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	<title>schizofrenia paranoide Archivi | PROFILI CRIMINALI</title>
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	<description>La vera faccia del crimine</description>
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	<title>schizofrenia paranoide Archivi | PROFILI CRIMINALI</title>
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		<title>Analisi clinica di un Serial Killer italiano: Roberto Succo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Zandonà]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Aug 2019 09:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[antisociale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo narcisistico di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[roberto succo]]></category>
		<category><![CDATA[sadismo]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Analisi del profilo psicologico di Roberto Succo, serial killer italiano che, dopo aver compiuto una strage familiare, ha terrorizzato Italia</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/08/06/roberto-succo/">Analisi clinica di un Serial Killer italiano: Roberto Succo</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Analisi del profilo psicologico di Roberto Succo, serial killer italiano che, dopo aver compiuto una strage familiare, ha terrorizzato Italia e Francia.</em></h2>
<hr />
<p>Ripercorriamo insieme il profilo psicologico e le vicende legate a <strong>Roberto Succo</strong>, serial killer italiano che, dopo aver compiuto una strage familiare, ha terrorizzato parte dell’Italia e della Francia durante i suoi periodi di latitanza erratica, mietendo vittime in modo apparentemente casuale. Rintracciato e ricondotto in carcere, si toglierà la vita infilando la testa in un sacchetto contenente il gas delle bombolette consentite ai detenuti per scaldarsi il caffè.</p>
<h3><strong>Chi è Roberto Succo</strong></h3>
<p>Roberto nasce a Mestre nel 1962, figlio di un poliziotto e di una casalinga. Il 12 aprile 1981, <strong>a soli 19 anni, vedendosi rifiutata l’auto del padre e a seguito di un litigio con la madre uccide spietatamente quest’ultima con 32 coltellate</strong><em>;</em><strong> attende poi che rincasi il padre</strong>, al quale sottrae la pistola di ordinanza e sul quale si riversa l’incontenibile follia omicida: Roberto<strong> lo strangola e lo finisce con il retro di un’accetta</strong><em>.</em> Non si libera dei corpi dei genitori: li depone nella vasca da bagno, che si limita a riempire d’acqua; poi fugge: chiude a chiave la porta di casa, prende l’auto e si dirige in Friuli. <strong>Viene rintracciato ed arrestato tre giorni dopo nei pressi del confine Jugoslavo</strong>. Tre mesi dopo, in carcere, consegue il diploma di Maturità Scientifica; contestualmente <strong>dichiarato infermo di mente</strong>, gli viene notificata una condanna di 10 anni da scontare presso l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Reggio Emilia.</p>
<h3><strong>La fuga</strong></h3>
<p>Apparentemente adeguato al contesto carcerario, dove svolge regolarmente colloqui con il cappellano e dove si distingue come detenuto modello per la condotta, richiede e ottiene il permesso di proseguire gli studi e di iscriversi all’Università di Parma, presso la facoltà di Geologia. Ottenuta la semilibertà volta ad agevolarlo nella frequentazione dell’ateneo, ne approfitta per evadere: prende un treno per Genova e fa perdere le sue tracce. Cambia il suo cognome in “Zucco” e, recuperati dei documenti falsi, si trasferisce in Francia. Un paio di mesi dopo terrorizzerà i francesi mettendo a punto degli omicidi dalle dinamiche imprevedibili.</p>
<h3><strong>Delitti in Francia</strong></h3>
<p>Il <strong>2 aprile 1987</strong> Roberto si trova in Savoia e ritorna ad uccidere: <strong>ammazza un brigadiere</strong>, cui ruba la pistola calibro 9. Nemmeno un mese dopo, nell’alta Savoia,<strong> rapisce una ragazza: la uccide ammanettata ad un letto e getta nel fiume il corpo</strong> che non verrà mai ritrovato. La sera stessa <strong>compie il sequestro di un medico vicino di casa della giovane</strong>, la cui salma verrà ritrovata qualche mese dopo all’interno di una casa abbandonata.</p>
<p>L’identità dell’assassino resta agli inquirenti ancora sconosciuta; le indagini sono ad un punto fermo, mentre si attribuiscono a questo ipotetico serial killer altri delitti: il <strong>sequestro di madre e figlia costrette a subire molestie sotto minaccia armata</strong>, e la <strong>violenza sessuale e l’omicidio agiti nei confronti di un’altra donna trovata nuda con un proiettile conficcato nella testa</strong>. Una condotta delittuosa così apparentemente confusa rispetto alle modalità di uccisione e alla scelta della vittima, che sembrano non seguire dei precisi criteri, disorienta gli inquirenti, mentre si continuano ad attribuire al misterioso assassino i casi di omicidi irrisolti che avvengono nella zona.</p>
<p>Nel frattempo viene ritrovata a Losanna, in Svizzera, l’automobile del brigadiere ucciso, recante nel bagagliaio la pistola a lui sottratta, un fucile e la sua uniforme militare. Ma Succo, nonostante il viaggio in Svizzera, è nuovamente <strong>in Francia, a Tolone: forse per difendere una ragazza che sta frequentando, tenta di uccidere un pregiudicato</strong>. Successivamente, con estrema ferocia, <em>f</em><strong>redda con dei colpi di pistola un ispettore di polizia</strong>, cui rivolge le parole <strong>“Je te tue”</strong> (“Io ti uccido”) prima di puntargli l’arma alla testa e sparargli.</p>
<p>Nel 1988 rientra in Italia passando dalla Svizzera e viene rintracciato e arrestato. Ritenta nuovamente la fuga dal penitenziario di Treviso improvvisando una conferenza stampa sul tetto del carcere, ma il tentativo si rivela un fallimento; morirà nel carcere di Vicenza nel mese di maggio dello stesso anno.</p>
<h3><strong>Profilo Psicologico</strong></h3>
