Come fa un manipolatore perverso a trasformarci in marionette

Sempre più spesso, nei fatti di cronaca e non solo, si sente parlare di persone che manipolano il pensiero di altre, allo scopo di indurle a fare qualcosa che vada a loro vantaggio personale. Si tratta di persone che agiscono, con la manipolazione e l’arte del raggiro, per far compiere determinati atti ad un altro soggetto.

Sono i manipolatori perversi, sono soggetti che si approfittano dell’amore altrui.

Chi è un manipolatore perverso?

Soddisfare il proprio ego è il principale obiettivo di queste persone. Per farlo, non badano a scrupoli. Usano letteralmente l’amore e l’affetto degli altri per il proprio tornaconto personale. A farne le spese sono coloro che sono più innamorati e, spesso, più deboli.

Esempi classici sono le donne che, purtroppo, cadono sempre più vittime di uomini che le vogliono solo raggirare e danneggiare. È facile che la persona che ha a che fare con un manipolatore si senta umiliata, sfruttata, usata nel vero senso della parola. Purtroppo, spesso non è solo un’idea che possiamo avere, ma si tratta della realtà.

Il manipolatore perverso finge di amare, ma in realtà non prova nessun sentimento. Gli capita, inoltre, spesso anche di maltrattare l’altro. Il partner, talvolta debole, insicuro ed impaurito, non reagisce, ma tende ad accontentare in tutto e per tutto l’altro, per paura di ferirlo o di essere trattato ancora peggio. Si verifica, nei confronti del partner, una sorta di dipendenza affettiva, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Non è raro che queste persone, in passato, abbiano a loro volta subito maltrattamenti, abusi comportamentali e traumi vari, magari nell’età infantile.

Come riconoscere un manipolatore perverso?

È possibile capire se siamo di fronte ad un manipolatore perverso cercando di controllare i suoi comportamenti. A volte, però, purtroppo accade che il partner non se ne accorga, proprio perché accecato dal totale amore verso l’altra persona, che induce a non vedere i difetti altrui. È possibile, però, che le persone che stanno vicine alla coppia (familiari, parenti o amici) si rendano conto di ciò.

Un manipolatore perverso è una persona soffocante, che critica costantemente l’operato del partner, che usa il sarcasmo in modo sbagliato, ovvero per andare a distruggere l’autostima dell’altra persona. Il manipolatore, inoltre, non accetta alcuna critica ed evita sempre di mettersi in discussione. Per questo motivo, a un dialogo maturo e responsabile preferisce sempre la critica, mai costruttiva in questo senso.

In che modo ci manipola?

Le armi che il manipolatore può utilizzare per svolgere il suo operato sono molteplici. Spesso il ricatto affettivo, ma anche le minacce, sono frequenti, nonché la tendenza di dare la colpa agli altri per qualcosa che accade. Dobbiamo, infatti, considerare che questi soggetti tendono spesso a considerarsi vittime e, quindi, a dare la colpa ad cose o persone per situazioni spiacevoli che si creano. Spesso, il capro espiatorio è proprio il partner.

Un altro comportamento classico del manipolatore effettivo sta nell’eccedere con complimenti e apprezzamenti, poiché ha in mente di ottenere qualcosa. Dobbiamo, quindi, diffidare dagli apprezzamenti se troppo fuori luogo, oppure troppo poco frequenti. Potrebbe essere una tecnica usata da questi soggetti per ottenere meglio ciò che vogliono.

Altri comportamenti molto frequenti sono la denigrazione dell’altro, allo scopo di minare l’altrui autostima, ma anche l’essere troppo invadenti, andando ad intromettersi nelle scelte del partner e decisioni senza prendere in considerazione l’altrui punto di vista. È logico, infatti, che il manipolatore affettivo non ha alcun rispetto del punto di vista del partner.

Come difendersi da un manipolatore perverso?

Per difendersi da un manipolatore perverso è utile intanto cercare di capire se la persona, attraverso i suoi atteggiamenti, potrebbe rivelarsi tale. Ovviamente, da soli non siamo certo in grado di effettuare una diagnosi, che spetta sempre ad un medico, meglio se ad uno psicologo. Una terapia comportamentale può aiutare senza dubbio: dal punto di vista della vittima, infatti, aiuta a capire come comportarsi e come difendersi, magari mettendo in atto qualche “via di fuga” e cercando, nel caso, di superare la fase della dipendenza affettiva. La terapia comportamentale, inoltre, può servire anche al manipolatore stesso, magari per capire le motivazioni del suo comportamento, che spesso risalgono ad un passato difficile da dimenticare.

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Miolì Chiung

Mi chiamo Miolì Chiung e sono una psicoterapeuta esperta in psicologia giuridica e criminologia. Da sempre, per lavoro e per passione, sono affascinata dalla psicologia criminale e dall’analisi della mente umana. Mi occupo di minori e famiglia e,da questo particolare osservatorio, amo analizzare le sfumature familiari di alcuni crimini.

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