h2>
<p>La misoginia e il machismo sono sentimenti fondamentali che alimentano lo stupro di gruppo. La misoginia si manifesta come un disprezzo o una repulsione verso le donne, considerate come oggetti senza valore e senza umanità. Il machismo, d&#8217;altra parte, è un&#8217;esibizione esagerata di virilità basata sulla convinzione della superiorità del maschio sulla femmina.</p>
<p>Secondo Susan Brownmiller, autrice e femminista, nello stupro di gruppo predominano l&#8217;aggressività e la brutalità rispetto al piacere sessuale che può essere presente negli stupri individuali. La donna diventa un bersaglio comune su cui sfogare la rabbia e la brutalità del gruppo, trasformando l&#8217;atto in una sorta di caccia.</p>
<h2>Moralità Dissolta nel Gruppo:</h2>
<p>Una delle caratteristiche più inquietanti dello stupro di gruppo è la dissoluzione della moralità individuale all&#8217;interno del gruppo. Gli individui coinvolti in tali atti potrebbero non essere considerati sadici o antisociali al di fuori del contesto del gruppo. Tuttavia, quando sono in gruppo, la pressione dei pari e il desiderio di appartenenza possono portarli a commettere azioni violente che non avrebbero mai considerato da soli.</p>
<p>Studi come quelli condotti da Stanley Milgram e Solomon Asch hanno dimostrato come l&#8217;appartenenza a un gruppo possa influenzare le decisioni individuali e portare a comportamenti al di fuori della norma morale.</p>
<h2>Impunità e Precedenti Culturali:</h2>
<p>Un altro fattore chiave è la percezione dell&#8217;impunità. Alcuni studi indicano che un alto numero di uomini potrebbe essere incline a commettere violenze sessuali se pensassero di poter evitare le conseguenze legali. Questo senso di impunità può essere alimentato dall&#8217;anonimato del gruppo e dalla convinzione che le conseguenze legali saranno limitate.</p>
<p>Inoltre, ci sono anche elementi culturali e sociali che contribuiscono a perpetuare queste violenze. La cultura della mascolinità distorta, insieme alla mancanza di educazione sessuale e alla percezione errata della sessualità, può alimentare la violenza sessuale di gruppo.</p>
<h2></h2>
<p>stupro di gruppo è un fenomeno complesso che va oltre l&#8217;aggressione sessuale individuale. Le radici culturali profonde della misoginia e del machismo, insieme alla dissoluzione della moralità nel contesto del gruppo, rendono questo crimine particolarmente difficile da combattere.</p>
<p>È essenziale che la società affronti questi problemi di fronte e promuova una cultura del rispetto e del consenso. Solo attraverso l&#8217;educazione, la sensibilizzazione e l&#8217;attuazione di politiche efficaci, possiamo sperare di porre fine a questa forma di violenza e creare un ambiente sicuro e rispettoso per tutti.</p>
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		<title>Alessandro Impagnatiello: analisi della personalità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Nov 2023 14:37:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi della personalità]]></category>
		<category><![CDATA[narcisismo]]></category>
		<category><![CDATA[omicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso di Alessandro Impagnatiello, il 30enne attualmente detenuto con l&#8217;accusa di aver ucciso Giulia Tramontano, incinta di sette mesi,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso di Alessandro Impagnatiello, il 30enne attualmente detenuto con l&#8217;accusa di aver ucciso Giulia Tramontano, incinta di sette mesi, ha sconvolto la comunità e messo in luce una complessa rete di menzogne, manipolazioni e oscure intenzioni. Nonostante il suo avvocato lo descriva come un uomo &#8220;distrutto&#8221; e &#8220;sotto choc,&#8221; i dettagli emergenti dalle testimonianze degli amici e delle donne coinvolte dipingono un ritratto ben diverso: quello di un individuo narcisista e manipolatore.</p>
<h2>Il doppio gioco di Alessandro Impagnatiello</h2>
<p>Il barman dell&#8217;Armani Bamboo, situato nel cuore del centro milanese, è stato descritto dagli amici come uno &#8220;sbruffone&#8221; che si vantava di frequentare persone importanti. Tuttavia, dietro questa facciata di sicurezza si celava un individuo abile nel manipolare e mentire. Nonostante la sua immagine di &#8220;bravo ragazzo&#8221; tra gli amici, i fatti delittuosi che lo coinvolgono evidenziano un lato oscuro, in netto contrasto con l&#8217;immagine che aveva saputo proiettare.</p>
<h2>Il contesto familiare</h2>
<p>Nonostante la famiglia di Impagnatiello si mostri incredula e sconvolta, sembra che il giovane abbia fatto della manipolazione e della bugia uno stile di vita. Con tre donne coinvolte nella sua vita – Giulia, l&#8217;amante, e l&#8217;ex compagna con cui aveva un figlio di 6 anni – emerge una storia intricata di tradimenti e menzogne. La madre del bambino, nella sua drammatica telefonata, rivela una totale mancanza di fiducia nei confronti di Impagnatiello, svelando il suo passato di inganni.</p>
<h2>La collusione delle donne ingannate</h2>
<p>Le donne coinvolte, Giulia e l&#8217;amante inglese, hanno scoperto indipendentemente le bugie di Impagnatiello. La richiesta dell&#8217;ex compagna di poter vedere il figlio in un momento così critico svela la mancanza di fiducia nei confronti dell&#8217;assassino. L&#8217;amante, dopo un incontro chiarificatore con Giulia, ha avuto la forza di respingere Impagnatiello, mettendo in luce il suo modus operandi basato su menzogne e manipolazioni.</p>