<p>Roberto Succo, nella più recente perizia psichiatrica, <strong>viene dichiarato infermo di mente </strong>a causa di una <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/tag/schizofrenia-paranoide/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">schizofrenia di tipo paranoide</a></span>. Da quanto emerso ritroviamo però in lui tratti caratteristici di una <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/20/disturbo-antisociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">personalità di tipo antisociale</a></span>: <strong>l’intolleranza della frustrazione e l’agito impulsivo</strong> (vedi l’omicidio dei genitori), <strong>la mancanza di una dimensione empatica nei confronti delle vittime</strong>, affinate <strong>capacità manipolatorie</strong> (la fuga dal carcere), la dedizione ad attività illecite e criminali; accanto a ciò, una non trascurabile <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/09/21/narcisismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">visione grandiosa del sé</a></span>, più di pertinenza narcisistica, che si intravede nell’incontrastabile “Je te tue”, ipoteticamente determinata anche dalla reale dinamica degli eventi, a fronte dell’incapacità delle forze dell’ordine di rintracciare il killer, che invece è abile nel camuffarsi, nel non lasciare tracce, nel muoversi indisturbato anche tra più stati europei.</p>
<p>Riconosciamo in Roberto Succo un <strong>livello intellettivo medio-alto</strong>, sia nell’abile organizzazione della sua fuga, sia nella sua capacità di rimanere nell’ombra. La perizia attribuitagli sicuramente abbraccia aspetti psicologici non conosciuti pubblicamente, come dinamiche mentali deliranti e persecutorie che lo hanno spinto a delinquere.</p>
<p>La condotta delittuosa di Succo, come già illustrato, appare confusa e diversificata nei metodi (strangola, accoltella, utilizza armi da fuoco), sebbene si intraveda limpida una <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/17/sadismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">spinta sadica</a></span>, scatenata dapprima dall’impulso irrefrenabile castrato dai genitori, e successivamente agita nei confronti principalmente delle donne, che violenta e uccide in balia di tali impulsi (di frequente sequestra donne, le immobilizza, le minaccia).</p>
<p>Roberto Succo però non uccide solo donne: probabilmente <strong>si accanisce su chiunque tenti di allontanare da lui la soddisfazione di un suo bisogno</strong>: il vicino di casa che magari ha intravisto qualcosa ed è intervenuto, il brigadiere o il poliziotto che, in quanto rappresentanti della legge, si interpongono tra lui e la sua libertà.</p>
<hr />
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li>ilgazzettino.it</li>
<li>wikipedia.it</li>
<li>occhirossi.it</li>
<li>DSM 5</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Igor il Russo, il killer di Budrio</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/06/28/igor-il-russo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmela Marucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jun 2019 16:41:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[antisociale]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo bipolare]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Norbert Feher, alias &#8220;Igor il Russo&#8221; è ritenuto l&#8217;autore di due omicidi in Italia e tre in Spagna Chi è</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/06/28/igor-il-russo/">Igor il Russo, il killer di Budrio</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2>Norbert Feher, alias &#8220;Igor il Russo&#8221; è ritenuto l&#8217;autore di due omicidi in Italia e tre in Spagna</h2>
<hr />
<p>Chi è esattamente <strong>Norbert Feher</strong>? Non è stato semplice arrivare alla sua vera identità: non Ezechiele o Igor, ma Norbert è il suo vero nome. Non è russo, ma serbo ed è stato arrestato lo scorso dicembre in Spagna.</p>
<h2><strong>La vera identità di Igor il Russo</strong></h2>
<p>Solo dopo nove mesi di ricerche, <strong>Igor il Russo</strong> è stato arrestato con l’accusa di cinque omicidi due in Italia e tre in Spagna. In Italia è stato <strong>accusato degli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia ecologica volontaria, Valerio Verri</strong>. Si sospetta anche l’omicidio del metronotte, <strong>Salvatore Chianese</strong>.</p>
<p><strong>L’arresto è avvenuto a Saragozza</strong>, Spagna, dopo una sparatoria nella quale hanno perso la vita due uomini della Guardia Civil e un cittadino. La procura della Repubblica di Bologna aveva messo in atto una vera e propria caccia all’uomo anche in Spagna, Serbia, Austria e Francia.</p>
<p>È stato molto abile a nascondersi, costanti ritrovamenti di piccoli rifugi scoperti sempre troppo tardi, abilità che avrebbe acquisito in seguito ad un&#8217;educazione militaresca, da ex cecchino delle forze speciali siberiane.</p>
<p>Il suo percorso da latitante è stato identificato tramite selfie scattati durante la sua fuga, dopo aver ucciso due persone in Italia. Nelle foto Feher appare sorridente: in un autoscatto si punta la pistola alla tempia, in un altro fa il segno della vittoria. Sullo sfondo, la bicicletta utilizzato per spostarsi e il sacco a pelo usato per riposare durante la sua latitanza iberica. In alcune pose è con un berretto da pescatore, in altre con un cappello da Gringo, in altre con indosso occhiali da sole, vestito in mimetica.</p>
<h3>Profilo psicologico di Norbert Feher</h3>
<p>Secondo il rapporto degli psichiatri che lo hanno visitato su ordine del giudice spagnolo, il quadro psichico di Norbert Feher corrisponde ad una persona con capacità intellettive superiori alla media, ma con <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2019/01/31/disordine-da-personalita-antisociale/"><strong>disturbo Bipolare, Paranoide e Antisociale di Personalità</strong></a></span>.</p>
<p>Il comportamento di Igor il Russo protende verso un Disturbo Bipolare, disturbo caratterizzato da gravi alterazioni dell’umore, delle emozioni e dei comportamenti. Si alternano infatti, durante la vita dell’individuo, episodi di mania o ipomania (elevazione del tono dell’umore) e depressione (calo del tono dell’umore). Invece il Disturbo Paranoide deriverebbe dalla sua diffidenza e dalla sua sospettosità,. Questo spinge l’individuo ad interpretare le motivazioni degli altri come malvagie. È sicuro che sarà sfruttato, danneggiato e ingannato da coloro che lo circondano. Tutto questi sintomi sono direttamente collegati al <strong>comportamento antisociale</strong>. il killer serbo ha manifestato la volontà di isolarsi, di non voler più comunicare, dimostrandosi indifferente nei confronti delle forze dell’ordine. Inoltre Igor sembrerebbe essere incapace di assumersi le responsabilità delle proprie azioni.</p>