<h2>Il lato oscuro della storia</h2>
<p>La storia prende una piega ancora più oscura quando emerge che Impagnatiello aveva pianificato un falso test del DNA per negare la paternità del bambino che Giulia portava in grembo. Questo particolare dettaglio evidenzia la freddezza e la premeditazione dietro l&#8217;omicidio, gettando un&#8217;ombra sinistra sulla vera natura di Alessandro Impagnatiello.</p>
<p>Il caso di Alessandro Impagnatiello è una triste testimonianza di come l&#8217;apparenza possa ingannare e di come dietro un volto angelico possa nascondersi un individuo pericoloso. Le manipolazioni, le bugie e l&#8217;efferratezza dell&#8217;omicidio sottolineano la necessità di esaminare attentamente le relazioni e di prestare attenzione ai segnali che possono indicare la presenza di un pericolo inaspettato.</p>
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		<title>Delitto di Cogne: personalità di Annamaria Franzoni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Nov 2023 15:14:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[Cogne]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto]]></category>
		<category><![CDATA[figlicidio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 30 gennaio 2002, Cogne, un tranquillo comune nella pittoresca Valle d&#8217;Aosta, si trasformò nel palcoscenico di uno dei crimini</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2023/11/10/delitto-cogne-personalita-franzoni/">Delitto di Cogne: personalità di Annamaria Franzoni</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 30 gennaio 2002, Cogne, un tranquillo comune nella pittoresca Valle d&#8217;Aosta, si trasformò nel palcoscenico di uno dei crimini più scioccanti e controversi nella storia criminale italiana. Al centro di questo dramma, l&#8217;omicidio di Samuele Lorenzi, un bambino di soli tre anni. Questo tragico evento avrebbe scosso le fondamenta della comunità e avviato una serie di eventi che avrebbero tenuto l&#8217;Italia con il fiato sospeso per anni.</p>
<h3>L&#8217;Emergenza del 30 Gennaio 2002</h3>
<p>La tragedia iniziò la mattina di quel fatidico mercoledì. Annamaria Franzoni, madre di Samuele, contattò il servizio di emergenza alle 8:28, urlando il terrore che il suo bambino stesse sanguinando e non respirava. Ciò che sembrava inizialmente una situazione medica urgente si trasformò presto in un oscuro mistero quando, durante l&#8217;autopsia, emerse che Samuele era stato colpito ben 17 volte con un oggetto non identificato, possibilmente di metallo.</p>
<h3>Le Indagini e le Contraddizioni nel delitto di Cogne</h3>
<p>Le indagini iniziali portarono a una sospetta dissonanza nelle dichiarazioni di Annamaria Franzoni. La madre, in preda al panico, aveva fornito versioni contrastanti degli eventi, sollevando interrogativi tra gli investigatori. La teoria iniziale di un aneurisma cerebrale fu rapidamente smentita dalla scoperta della natura violenta dell&#8217;omicidio.</p>
<h3>Accuse e Difese: Il Processo di Cogne</h3>
<p>Le accuse ricaddero su Annamaria Franzoni, e la sua versione degli eventi fu posta sotto stretta osservazione. Tuttavia, la difesa avanzò l&#8217;ipotesi che i resti di sangue sul suo pigiama potessero essere spiegati dalla vicinanza al figlio morente. La tesi difensiva suggeriva che un intruso fosse entrato durante l&#8217;assenza temporanea di Annamaria, compiendo l&#8217;omicidio e fuggendo senza lasciare tracce evidenti.</p>
<h3>Il Verdetto e le Sue Conseguenze</h3>
<p>Il processo che ne seguì catturò l&#8217;attenzione dell&#8217;intera nazione. Le prove, tra cui le dichiarazioni contraddittorie di Annamaria e le tracce di sangue sui suoi indumenti, furono analizzate con attenzione. La lotta tra accusa e difesa si trasformò in uno spettacolo mediatico, dividendo l&#8217;opinione pubblica italiana.</p>
<p>Il verdetto giunse il 19 luglio 2004, quando Annamaria Franzoni fu condannata a trent&#8217;anni di carcere. La sentenza venne successivamente ridotta a sedici anni in appello. Tuttavia, nel 2018, dopo aver beneficiato di sconti di pena per buona condotta e altre attenuanti, Annamaria tornò in libertà.</p>
<p>Oggi, il mistero di Cogne rimane un capitolo oscuro nella storia criminale italiana. Le domande senza risposta, le teorie contrastanti e le cicatrici emotive persistono, gettando un&#8217;ombra su una tragedia che ha segnato indelebilmente la comunità di Cogne e l&#8217;intera nazione.</p>
<h3>Analisi del comportamento di Annamaria Franzoni</h3>
<ol>
<li><strong>Contraddizioni nelle Dichiarazioni:</strong> Se una persona fornisce versioni contrastanti degli eventi, potrebbe sollevare sospetti. Contraddizioni nelle dichiarazioni possono essere oggetto di interesse per gli investigatori e possono influenzare la percezione pubblica.</li>
<li><strong>Comportamento durante le Indagini:</strong> Il modo in cui una persona si comporta durante le indagini può essere analizzato. Ad esempio, la cooperazione con le autorità, la coerenza nelle risposte e le reazioni emotive possono essere fattori considerati nella valutazione del comportamento.</li>
<li><strong>Reazioni agli Elementi di Prova:</strong> Come una persona reagisce di fronte alle prove può essere significativo. Se le reazioni sembrano incoerenti con la gravità delle circostanze, potrebbe destare ulteriori sospetti.</li>
<li><strong>Espressioni Fisiche ed Emotive:</strong> L&#8217;analisi delle espressioni facciali, del linguaggio del corpo e delle reazioni emotive può fornire indizi sullo stato emotivo di una persona. Questo tipo di analisi può, tuttavia, essere soggetto a interpretazioni errate senza un contesto completo.</li>
<li><strong>Coerenza nel Tempo:</strong> La coerenza nel racconto nel corso del tempo è un altro aspetto importante. Cambiamenti significativi nella narrazione possono sollevare interrogativi sulla veridicità delle informazioni fornite.</li>
</ol>
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		<title>Infanticidio: esame approfondito e analisi psicologica</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2023/11/09/infanticidio-esame-approfondito-analisi-psicologica/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Nov 2023 11:07:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[figlicidio]]></category>
		<category><![CDATA[infanticidio]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;infanticidio è uno dei crimini più sconvolgenti e tragici, coinvolgendo l&#8217;uccisione deliberata di neonati o bambini molto giovani da parte</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;infanticidio è uno dei crimini più sconvolgenti e tragici, coinvolgendo l&#8217;uccisione deliberata di neonati o bambini molto giovani da parte dei loro genitori o di chi ne ha la responsabilità. Questo atto scioccante solleva domande fondamentali sulla psicologia umana, il contesto sociale e le circostanze che possono portare a tali atti inimmaginabili. In questo articolo, esploreremo l&#8217;infanticidio in modo più approfondito, comprendendo le sue cause, l&#8217;analisi psicologica dei responsabili e le misure necessarie per prevenirlo.</p>
<h2>Definizione e tipologie di infanticidio</h2>
<p>L&#8217;infanticidio può assumere diverse forme, ma in generale, si riferisce all&#8217;uccisione di un bambino molto giovane da parte di genitori o responsabili. Le tipologie di infanticidio possono variare da casi di negligenza estrema a omicidi intenzionali. Le circostanze specifiche possono includere l&#8217;abbandono, la negligenza grave, l&#8217;asfissia o altri metodi di uccisione.</p>
<h2>Cause profonde dell&#8217;infanticidio</h2>
<p>Le cause dell&#8217;infanticidio sono complesse e possono variare ampiamente. Tuttavia, alcune cause profonde comprendono:</p>
<ol>
<li><strong>Disturbi mentali:</strong> Spesso, i genitori che commettono infanticidio possono soffrire di disturbi mentali gravi come depressione post-partum, schizofrenia o disturbo bipolare.</li>
<li><strong>Stress estremo:</strong> Le famiglie sotto pressione finanziaria, sociale o relazionale possono sentirsi sopraffatte e disperate.</li>
<li><strong>Rottura del legame madre-figlio:</strong> Il mancato sviluppo di un legame sano madre-figlio può portare alla disconnessione emotiva e alla mancanza di empatia verso il bambino.</li>
<li><strong>Mancanza di supporto sociale:</strong> La mancanza di una rete di supporto adeguata può isolare i genitori e privarli delle risorse necessarie per affrontare le sfide della genitorialità.</li>
<li><strong>Stigmatizzazione sociale:</strong> La paura del giudizio sociale e la vergogna possono portare i genitori a nascondere la loro situazione o ritardare il ricorso a servizi di assistenza.</li>
</ol>
<h2>Analisi psicologica dei responsabili di infanticidio</h2>
<p>Gli atti di infanticidio sollevano domande significative sulla psicologia dei responsabili. Molti di loro possono soffrire di gravi disturbi mentali, inclusi episodi psicotici, allucinazioni o deliri. Tuttavia, l&#8217;analisi psicologica può rivelare anche la presenza di una combinazione di stress, depressione, disconnessione emotiva e rabbia accumulata.</p>
<p>Gli atti di infanticidio possono essere considerati una forma di disimpegno emotivo estremo, in cui il genitore perde il senso di responsabilità verso il bambino e non riesce a comprendere le implicazioni delle proprie azioni.</p>
<h2>Le conseguenze dell&#8217;infanticidio</h2>
<p>Le conseguenze dell&#8217;infanticidio sono angoscianti. Oltre alla perdita tragica del bambino, i genitori responsabili affrontano gravi conseguenze legali, comprese condanne detentive lunghe. Le famiglie coinvolte sono segnate per il resto della vita, con un impatto duraturo sulla loro salute mentale e sulle relazioni.</p>
<h2>Prevenzione e supporto in caso di infanticidio</h2>
<p>Per affrontare l&#8217;infanticidio, è essenziale un approccio comprensivo che includa:</p>
<ol>
<li><strong>Rilevazione precoce:</strong> Identificare le famiglie a rischio di infanticidio e fornire loro supporto e interventi tempestivi.</li>
<li><strong>Servizi di salute mentale:</strong> Garantire l&#8217;accesso a servizi di salute mentale di qualità per i genitori che ne hanno bisogno.</li>
<li><strong>Educazione sulla genitorialità:</strong> Offrire programmi educativi e di sensibilizzazione sulla genitorialità per aiutare i genitori a sviluppare le competenze necessarie.</li>
<li><strong>Riduzione dello stigma:</strong> Ridurre la stigmatizzazione sociale e promuovere la consapevolezza su come cercare aiuto in situazioni difficili.</li>