<p>Nel rapporto, si parla anche di “<strong>delirio messianico</strong> in un contesto di disinibizione, con disforia cronica e sfiducia di tutte le persone”. I deliri sono aberrazioni di giudizio suggerite da uno stato passionale o, in genere, da perturbamenti affettivi d&#8217;origine morbosa. I deliri si coordinano intorno agli istinti e alle passioni fondamentali della natura umana, uno di questi è il sentimento religioso (delirio messianico, profetico).</p>
<p>Inoltre il detenuto sembrerebbe non avere alcuna consapevolezza della propria situazione (<strong>Assenza di Consapevolezza di Malattia</strong>) e di conseguenza rifiuta ogni tipo di trattamento.</p>
<p>Visitato nel carcere di Zuera nel luglio scorso il russo&#8217; si è mostrato gentile e collaborativo con gli psicologi, ma dai colloqui effettuati emerge un quadro clinico definito grave dai professionisti. Sullo sfondo, registrato dagli psicologi, una sorta di autoisolamento, con il tempo libero passato nella sua cella a leggere la Bibbia e fumetti.</p>
<h3><strong>Conclusione</strong></h3>
<p>&#8220;Igor il russo&#8221; è in isolamento dal 21 dicembre 2018, considerato, un detenuto pericoloso, alla stregua degli jihadisti incarcerati nello stesso luogo. E la solitudine è una condizione anche volontaria che lo accompagna in questi suoi primi mesi di detenzione: Feher non ha incontrato o parlato con nessuno, da quando è dietro le sbarre a Zuera. Nessuna richiesta di incontro da parte di familiari e amici.</p>
<hr />
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li><a href="https://bologna.repubblica.it/cronaca/2018/07/21/news/_igor_il_russo_e_i_tre_omicidi_in_spagna_me_l_ha_ordinato_dio_-202339675/">Repubblica.it</a></li>
<li><a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/delirio_%28Enciclopedia-Italiana%29/">Treccani.it</a></li>
<li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Norbert_Feher">Wikipedia</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La strage del furioso: il fenomeno dei &#8220;mass murderer&#8221;</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2019/02/21/omicidi-di-massa-mass-murderer/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Carmela Marucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Feb 2019 20:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo narcisistico di personalità]]></category>
		<category><![CDATA[omicidi di massa]]></category>
		<category><![CDATA[psicotico]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine &#8216;mass murderer&#8216; (in italiano &#8216;omicidio di massa&#8216;), si fa riferimento a un particolare tipo di delitto in</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/02/21/omicidi-di-massa-mass-murderer/">La strage del furioso: il fenomeno dei &#8220;mass murderer&#8221;</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine &#8216;<strong>mass murderer</strong>&#8216; (in italiano &#8216;<strong>omicidio di massa</strong>&#8216;), si fa riferimento a un particolare tipo di delitto in cui l’autore, in uno stesso spazio temporale e fisico, tenta o riesce a uccidere tre o più persone a lui del tutto sconosciute. Questo fenomeno <strong>è considerato attualmente una delle più gravi patologie sociali</strong>, presente soprattutto nelle società industrializzate, raggiungendo il suo culmine negli Stati Uniti.</p>
<h3><strong>Omicidi multipli</strong></h3>
<p>Questo tipo di crimine è denominato anche &#8216;<em>la strage del furioso&#8217;</em> poiché si rifà ad un guerriero gigante nordico (870-1030 d.c.) che in preda a raptus aggressivo, distruggeva un’intera comunità vichinga (Macdonald, 1961 – Palermo G., 1997).</p>
<p>Fino agli anni ’80, per definire l’<strong>omicidio di più persone</strong>, si parlava indistintamente di <strong>assassinio multiplo</strong>. Successivamente l’FBI, per comprendere meglio il fenomeno, diede vita ad una nuova classificazione che comprende le seguenti tipologie:</p>
<ul>
<li><strong>Assassini di massa (mass murderer): </strong>assassinio di quattro o più persone all&#8217;interno dello stesso luogo e dello stesso episodio;</li>
<li><strong>Assassini di massa familiari ( family mass-murder) </strong>l’atto omicidiario si estende all’ambito familiare;</li>
<li><strong>Assassini compulsivi (spree killer</strong>) commette omicidio di due o più persone in un lasso di tempo molto breve, in luoghi differenti però contigui, in modo che gli omicidi confluiscano in un unico evento.</li>
</ul>
<p>Per convenzione in questa classificazione appena descritta, sono state <strong>escluse tutte le stragi di tipo terroristico, mafioso e di guerra</strong> poiché sono azioni dettate da motivi estrinseci, rivendicazione contro l’autorità ed è stato quindi inserito nella sotto-categoria dell’<strong>authority killing</strong>.</p>
<p>È importante evidenziare un’ulteriore distinzione in merito ai <strong>mass murderer</strong> e ai <strong>serial killer</strong>. Questi ultimi, secondo la classificazione dell’FBI, uccidono tre o più vittime in luoghi diversi e in un periodo di intervallo temporale altrettanto diverso. Inoltre la vittima può essere casuale o nota e l’atto omicidiario del serial killer provoca in lui gratificazione e per questo motivo il desiderio di continuare ad uccidere richiede la reiterazione. Quindi i <strong>serial killer</strong> non rientrano nella classificazione sopracitata.</p>
<h3><strong>Profilo psicologico di un omicida di massa</strong></h3>
<p>Molti sono gli studi in merito a tale fenomeno, il criminologo statunitense Palermo e lo psichiatra e criminologo dell&#8217;università &#8220;La Sapienza&#8221; di Roma Mastronardi, si sono interessati in particolar modo allo studio di questo tipo di omicidio.</p>
<p>Sembrerebbe che sia la struttura della società, in particolare quella statunitense, la causa primaria di questi eventi: <strong>nella gente risiede una forte insoddisfazione nei rapporti interpersonali.</strong></p>
<p>Per quanto concerne i dati demografici, <strong>l&#8217;omicida di massa è in genere un tipo solitario</strong>, con una <strong>istruzione elevata</strong>, un <strong>maschio bianco tra 27 e 50 anni</strong>, età in cui, in un Paese altamente industrializzato, l’uomo si identifica con il proprio ruolo lavorativo e <strong>le continue frustrazioni a cui potrebbe essere sottoposto fanno sì che si convinca che il mondo sia ostile</strong>. A tutto ciò potrebbero aggiungersi problemi e fallimenti personali.</p>