<li><strong>Sostegno alle famiglie:</strong> Fornire un forte supporto alle famiglie attraverso servizi sociali, consulenza e assistenza economica.</li>
</ol>
<p>In conclusione, l&#8217;infanticidio è una tragedia che richiede un approccio comprensivo, compreso l&#8217;analisi psicologica dei responsabili. La prevenzione e l&#8217;educazione sono fondamentali per proteggere i bambini vulnerabili e garantire che i genitori ricevano il <a href="https://www.centrosalem.it/problemi-psicologici-patologie-servizi-e-terapie-psicoterapia-milano/sostegno-psicologico-psicoterapia/">supporto</a> di cui hanno bisogno.</p>
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		<title>Nella mente dei criminal profiler. Chi sono e cosa fanno i cosiddetti mindhunters</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/12/05/mindhunters-profiling/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 13:18:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il “padre” del profiling fu senza alcun dubbio Howard Teten, uno Special Agent dell’FBI con una lunga carriera alle spalle</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il “padre” del <strong>profiling</strong> fu senza alcun dubbio <strong>Howard Teten</strong>, uno Special Agent dell’FBI con una lunga carriera alle spalle come detective della squadra omicidi nella Polizia di San Leandro, California.</p>
<p>Teten, adottò un approccio più sistematico alle tecniche di profiling, insieme a <strong>Pat Mullany</strong>, un altro Agente Speciale FBI <strong>esperto in Psicologia Criminale</strong>, creò il primo <strong>programma ufficiale di criminal profiling</strong> del Bureau. Grazie a loro nasce la prima unità investigativa della storia creata allo scopo di operare analisi psicologiche partendo dalla scena del crimine. L’unità prese il nome di <strong>Behavioural Science Unit (BSU)</strong>, e i due divennero i cosiddetti “<strong>Mindhunters</strong>”.</p>
<h2>Criminal Profiling cos&#8217;è</h2>
<p>Il <strong>criminal profiling</strong> è una tecnica di analisi a supporto delle Forze di Polizia di tutto il mondo, e consiste nell’<strong>elaborare un possibile profilo psico-comportamentale di un soggetto che ha compiuto un crimine</strong>. L’analisi parte dalla scena del crimine per arrivare alla determinazione dello stile comportamentale del soggetto.</p>
<p>Il criminal profiling ha come scopo principale quello di <strong>ridurre la rosa dei sospetti ottimizzando di conseguenza le risorse investigative</strong>. L’obiettivo primario è aiutare gli investigatori a <strong>gestire con maggiore efficacia la loro lista di sospetti</strong>.</p>
<p>Vogliamo a questo punto sfatare un mito: il profiler non è in grado di fornire un indirizzo od un numero di telefono del sospettato, ne individua i tratti fondamentali del comportamento, è una sorta di <strong>ritratto psico-comportamentale</strong>.</p>
<h2>I 6 passi dell’analisi investigativa</h2>
<p>I padri fondatori del profiling hanno redatto 6 passaggi da dover compiere lungo il percorso analitico.</p>
<p style="padding-left: 40px;">(1) <strong>Profiling Input</strong>: raccolta delle informazioni reperibili sulla scena del crimine, il rapporto autoptico completo, le deposizioni testimoniali, l’analisi vittimologica e il rapporto della Polizia. In questa fase il profiler deve poter essere libero da ogni tipo di condizionamento rispetto ai sospettati.</p>
<p style="padding-left: 40px;">(2) <strong>Decision process models</strong>: in questa fase il profiler dovrà organizzare le informazioni raccolte durante la fase precedente. In questa fase il profiler dovrà rispondere alle seguenti domande:</p>
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li style="list-style-type: none;">
<ul>
<li>Che tipo di omicidio è stato commesso?</li>
<li>Qual è il movente primario alla base di questo atto criminale?</li>
<li>Qual è il livello di rischio cui era soggetta la vittima?</li>
<li>Qual è il livello di rischio corso dall’offender per portare a termine il crimine?</li>
<li>Qual è l’esatta sequenza degli atti compiuti dall’offender (criminodinamica), prima, durante e dopo il crimine?</li>
<li>Quanto tempo ha trascorso l’offender sulla scena del crimine?</li>
<li>Dov’è stato commesso il crimine?</li>
<li> Esistono elementi che rimandano ad una ipotesi di staging (messa in scena) o undoing (tentativo di ridurre l’impatto emozionale/psicologico di quanto commesso)?</li>
</ul>
</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p style="padding-left: 40px;">(3) <strong>Crime assessment</strong>: il profiler ricostruisce il comportamento dell’offender, ponendo il focus all’interazione tra vittima ed aggressore.</p>
<p style="padding-left: 40px;">(4) <strong>Criminal profiling</strong>: sulla base di tutte le informazioni raccolte, elabora una descrizione del sospettato con le seguenti informazioni: sesso, razza, età, stato civile, stato sociale, storia lavorativa, caratteristiche psicologiche, valori, credenze, probabile reazione nei confronti della Polizia, eventuali precedenti penali.</p>
<p style="padding-left: 40px;">(5) <strong>Investigation</strong>: il profiler scrive un rapporto scritto che consegna agli investigatori. Se emergono nuovi elementi di prova, il report va rivisto e rielaborato sulla base delle nuove informazioni emerse.</p>