<p>Alla base di questa tipologia di assassino c&#8217;è sempre una <strong>fortissima depressione</strong> accompagnata da <strong>marcato <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/09/21/narcisismo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">narcisismo</a></span></strong> con desideri di celebrità. Chi commette un <strong>omicidio di massa</strong>, ha molte più probabilità di soffrire di una <strong>malattia mentale</strong>, in particolare di un tipo di psicosi (<strong>schizofrenia paranoide</strong> oppure <strong>psicosi allucinatoria</strong> di tipo uditivo con <strong>deliri di grandezza o di persecuzione</strong>, distorte idee religiose, comportamento sospettoso, ostile e aggressivo).</p>
<p>Tuttavia sembrerebbe che non sia la malattia mentale la causa di un questo tipo di omicidi . Alcuni studi hanno constatato che <strong>l’abuso di sostanze e di alcool possono essere dei veri predittori</strong>. Nella maggior parte dei casi <strong>l&#8217;omicida al termine della strage si toglie la vita</strong>. In questo modo egli riesce finalmente ad affermare la sua vera autonomia decisionale: <strong>solo lui può essere l&#8217;unico giudice di sé stesso, negando all’autorità ogni possibilità di giudizio</strong>.</p>
<h3>I mass murderer in Italia</h3>
<p>In Italia a dominare sono i <strong>family mass murderer</strong>, ne sono un esempio le stragi di Doretta Graneris, Elia Del Grande o <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/08/31/novi-ligure-erika-e-omar/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Erika e Omar</a></span>, <strong>omicidi di massa dove l’assassino decide di sterminare la famiglia per i motivi più disparati</strong>.</p>
<p>Il criminologo Angelo Zappalà ha voluto porre l’attenzione su questo fenomeno e descritto tre tipologie di omicidio di massa:</p>
<ul>
<li><strong>altruistico,</strong> sono coloro che uccidono, generalmente i propri familiari, per porre fine alla presunta o reale sofferenza di questi</li>
<li><strong>liberatorio</strong>, in questo gruppo troviamo i soggetti che hanno come obiettivo principale l’uccisione delle persone che sono vissute come ostacoli alla propria visione del raggiungimento dell’autonomia, di realizzazione e di indipendenza.</li>
<li><strong>vendicativo</strong>, sono coloro che uccidono per vendicarsi di un reale o immaginario torto subito e che coinvolgono nella propria furia omicida anche altre vittime che possono essere occasionali.</li>
</ul>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Ci si ammala per una incapacità di vivere una vita difficile o è la vita ad essere divenuta insopportabile per un certo tipo di personalità? Se anche nel resto del mondo la libera vendita di armi fosse ammessa, gli Stati Uniti forse non perderebbero il loro drammatico primato in fatto di omicidi di massa, in particolare dello <strong>“school shooting”, </strong>ragazzi che fanno irruzione negli edifici scolastici armati provocando dei veri e propri stermini.</p>
<p>Questo fenomeno, secondo il Prof. Zappalà, potrebbe aumentare anche in Italia: i ritmi di vita, il lavoro, la precarietà rendono l’orizzonte del futuro dai confini più incerti.</p>
<hr />
<p><strong>Fonti</strong></p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.cepic-psicologia.it/contributi/Omicidi%20multipli%20di%20Chiara%20Camerani%20pubblicato%20su%20detective.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Chiara Camerani, &#8220;L’omicidio multiplo&#8221;</a></span></li>
<li>Dale Archer M.D., &#8220;<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.psychologytoday.com/us/blog/reading-between-the-headlines/201207/mass-murders-are-the-rise" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mass Murders Are On The Rise</a></span>&#8220;, Psychologytoday.com</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/02/21/omicidi-di-massa-mass-murderer/">La strage del furioso: il fenomeno dei &#8220;mass murderer&#8221;</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;omicidio su base delirante: il caso di Herbert Mullin</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/09/06/herbert-mullin/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Zandonà]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 15:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caso del signor Herbert Mullin suscita interesse non solo per il fatto di essere considerato un serial killer discretamente</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/09/06/herbert-mullin/">L&#8217;omicidio su base delirante: il caso di Herbert Mullin</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il caso del signor <strong>Herbert Mullin</strong> suscita interesse non solo per il fatto di essere considerato un <strong>serial killer discretamente famoso negli Stati Uniti</strong> ma anche per il <strong>profilo psicologico dell&#8217;uomo</strong>, affetto da <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/tag/schizofrenia-paranoide/" target="_blank" rel="noopener"><strong>schizofrenia paranoide</strong></a></span>, che ha caratterizzato la tipologia dei suoi crimini, guidati da ben precise e personali convinzioni. Ripercorreremo brevemente i fatti e illustreremo il <strong>quadro clinico del signor Herbert</strong>, approfondendo la patologia, oggi causa accertata di reati in tutto il mondo.</p>
<h2>Schizofrenia: precisazioni cliniche</h2>
<p>La <strong>schizofrenia</strong> è una patologia che può presentare una costellazione di <strong>sintomi positivi</strong> (ad esempio allucinazioni, deliri, disorganizzazione del pensiero e dell&#8217;eloquio e del comportamento) e di <strong>sintomi negativi</strong> (appiattimento dell&#8217;affettività, apatia, ritiro, anedonia). Se una sintomatologia consistente persiste da almeno un mese e causa disagio a livello delle relazioni sociali, a livello lavorativo e/o nella cura del sé può configurarsi una diagnosi di <strong>schizofrenia</strong>, patologia che, a seconda della prevalenza di determinati sintomi rispetto ad altri, può essere <strong>suddivisa in cinque sottocategorie</strong>:</p>
<p style="padding-left: 30px;">• paranoide,</p>
<p style="padding-left: 30px;">• disorganizzata,</p>
<p style="padding-left: 30px;">• catatonica,</p>
<p style="padding-left: 30px;">• indifferenziata,</p>
<p style="padding-left: 30px;">• residua.</p>
<p>L&#8217;esordio della patologia si colloca solitamente nel periodo temporale intercorrente tra la <strong>tarda adolescenza e i 35 anni</strong> e il suo sviluppo è variabile, essa <strong>può progredire fino a cronicizzarsi, oppure dirigersi verso una remissione parziale o totale</strong>.</p>