<p style="padding-left: 40px;">(6) <strong>Apprehension</strong>: ovviamente l’obiettivo principale di ogni investigazione è la cattura dell’offender. Una volta catturato il sospetto, il lavoro del profiler  è utile per individuare la strategia di interrogatorio più idonea sulla base delle caratteristiche psicologiche dell’offender.Naturalmente il percorso analitico appena descritto rappresenta il punto di partenza di uno strumento investigativo che nel corso degli ultimi trent’anni ha avuto modo di evolvere e crescere notevolmente, seppur con grande fatica, sia sotto l’aspetto dell’efficacia sul campo che in termini di validazione scientifica dei vari approcci utilizzati.</p>
<h2>Quali crimini richiedono l’intervento del criminal profiling?</h2>
<p>I crimini che richiedono la consulenza dell’attività del <strong>profiling</strong> sono gli <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/?s=serial+killer" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>omicidi seriali</strong></a></span>, gli <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2019/06/01/vittime-di-stupro/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>stupri seriali</strong></a></span>, gli <strong>omicidi a sfondo sessuale</strong>, le <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2019/06/14/maltrattamento-dei-bambini/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>molestie su minori</strong></a></span>, i <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2019/03/19/le-bestie-di-satana/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>crimini rituali</strong></a></span> e la <strong>piromania</strong>. La caratteristica che accomuna tutti i crimini citati è la serialità e il fatto che il criminale sia motivato da una spinta psicopatologica. L’applicazione di metodi statistici è utile per il delicato processo di linkage (letteralmente l’attività di analisi che consente di identificare una stessa mano dietro diversi crimini.</p>
<p>Statistiche a parte, ogni caso va analizzato a partire dalla sua “Unicità” dal punto di vista criminlogico e solo successivamente può essere ricondotto ad una stessa “mano”.</p>
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		<title>Cosa differenzia le donne serial killer dagli uomini</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/11/22/donne-serial-killer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 10:33:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[milena quaglini]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per comprendere la logica di un serial killer, bisogna inabissarsi nei fondali oscuri della sua mente e scandagliare le idee</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per <strong>comprendere la logica di un serial killer, </strong>bisogna inabissarsi nei fondali oscuri della sua mente e scandagliare le idee alla base del movente del delitto, delle modalità e delle armi utilizzate per l’aggressione. Inoltre è molto importante capire se le vittime abbiano tratti comuni e distintivi, che potrebbero rivelare alcune delle cause degli omicidi.</p>
<p>Per quanto riguarda i <strong>serial killer maschi</strong>, la criminologia ritiene che il <strong>movente sessuale</strong> o comunque la <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/17/sadismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>componente sadica</strong></a></span>, sia un tratto distintivo e qualificante.</p>
<h2>Donne serial killer</h2>
<p>Per ciò che riguarda la <strong>sfera femminile</strong> il discorso è molto più complesso, <strong>l’aspetto sessuale non è fondamentale</strong>. Il fatto che ci sia un <strong>minor grado di aggressività sadica da parte delle donne</strong> può essere dovuto a due fattori fondamentali:</p>
<ul>
<li>uno riguarda la <strong>predisposizione biologica</strong>, nel senso che in una donna il livello di testosterone è molto più basso, e poi le influenze culturali che scoraggiano le manifestazioni di aggressività. <strong>Le donne, dunque, prediligono modalità meno fisiche</strong>, infatti sono molto numerosi i casi in cui viene utilizzato il veleno. Il veleno offre infatti vari vantaggi: è un’arma discreta, silenziosa, che, se usata bene, non lascia tracce e permette di far passare la morte della vittima come naturale.</li>
<li>Al di là del movente sessuale svariate possono, però, essere le <strong>spinte emotive</strong> utili a mettere in atto l’azione criminale: denaro, gelosia, vendetta, potere o dominio. È proprio in questa cerchia di motivazioni che può essere ricondotta la causa scatenante del modus operandi delle serial killer.</li>
</ul>
<h2>Profili di donne serial killer</h2>
<p>Queste donne <strong>conducono vite all’apparenza molto ordinarie</strong>: si tratta di madri di famiglia che svolgono lavori del tutto normali che le rendono praticamente insospettabili, riscuotono simpatia e appaiono dal volto rassicurante. Proprio queste caratteristiche saranno utili a generare un clima di confidenzialità e intimità con la vittima, scelta per la sua vulnerabilità, tra deboli o emarginati.</p>
<p>In realtà <strong>solo nel momento del delitto si rivela la vera personalità</strong>, quella <strong>fredda</strong>, <strong>cinica</strong>, <strong>incapace di empatia</strong> e <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/04/13/manipolatore-perverso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>manipolatrice</strong></a></span>. In ogni caso lo scopo principale di ogni serial killer può essere quella di <strong>riprendersi una rivincita sulla vita</strong>, <strong>esprimere la propria superiorità</strong> o <strong>diventare celebri</strong>.</p>
<p>Il comportamento di una donna killer può anche essere la conseguenza di una storia di esperienze traumatiche iniziate nella più tenera età e proseguite negli anni. Al riguardo, In Italia, abbiamo avuto un caso emblematico, quello di <strong>Milena Quaglini</strong>, considerata  <strong>una delle serial killer donne più famose del nostro Paese</strong>. L’hanno etichettata con diversi titoli, quello che ci sembra più opportuno è quello di <em>“vittima spietata”</em>.</p>
<h2>Milena Quaglini, la più famosa serial killer d’Italia</h2>
<p><strong>Ha trascorso una vita intera sottomessa dagli uomini</strong>: prima il padre, che la picchiava e la vessava continuamente, poi i mariti e i compagni che si sono alternati e che la illudevano con promesse di vita felice e che invece le hanno fatto vivere una realtà fatta di violenze e abusi. In questo lungo periodo di violenze, <strong>la donna ha coltivato dentro di sé un desiderio di rivalsa che si è trasformato in vendetta</strong>. L’episodio scatenante risale a quando la donna lavorava come colf  per un uomo ultra ottantenne che ad un certo punto le fece delle avances e lei lo colpì ripetutamente con una lampada. Questo caso fu archiviato come incidente domestico e la donna  tornò a vivere con il suo compagno che continuava ad avere comportamenti violenti fino a quando lo uccise colpendolo ripetutamente con un abat-jour e fracassandogli il cranio, quindi con lo stesso modus operandi del primo omicidio.</p>
<p><strong>Ritenuta incapace di intendere e di volere</strong> uscì dopo pochi anni da una struttura riabilitativa e trovò un compagno a cui si legò. Anche questo si rivelò violento e dopo una lite lei le servì un caffè carico di tranquillanti, e una volta stordito lo annegò nella vasca. Milena Quaglini fu subito arrestata e questa volta confessò anche il primo omicidio. La donna è morta  nel carcere di Vigevano, si è suicidata impiccandosi  con dei pezzi di lenzuolo. Di seguito riportiamo alcuni estratti di dichiarazioni della Quaglini: le sue parole, cariche di rabbia, sono emblematiche “<em>A ogni schiaffo che prendevo da un uomo, rivivevo tutti quelli presi da mio padre […] Io sopportavo, sopportavo, sopportavo, finché non mi facevano qualcosa di intollerabile che mi faceva esplodere. […]”</em></p>
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		<title>Uso e abuso del termine &#8216;raptus&#8217;</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/11/15/raptus/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Nov 2019 08:59:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[psicosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tv, nei social network e sui giornali si parla, troppo spesso senza competenze, di raptus come una totale o</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/11/15/raptus/">Uso e abuso del termine &#8216;raptus&#8217;</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In tv, nei social network e sui giornali si parla, troppo spesso senza competenze, di <strong>raptus</strong> come una totale o temporanea incapacità di intendere e volere sancita da perizie. I mass media, soprattutto nei clamorosi casi di cronaca nera, abusano del termine raptus, che non viene <strong>inteso come reazione psicogena compulsiva acuta</strong>, ma sembra essere diventata la parolina magica che in certe situazioni dice tutto e niente e che tolga dalla fatica di dover riflettere o comprendere le motivazioni. Nonostante i continui richiami degli esperti che si occupano di monitorare e studiare il fenomeno, <strong>esiste ancora una folta schiera di giornalisti che utilizza il termine <em>raptus</em> per indicare il comportamento violento</strong>. Questa parola, di poche lettere, se usata in maniera impropria finisce con lo stravolgere completamente il significato di quanto avvenuto.</p>
<h3>Quando, come e perché?</h3>
<p>In preda ad un <em>raptus,</em> la persona non è consapevole di quello che fa.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto_penale">diritto penale</a></span>, della criminologia e della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Psichiatria_forense"><span style="color: #ff0000;">psichiatria forense</span></a> la carenza di controllo degli impulsi può essere considerata <em>condizione di momentanea incapacità di intendere e di volere</em> e quindi <em>attenuante per la commissione di </em><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reato"><em>reati</em></a></span>.</p>
<p>Il raptus può essere indotto dall’assunzione di sostanze psico-attivanti (come anfetamine e cocaina) oppure può rappresentare un tratto stabile della personalità, ma in questo caso si parla di disturbi della personalità di tipo psicopatico o <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2019/01/31/disordine-da-personalita-antisociale/">antisociale</a></span>.</p>