<p>Nello schizofrenico gli <em>stati affettivi</em> possono essere caratterizzati da una <strong>disconnessione dalle proprie e altrui emozioni</strong>, da <strong>forti sentimenti di angoscia</strong>, <strong>nervosismo</strong>, <strong>rabbia</strong> in risposta a minacce percepite come provenienti dall&#8217;ambiente in cui si vive, <strong>sospettosità</strong> e <strong>ritiro</strong>. A livello <em>cognitivo</em>, <strong>l&#8217;individuo schizofrenico appare distratto e sopraffatto da pensieri ricorrenti che sembrano non avere senso per le altre persone</strong>. Spesso a ciò si associa un <strong>disorientamento rispetto alla propria storia personale</strong>, amplificato dalla presenza di <strong>allucinazioni intrusive</strong>, a volte minacciose, e dalla <strong>sensazione di essere trasparenti e quindi facilmente permeabili agli altri</strong> che possono manipolare o controllare. Rispetto agli stati <em>somatici</em>, possono presentarsi una gamma di sensazioni rivolte al corpo connesse a determinate convinzioni deliranti. Le relazioni, come già accennato poco fa, sono compromesse proprio dalla <strong>tendenza all&#8217;isolamento</strong>, o ad aggrapparsi a una specifica persona, o, molto spesso, dalla sospettosità rivolta all&#8217;altro diverso dal sé.</p>
<h2>Deliri e allucinazioni</h2>
<p>Prima di proseguire con l&#8217;analisi del caso, proprio perché la particolare sintomatologia di <strong>Herbert Mullin</strong> lo richiede, è necessario precisare cosa intendiamo con <strong>delirio e con allucinazione</strong>, in quanto sintomi intorno ai quali ruota buona parte della sofferenza mentale dell&#8217;uomo.</p>
<p>I <strong>deliri </strong>sono <strong>pensieri fissi che non sono in alcun modo sensibili a una loro modificazione</strong> nemmeno di fronte ad un&#8217;evidenza conflittuale con essi. Il contenuto di un delirio può includere una varietà di temi principali: <strong>può essere di tipo persecutorio</strong> e manifestarsi con la credenza del soggetto, ad esempio, di essere seguito o molestato da qualcuno; <strong>può essere referenziale</strong> e individuarsi nel credere che determinati gesti o commenti degli altri siano rivolti a sé; <strong>di grandiosità</strong>, ossia quando si crede, ad esempio, di possedere eccezionali abilità; <strong>erotomanico</strong>, ovvero il credere che una determinata persona sia innamorata di sé; <strong>nichilistico</strong><em>, </em>individuato quando vi è una forte convinzione dell&#8217;approssimarsi di una catastrofe; e <strong>somatico</strong><em>, </em>maggiormente rivolto a preoccupazioni riguardanti la propria salute e i propri organi interni. I deliri possono essere anche definiti <em>bizzarri</em> quando sono evidentemente non plausibili, non comprensibili da individui appartenenti allo stesso gruppo culturale e non derivano da ordinarie esperienze di vita (es. pensare che qualcuno abbia rimosso i nostri organi interni senza lasciare alcuna ferita o cicatrice).</p>
<p>Le <strong>allucinazioni</strong> sono <strong>esperienze simili a quelle percettive che si presentano alla coscienza in assenza di uno stimolo esterno reale</strong>. Esse non sono soggette a controllo volontario, possono essere molto chiare e vivide e possono rientrare nel dominio di ciascuno dei cinque sensi, anche se <strong>nell&#8217;individuo affetto da schizofrenia ritroviamo principalmente allucinazioni di tipo uditivo</strong>, costituite molto spesso dalle cosiddette “voci”: familiari o estranee, sono percepite come intrusive e ben distinte dai propri pensieri.</p>
<p><strong>Il caso di Herbert Mullin</strong></p>
<p><strong>Herbert Mullin</strong> nasce in California nel 1947, ha un&#8217;infanzia felice e durante il liceo si contraddistingue per la propria bravura, eletto “lo studente più promettente della scuola”, molto popolare e ben inserito nella squadra di baseball dell&#8217;istituto. Dopo aver conseguito il diploma <strong>subisce il trauma della perdita di un amico, morto in un incidente stradale, per il quale decide di disporre un santuario nella propria camera</strong>. Tramite un conoscente, Jim Gianera, ha accesso al mondo dell&#8217;<strong>abuso di sostanze</strong>, nello specifico LSD e Marijuana.</p>
<p><strong>All&#8217;età di 21 anni viene ricoverato per la prima volta in una clinica psichiatrica, dopo aver messo in atto comportamenti autolesivi</strong>, come ferirsi con delle sigarette, e altre condotte bizzarre come l&#8217;entrare di nascosto nelle case altrui urlando e spaventandone i proprietari. Il ricovero nell&#8217;istituto è di breve durata e, una volta tornato alla propria vita, <strong>Herbert Mullin mette in atto 12 omicidi</strong> per i quali non verrà indagato fino al momento in cui commetterà il tredicesimo alla luce del sole e in presenza di testimoni: trovandosi in presenza degli inquirenti durante l&#8217;interrogatorio, rivelerà i delitti precedenti.</p>
<p><strong>All&#8217;età di 25 anni Herbert è in balia delle voci che lo assillano nella sua testa e lo implorano di sacrificare qualcuno altrimenti un terremoto distruggerà la California</strong>. È su queste convinzioni deliranti che il <strong>13 ottobre 1972</strong>, quando le voci nella sua testa gli dicono che un uomo si offrirebbe come volontario per un sacrificio che salverà la città e si dichiarerebbe il Giona della Bibbia, Mullin lo <strong>uccide a bastonate</strong>: l&#8217;uomo è <strong>un senzatetto che aveva tentanto di soccorrere Herbert e la sua automobile in panne</strong>. Il <strong>secondo omicidio</strong>, prossimo al primo, è <strong>una studentessa colpevole di aver chiesto all&#8217;uomo un passaggio</strong>: verrà <strong>uccisa a pugnalate nell&#8217;auto e poi sezionata</strong>. Solo quattro giorni dopo il primo omicidio, <strong>Mullin uccide  a coltellate un parroco cattolico che lo ha appena confessato</strong>. Analogamente al primo omicidio, il sacerdote si sarebbe immolato come vittima sacrificale per evitare la moltitudine di morti che sarebbero state causate da un terremoto.</p>
<p>A causa del precoce ricovero in clinica psichiatrica, Herbert vede respinta la sua richiesta di arruolarsi nei Marines e, nel gennaio del 1973, totalmente disintossicato dalle sostanze di cui abusava e dall&#8217;alcool, imputa al proprio passato di tossicodipendenza tale rifiuto e, in generale, i problemi della propria vita. <strong>La colpa principale della sua condizione viene addossata al sopra citato Jim: Herbert decide di vendicarsi</strong> recandosi a casa sua, ma scopre che egli si è trasferito altrove mentre, in quella casa, ora abita una coppia con due bambini. Ottenuto l&#8217;indirizzo di Jim, la stessa sera Mullin si reca nella sua nuova abitazione <strong>e lo uccide, insieme alla moglie</strong>, un colpo d&#8217;arma da fuoco; infierirà anche sui loro corpi con diverse coltellate. Subito dopo il duplice omicidio, <strong>rientra dalla famiglia che gli aveva fornito l&#8217;indirizzo del conoscente e ne uccide tutti i componenti (quinto, sesto, settimo e ottavo omicidio)</strong>. Circa un mese più tardi, nel <strong>febbraio del 1973</strong>, mentre passeggia in un bosco <strong>incontra quattro adolescenti che stanno campeggiando in una zona vietata</strong>: fingendosi una guardia, gli chiede di allontanarsi; al loro rifiuto, <strong>li uccide con un fucile</strong> che gli stessi avevano riposto nella loro tenda. L&#8217;<strong>ultimo omicidio, eseguito in pieno giorno e alla presenza di diversi testimoni</strong>, vede come vittima <strong>un anziano uomo ispanico che stava curando il proprio giardino</strong>: Mullin, senza un apparente motivazione, ferma la propria auto di fronte all&#8217;abitazione dell&#8217;uomo, all&#8217;interno di una zona residenziale, e lo uccide.</p>
<p>Arrestato, durante l&#8217;interrogatorio <strong>riferisce di aver commesso tutti questi omicidi per evitare che un terremoto devastante mietesse migliaia di vittime</strong>. Viene condannato per tutti e tredici gli omicidi, a lui viene contestato sia l&#8217;omicidio premeditato, sia quello di secondo grado. Attualmente sta scontando la pena dell&#8217;ergastolo presso un un penitenziario californiano.</p>
<h2>Analisi del caso</h2>
<p>L&#8217;evidenza della <strong>patologia di tipo schizofrenico</strong> nel signor Mullin risale alla tarda adolescenza, probabilmente tamponata agli esordi per mezzo di un cospicuo abuso di sostanze e innescata da un evento di vita traumatico, probabilmente mai del tutto elaborato, che ha posto il soggetto a stretto contatto con la morte: la perdita dell&#8217;amico. Non abbiamo informazioni specifiche in merito alla vita precedente agli omicidi né rispetto alla famiglia che, dal poco di cui siamo a conoscenza, costituiva una base sicura per Mullin; in ogni caso, <strong>analizzando i dati emersi dai suoi racconti possiamo immaginare di trovarci in presenza di un quadro di schizofrenia di tipo paranoide, associata in modo importante ad allucinazioni e deliri</strong>: le voci, intrusive e costanti, intimano a Mullin di uccidere determinate persone nel contesto di un <strong>delirio di stampo nichilistico</strong> (associato alla percezione di una catastrofe imminente) <strong>e di grandiosità</strong> (l&#8217;illusione di poter salvare, da solo, il mondo e che tale salvezza dipenda esclusivamente da sé), <strong>il tutto inserito all&#8217;interno di un sistema di pensiero patologico di tipo religioso</strong>.</p>
<p><strong>Le relazioni sociali sono chiaramente compromesse</strong> in questo quadro di distacco dalla realtà e l&#8217;estrema sofferenza dell&#8217;uomo traspare dai racconti di cronaca. <strong>Escluso dalle relazioni sociali, dalla vita lavorativa perché in qualche modo stigmatizzato dal precoce ricovero in una clinica psichiatrica</strong>, Mullin è preda della propria sofferenza e vaga senza meta, cercando modi per <strong>placare il proprio animo e zittire quelle voci insistenti</strong> che fanno intrusione nella propria mente. Le modalità con le quali mette in atto l&#8217;ultimo omicidio sono, del resto, rappresentative dello stato mentale ormai offuscato e sradicato dalla realtà: egli uccide in pieno giorno, in presenza di testimoni, una persona che nemmeno conosce.</p>
<p>Ci troviamo di fronte alla <strong>totale assenza di assistenza sanitaria psichiatrica per quest&#8217;uomo</strong>, lasciato allo sbaraglio a fare i conti con la propria patologia mentale e con le opportunità lavorative che la stessa gli ha precluso; dobbiamo però riconoscere e osservare che <strong>ci troviamo nell&#8217;America degli anni Settanta</strong>. Attualmente la schizofrenia non costituisce patologia completamente invalidante, se non in casi molto gravi, ed è sensibile all&#8217;intervento psicosociale e farmacologico.</p>
<p>{In cover, Herbert Mullin via <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://vignette.wikia.nocookie.net/criminalminds/images/7/7a/Herbert-Mullin.jpg/revision/latest/scale-to-width-down/302?cb=20120111164338" target="_blank" rel="noopener">criminalminds.wikia.com</a><span style="color: #000000;">}</span></span></p>
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		<title>Il matricidio di Castelfidardo</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/08/22/matricidio-di-castelfidardo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Aug 2018 13:22:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psicologici dei serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[matricidio]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Dr.ssa Ariangela Cucchiara Il 24 gennaio 2013 nel reparto psichiatrico dell’ospedale regionale di Torrette di Fano (Ancona), inizia il</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di <strong>Dr.ssa Ariangela Cucchiara</strong></p>
<hr />
<p>Il 24 gennaio 2013 nel reparto psichiatrico dell’<strong>ospedale regionale di Torrette di Fano (Ancona)</strong>, inizia il percorso riabilitativo di G.O. di anni 57, <strong>matricida</strong>.</p>
<p>L’individuo è stato trovato in stato confusionale all’interno del giardino della sua abitazione, incosciente e ricoperto di sangue in data <strong>22 gennaio 2013</strong>.</p>
<h2>Vita di G.O., matricida</h2>
<p>È così che inizia la storia di questo soggetto che <strong>stanco della sua vita preclusa dalla madre, ha deciso di ucciderla per rendersi libero</strong>.</p>
<p>Un’adolescenza, una crescita difficile per G.O. che <strong>ha vissuto una vita piena di privazioni e di solitudine.</strong></p>
<p>Cresciuto all’interno di un nucleo familiare chiuso ed isolato, dove <strong>è stato costretto sin da bambino ad occuparsi dei genitori</strong>.</p>
<p><strong>Tra i 18 ed i 20 anni ci furono le prime avvisaglie di malattia mentale</strong> e fu preso in carico dal CSM (Centro Salute Mentale) territoriale dove fu sottoposto ai primi trattamenti con neurolettici.</p>