<p>Si sente spesso il termine &#8216;stato confusionale&#8217;, che esprime l’idea di una perdita di controllo totale e improvvisa, come se il cervello fosse posseduto da una forza che lo agita a caso e lo spinge in direzioni insensate o eccessive. Ma il <strong>raptus non spiega quasi mai niente</strong>, c’è un termine medico che si avvicina a questo ed è <strong>psicosi</strong>.</p>
<p><strong>Psicosi significa semplicemente una complessiva alterazione del modo in cui la persona percepisce l’ambiente, e di come lo elabora</strong>. Il sintomo cardine della psicosi è il delirio. Delirare è uscir fuori da un pensiero costruito in maniera comprensibile, senza un filtro che distingue il vero dall’immaginario Dietro molti apparenti  raptus  vi sono storie anche lunghe di deliri.</p>
<h3>Raptus e femminicidio guai a giustificarlo</h3>
<p>Dai nostri studi <strong>abbiamo notato come negli ultimi anni il termine raptus appaia sempre più spesso nei fatti di cronaca riguardanti il femminicidio</strong>. Si sostiene, in maniera del tutto scellerata, che un uomo geloso uccida la propria compagna perché in preda ad un raptus. Questo malsano atteggiamento, genera  concetti ancora più inquietanti. Il primo in assoluto è la giustificazione che si dà ad un omicida: si rischia di attenuare la responsabilità demandandola all’estrema gelosia che, in un momento di apice , si è  trasformata in un gesto efferato.  In moltissimi casi, abbiamo notato che  il contesto in cui avviene il delitto ha già una storia carica di violenza e spesso, questa,  viene sottovalutata sia dalle famiglie che purtroppo anche dagli inquirenti. Un’altra idea che passa in modo tanto velato quanto pericoloso, è quella che vedrebbe la vittima in qualche modo responsabile del raptus. Ecco questo è per noi riprovevole e del tutto sbagliato, soprattutto quando l’opinione pubblica influenza le fasi delicate sia dell’indagine prima che quelle processuali poi.</p>
<p>In definitiva possiamo affermare che <strong>è necessario documentarsi in maniera approfondita prima di dichiarare un omicida incapace di intendere e di volere</strong> e vi invitiamo a dare credibilità agli esperti preposti, piuttosto che ai più famosi talk-show.</p>
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			</item>
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		<title>Nella mente del terrorista: malati mentali o persone comuni?</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/11/06/terroristi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 09:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando parliamo di terrorismo intendiamo azioni molto diverse tra loro, tutte però con lo stesso comune denominatore: generare paura. Terroristi:</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Quando parliamo di terrorismo intendiamo azioni molto diverse tra loro, tutte però con lo stesso comune denominatore: generare paura.</em></h2>
<hr />
<h3>Terroristi: classificazione</h3>
<p>Con il nostro studio abbiamo redatto una <strong>classificazione delle azioni terroristiche</strong> derivanti dalle loro motivazioni o ideologie, in tal senso abbiamo distinto:</p>
<ul>
<li><strong>Terroristi solitari:</strong> solitamente tali soggetti sono molto difficili da individuare perché non sono affiliati a nessun gruppo e inoltre sono quelli che presentano, in percentuale molto elevata, disturbi psicologici già precedentemente manifestati e riconosciuti.</li>
<li><strong>Gruppi estremisti politici:</strong> questa tipologia racchiude tutti coloro che vorrebbero promuovere vari livelli di gerarchia sociale,  come per esempio  il disordine urbano o il razzismo. In questi casi abbiamo riscontrato che di fondo e per qualsiasi tipo di ideologia, di fondo ci sia una profonda ignoranza. Ultimamente l’opinione pubblica ha confuso i gesti di solitari con patologie psicologiche, attribuendoli ad ideologie politiche dietro le quali essi stessi si sono nascosti.</li>
<li><strong>Estremisti religiosi:</strong> questo tipo di terroristi è spesso legato a gruppi religiosi che frequentano luoghi di culto accessibili a tutti, a differenza di ciò che si può pensare, tali soggetti spesso appartengono a famiglie di fascia media con un buon livello socio culturale. Moltissimi non presentano alcun disturbo psicologico</li>
</ul>
<p>Per le contingenze storiche i nostri interessi si sono concentrati su quest’ultima categoria in auge da molto tempo. Con il nostro staff <strong>abbiamo analizzato le oltre 250 interviste che Nasra Hassan, ha realizzato ad altrettanti membri di Hamas e Jihadisti</strong> nella zona di Gaza e Palestina.</p>
<h3>Estremismi religiosi</h3>
<p>Prima di continuare vogliamo fortemente dichiarare che <strong>l’islam non centra nulla con il terrorismo</strong> e che la decisione di considerare tali dati specifici è dovuta alla preziosa mole di informazioni che ci hanno permesso di realizzare un’osservazione precisa. Esistono terroristi estremisti di moltissime religioni in ogni parte del mondo questo è evidente tanto quanto il nostro esclusivo interesse scientifico.</p>
<p>Analizzando le parole degli intervistati si può determinare che <strong>nessuno di loro ha manifestato sintomi della depressione o di malattia mentale</strong>,  e questo anche tra coloro che poi hanno deciso di ricorrere al suicidio. <strong>Ognuno di loro ha sempre mostrato molto sangue freddo</strong> nella discussione dei dettagli degli attentati, mettendo in evidenza una grande motivazione derivante da una <strong>profonda credenza religiosa.</strong></p>
<h3>Non malati mentali, ma persone comuni</h3>
<p>Così, possiamo stabilire che <strong>la psicopatologia mentale non è la spiegazione per comprendere cosa accada nella mente di un terrorista</strong>. La nostra idea si fonda sui criteri con cui i leader di tali gruppi selezionano i candidati, li valutano personalmente con molto rigore e se sospettano un minimo di instabilità mentale li escludono senza riserve.</p>
<p>A supporto delle nostre idee <strong>citiamo lo studio condotto dallo psichiatra Marc Sageman, professore all’Università della Pennsylvania</strong>. Egli ha analizzato 400  tra documenti statali e registrazioni di terroristi estremisti. Da questo studio è emerso che <strong>i terroristi non sono nella maniera </strong><strong>più assoluta persone alle quali è stato lavato il cervello, o soggetti con forti disturbi mentali</strong>.</p>
<p>Al contrario, i dati statistici mostrano che <strong>il 90% dei terroristi proviene da famiglie affettuose e senza alcun problema e il 63% degli stessi ha un’istruzione medio-alta.</strong></p>
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		<title>La sindrome di Stoccolma: un paradosso psicologico in cui la vittima difende il carnefice.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 11:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La sindrome di Stoccolma è quell’atteggiamento emotivo per cui chi è vittima, in una qualsiasi situazione, prova dei sentimenti positivi</p>
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<p>La <strong>sindrome di Stoccolma</strong> è quell’atteggiamento emotivo per cui chi è vittima, in una qualsiasi situazione, prova dei sentimenti positivi nei confronti del proprio aguzzino.</p>
<h3><strong>La vera storia</strong></h3>
<p>Il 23 agosto del 1973 Jan-Erik Olsson rapinò la filiale della Kreditbanken, nel centro di Stoccolma, in Svezia. Qualcosa andò storto e Olsson rimase bloccato nella banca per più di cinque giorni, con un complice e quattro ostaggi. Subito dopo Olsson chiese anche che gli portassero il suo amico Clark Oluffsson, che all’epoca si trovava in prigione. La polizia sul momento accettò. I due rapinatori rimasero nel caveau per cinque giorni prima che la polizia liberasse gli ostaggi che da subito mostrarono affetto nei confronti di Oluffsson.  Questi  dopo la rapina, divenne amico di una degli ostaggi. Dopo la rapina i racconti degli ostaggi, colpirono molto l’opinione pubblica al punto che un famoso criminolgo svedese <strong>Nils Bejerot coniò l’espressione “sindrome di Stoccolma”</strong></p>
<h3><strong>I casi italiani più famosi</strong></h3>
<p><strong>Daniel Nieto</strong> nel 1974 rapì <strong>Giuliana Amati</strong>, figlia di una ricca famiglia romana, durante il rapimento i due si innamorarono.</p>
<p>Dopo il pagamento del riscatto, quando lei fu rilasciata i due cercarono di mantenersi un contatto clandestinamente. Entrambi manifestavano  la voglia di incontrarsi  e quando finalmente decisero di farlo ci fu l’arresto dell’uomo tra le urla disperate della ragazza.<br />
In questo caso <strong>la sindrome di Stoccolma provata dalla ragazza nei confronti  di Nieto  fu in grado di sensibilizzare il suo rapitore fino a farlo innamorare.</strong></p>
<p>Un altro caso fu quello di <strong>Gianni Ferrara</strong>, un  bambino di 8 anni rapito mentre si trovava ai Caraibi in vacanza con la famiglia. Cinque agenti di polizia dello Stato di Zulia, lo rapirono e chiesero un riscatto di 650 milioni di lire. Il bambino, <strong>negli oltre 2 mesi di sequestro,  si affezionò ai suoi rapitori</strong> e  durante le comunicazioni con la famiglia appariva freddo e distaccato e quando fu liberato, inveì contro la polizia.</p>
<h3><strong>Quando la sindrome di Stoccolma diventa orrore.</strong></h3>
<p><strong>Nel Giugno 1991, Jaycee, 11 anni, viene rapita due uomini</strong>. Uno di loro Phill Garrido la porterà nel suo rifugio e la terrà segregata per 18 lunghissimi anni. Phill abusa di lei tutti i giorni tanto che dall’orribile relazione nascono due bambini. Passano gli anni e Jaycee diventa una donna che lavora nella stamperia dei Garrido nella loro abitazione. Pur avendo libero accesso ad un telefono e un computer, non chiese mai aiuto. Probabilmente  l&#8217;amore per quella strana famiglia partorita dell&#8217;orrore di una mente criminale le ha impedito di denunciare il suo aguzzino.  Garrido, che è sempre stato un fanatico religioso, viene fermato durante un suo delirio davanti all&#8217;Università di Berkeley . I vigilantes del campus lo fermano per un controllo. La polizia lo convoca a Concord,  Garrido si presenta con la moglie Nancy, due ragazzine e una donna bionda che chiamano Alissa. L&#8217;agente che aveva controllato più volte la casa di Walnut Avenue senza notare la presenza di altri all&#8217;infuori dei tre abitanti, chiede ad Alissa chi sia. La giovane spiega di essere fuggita dalla casa del marito e di aver chiesto ospitalità ai Garrido insieme alle figlie. Poi confessa una cosa che spiazza tutti: &#8220;Sono Jaycee Dugart&#8221;.</p>
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