<p>Non è mai stato libero di poter fare ciò che voleva perché i suoi genitori non glielo permettevano e così non è stato in grado di possedere una cerchia di amicizie con cui passare il tempo libero, perché restava sempre isolato.</p>
<p>Negli anni ’90 dopo la morte del padre, la madre si rivelò ulteriormente protettiva ed esigente.</p>
<h2>Il matricidio di Castelfidardo</h2>
<p>D’un tratto dopo aver subìto per una vita intera, <strong>la sua mente lo fece convincere che la madre ultra protettiva e poco comprensiva, corrispondesse al diavolo</strong>, quindi questo doveva essere eliminato e così fece.</p>
<p><strong>Colpì instancabilmente la madre con il gesso che portava al braccio in quel periodo, fracassandole il viso e terminando il lavoro strangolandola con un laccetto del reggiseno</strong> (nello strangolamento la compressione delle vie aeree si effettua attraverso un laccio od altro materiale equivalente dove viene applicata una forza diversa dal peso corporeo, cioè quella muscolare delle mani della vittima contro i terzi); infine, <strong>le scoprì il basso ventre per costatare il sesso della vittima dato che credeva che il diavolo fosse di sesso maschile</strong>.</p>
<p>Una storia raccapricciante ma vera che si è consumata nell’anno 2013, che ha cancellato una vita ma ne ha liberata ipoteticamente un’altra.</p>
<p><strong>Uccidere per liberarsi</strong>: è stata questa la scelta del Sig. G.O. che <strong>ha preferito scontare una pena che restare rinchiuso dentro la sua abitazione per sempre</strong>.</p>
<h2>Quadro clinico di G.O.</h2>
<p>La REMS “Casa Gemelle” di Montegrimano Terme (PU), probabilmente ad oggi, ospita l’internato dal giugno 2015 dopo il trasferimento dall’OPG di Reggio Emilia, conseguente la chiusura degli OPG nello Stato italiano, in cui era stato collocato in seguito all’applicazione della misura di sicurezza detentiva per la durata minima di anni 2 come risulta dalla sentenze della Corte D’Assise di Ancona in data 12/09/2014.</p>
<p>La Legge n°81 del 2014 prescrive la chiusura degli OPG, cioè gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, dove si configurava principalmente il fenomeno degli ergastoli bianchi, cioè la possibilità di restare rinchiusi per un tempo indeterminato.</p>
<p>Con tale legge, cambia il luogo di esecuzione della misura di sicurezza prevista per l’individuo infermo di mente, autore di reato. Fino al 31 marzo 2015 il luogo per l’esecuzione giudiziaria è stato l’OPG, oggi sostituito con la REMS (=Residenza per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza), dove la durata di una misura di sicurezza non può essere superiore al massimo della pena prevista per il reato.</p>
<p>Tale struttura continua a mantenere il duplice scopo di curare e di custodire, per salvaguardarne l’infermità mentale e la pericolosità sociale.</p>
<p>Inoltre, con l’introduzione delle REMS si sono notati dei cambiamenti importanti come il cambiamento del personale che nell’OPG era prettamente giudiziario, mentre oggi è totalmente sanitario (psicologi, infermieri, medici, psichiatri, oss, educatori, etc.).</p>
<p><strong>Nel giugno del 2014 l’imputato è stato assolto dal delitto di omicidio commesso nel gennaio 2013 ai danni dell’anziana madre convivente, in quanto giudicato persona non imputabile al momento del fatto per vizio totale di mente</strong>, con applicazione della misura di sicurezza del ricovero in OPG, poi trasferito in REMS.</p>
<p>Dal primo colloquio svolto appena dopo l’ingresso in REMS, emerse <strong>appiattimento affettivo con povertà dell’eloquio e rallentamento psicomotorio</strong>, riferito anche all’isolamento sociale di cui soffriva già prima del reato e che si sarebbe mantenuto all’interno della precedente struttura contenitiva.</p>
<p>L’individuo patologico<strong> soffre di schizofrenia con elementi di tipo paranoide e disorganizzato</strong>, una sostanziale assenza di critica rispetto alla condotta ed un’evidente disabilità sociale.</p>
<p><strong>Non parla spontaneamente dell’accaduto</strong>, e se gli viene chiesto di parlarne, <strong>dichiara che la madre non gli permetteva di far nulla</strong>, che risultava troppo esigente e che non voleva che lui assumesse una badante per aiutarla e gestirla.</p>
<h2>Percorso di recupero</h2>
<p>Dopo l’incontro avvenuto con i servizi psichiatrici di competenza territoriale, nel mese di marzo 2017, ai quali si rimanda al progetto terapeutico-riabilitativo a lungo termine, <strong>si era ipotizzato dati i risultati raggiunti, l’inserimento in diversa misura di sicurezza (non detentiva)</strong> presso la comunità terapeutica “Serenity House” di Montegrimano.</p>
<p>Nello scorso novembre 2017 il paziente, ha usufruito di licenze trattamentali per svolgere l’attività esterna prevista nel progetto “Uscite protette in compagnia di un animale”.</p>
<p><strong>La possibilità di uscire dalla REMS, di entrare in contatto con animali, provvedere alla loro cura (alimentazione e pulizia) e la vista del paesaggio “agricolo” ha fatto emergere ad G.O. ricordi ed aneddoti legati alla propria infanzia e gioventù quando viveva in campagna con i genitori</strong>: se questo da un lato ha fatto emergere alcuni aspetti melanconici del suo carattere, dall’altro ha permesso la condivisione di episodi della propria storia con gli altri pazienti inseriti nel progetto. Riguardo l’esperienza vissuta riferisce positivamente, con il linguaggio povero e concreto che lo contraddistingue, le proprie sensazioni.</p>
<p>Adesso il soggetto sembra essere migliorato grazie alle terapie prescrittesi ed alla sua disponibilità nel partecipare alle attività riabilitative del centro in cui risulta internato.</p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Con tale argomentazione <strong>ho voluto documentare come il percorso di recupero dei criminali psichiatrici sia problematico</strong>, difficile da affrontare per qualsiasi individuo ma più tormentato per gli infermi di mente.</p>
<p>Mi ritengo consapevole che prestare l’aiuto necessario a questi pazienti attraverso le terapie, le attività riabilitative ed il sostegno degli operatori, sia indispensabile per permettergli la<strong> possibilità di essere reinseriti nella società esterna</strong>.</p>
<hr />
<pre>Fonti: 
• Cartella Clinica e Cartella Giudiziaria presenti nella REMS “Casa Gemelle” di Montegrimano Terme (PU).</pre>
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		<title>Unabomber: il terrorista che voleva vendicarsi della società</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/06/14/unabomber/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jun 2018 18:33:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia paranoide]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Theodore Kaczynski, meglio chiamato con il soprannome di Unabomber, è un criminale e terrorista statunitense, nato a Chicago nel 1942.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong>Theodore Kaczynski</strong>, meglio chiamato con il soprannome di <strong>Unabomber</strong>, è un criminale e terrorista statunitense, nato a Chicago nel 1942.</p>
<p style="text-align: left;">Si tratta di un <strong>criminale che è stato attivo per circa 18 anni e che ha compiuto differenti delitti</strong>. Nel 1996 è stato arrestato. Esistono ancora molte zone d’ombra circa la sua attività. Esistono, infatti, documenti legali, pubblicazioni ed articoli che sono ancora oggi segreti e che saranno tali fino al 2049.</p>
<p style="text-align: left;">Il nome <strong>&#8220;Unabomber&#8221;</strong> è stato individuato dai mass media. L’FBI, ancor prima che il criminale venisse identificato, lo chiamata UNABOMB. Si trattava dell’acronimo di <strong>University ad Ariline Bomber</strong>.</p>
<h2 style="text-align: left;">Unabomber: la sua storia</h2>
<p style="text-align: left;">Laureato in matematica all’Università di Michigan, nel corso della sua vita <strong>Theodore Kaczynski</strong> pubblicato articoli relativi alla sua tesi universitaria, volti a spiegarne meglio nel dettaglio il suo significato. Per circa due anni è stato l’assistente di un professore ma, successivamente, in un modo del tutto improvviso ha deciso di lasciare la cattedra, senza dare nessun tipo di spiegazione. Ha vissuto in solitaria per qualche anno, nutrendosi esclusivamente di caccia e realizzando qualche lavoretto occasionale.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Per molti anni, l’FBI ha brancolato nel buio circa la sua identità</strong>. Successivamente, grazie anche al lavoro di un’investigatrice privata, fu ritrovato nello stato di Montana nel 1996, dove viveva nella sua capanna isolata. Inizialmente, gli avvocati cercarono di sostenere l’incapacità di intendere e di volere, ma Kaczynski non fu d’accordo con questa soluzione. Uno psichiatra gli ha successivamente diagnosticato una <strong>schizofrenia paranoide</strong>. Evitò la pena di morte dichiarandosi colpevole di oltre dieci reati.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Attualmente, sta scontando l’ergastolo nella prigione di Florence, in Colorado</strong>.</p>
<h2 style="text-align: left;">I delitti</h2>
<p style="text-align: left;">Nel 1978 ha iniziato la sua attività riguardante lo <strong>spedire bombe, che fabbricava da solo</strong>, spesso con materiali di fortuna. Il primo pacco bomba era indirizzato al professor Crist della Northwerstern University. Successivamente, un’altra bomba fu piazzata in un aereo della linea Chicago-Washington. Nel 1985, una bomba fatta a mano colpì uno studente laureato, John Hauser. Poi fu la volta di Hugh Scrutton, che fu ucciso da una bomba nel suo parcheggio. Seguirono attacchi ad un negozio di computer, nonché ad un professore di informatica di Yale e altro ancora. <strong>In tutto, si stimano 16 ordigni, che ferirono 23 persone e che ne uccisero 3</strong>. Caratteristica particolare di ogni delitto riguardava la <strong>presenza di falsi indizi in ogni bomba</strong>, che rendevano l’identificazione del criminale ancora più difficile.</p>
<p style="text-align: center;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="Gh3Vd9s3Ph"><p><a href="https://profilicriminali.it/2018/06/07/sindrome-personalita-criminale/">Come individuare una personalità criminale</a></p></blockquote>
<p><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="https://profilicriminali.it/2018/06/07/sindrome-personalita-criminale/embed/#?secret=Gh3Vd9s3Ph" data-secret="Gh3Vd9s3Ph" width="600" height="338" title="&#8220;Come individuare una personalità criminale&#8221; &#8212; PROFILI CRIMINALI" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
<h2 style="text-align: left;">Profilo psicologico</h2>
<p style="text-align: left;">Si tratta senza dubbio di un <strong>personaggio molto complesso</strong>. Estremamente intelligente e dotato di una mente matematica, al tempo dell’università, il suo relatore di tesi affermò che il suo elaborato era così difficoltoso da capire che, al massimo, appena dieci persone avrebbero potuto farlo.</p>
<p style="text-align: left;">I numerosi scritti che ha lasciato ne fanno un <strong>tragico “eroe” che lotta contro una società che non può cambiare</strong>. Si ritrova, di conseguenza, chiuso in sé stesso in una sorta di anormalità. <strong>Non riesce a provare <a href="http://www.studiosalem.it/risorse/disturbi-psicologici/empatia/" target="_blank" rel="noopener">empatia</a> verso la moderna società e verso l’industrializzazione</strong>. Costruisce, così, un suo pensiero che serve per <strong>vendicarsi della società che lo ha reso emarginato</strong>. In tal modo, riesce così a sfogare la propria rabbia.</p>
<p style="text-align: left;">Abbiamo visto come, al momento del suo arresto, uno psichiatra lo abbia definito <strong>schizofrenico</strong>, o meglio ancora, <strong>schizofrenico-paranoide</strong>. Si tratta di una malattia mentale cronica molto grave, che provoca <strong>desiderio di comportamenti lesivi, allucinazioni</strong> e molto altro.</p>
<h2 style="text-align: left;">Unabomber nell’immaginario collettivo</h2>
<p style="text-align: left;">Nell’immaginario collettivo, <strong>Unabomber</strong> è senza dubbio considerato come un personaggio molto intelligente, che ha fatto della sua intelligenza un punto a favore riguardo la criminalità. I falsi indizi nelle bombe hanno dato non poco filo da torcere all’FBI, che ha impiegato molti anni a capire chi davvero si celasse sotto il soprannome di <strong>Unabomber</strong>.</p>
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<p>In cover, Theodore Kaczynski. Via Wikimedia</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/06/14/unabomber/">Unabomber: il terrorista che voleva vendicarsi della società</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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