Narcisismo maligno e la sindrome da abuso narcisistico

Il narcisismo è un termine che presenta una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato nell’ambito psicoanalitico, sociale, culturale, di personalità o di un disturbo mentale.

Vi è una tipologia di narcisismo funzionale, definito narcisismo secondario o amor proprio, ma solitamente il termine narcisismo viene utilizzato per descrivere un certo tipo di problema in un soggetto, legato all’ambito relazionale e al rapporto con se stesso.

Disturbo narcisistico di personalità

Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo di personalità che presenta i seguenti sintomi, i quali iniziano entro la prima età adulta e sono presenti in svariati contesti:

  • Egocentrismo patologico;
  • Deficit nella capacità di provare empatia;
  • Bisogno di percepire ammirazione.

Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “sé grandioso”. Questo comporta un sentimento esagerato della propria importanza e una conseguente difficoltà di coinvolgimento emotivo.

La nozione di disturbo narcisistico di personalità è stata formulata da Heinz Kohut nel 1971 e introdotta poi nel DSM.

Inquadramento del disturbo secondo il DSM-5

Il DSM-5 inquadra il disturbo narcisistico di personalità come un “pattern pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti”.

Si richiede per la diagnosi, che siano soddisfatti almeno cinque dei seguenti sintomi:

  1. Un senso grandioso di importanza;
  2. È assorbito/a da fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati o di amore ideale;
  3. Credere di essere speciali e unici e di poter essere capiti solo da persone speciali o di classe sociale elevata;
  4. Richiesta di eccessiva ammirazione;
  5. Irragionevole aspettativa di speciali trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative;
  6. Sfruttamento dei rapporti interpersonali;
  7. Mancanza di empatia;
  8. È spesso invidioso/a degli altri o crede che gli altri lo/a invidino;
  9. Comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

Teorie psicologiche

Freud e l’introduzione al narcisismo

Il primo a parlare di narcisismo fu Freud, identificandolo nella seconda fase dello sviluppo psicosessuale, che precede la formazione dell’amore oggettuale. Per freud il narcisismo non è una patologia, lo diventa solo nel momento in cui il soggetto rimane fermo a questa fase dello sviluppo.

Wink e le due tipologie di narcisismo

Wink ha individuato due tipologie di narcisismo: overt e covert.

Il narcisismo overt ha un’elevata autostima e una bassa tolleranza alle critiche. Questo comporta le seguenti caratteristiche principali: atteggiamento sprezzante, ossessione per il successo, necessità di dominare, mancanza di empatia, relazioni superficiali.

Il narcisismo covert, invece, è sensibile alle critiche e mostra scarsa autostima. I sentimenti di grandiosità vengono nascosti da timidezza, modestia e sintomi depressivi.

Entrambe le forme manifestano la grandiosità attraverso diverse modalità.

Disturbo narcisistico di personalità secondo la teoria di Otto Kernberg

Kerneberg fu il primo a ipotizzare l’esistenza di tre classi diagnostiche: organizzazione nevrotica, psicotica e borderline di personalità.

L’organizzazione di personalità di articolare intorno a tre criteri strutturali: esame id realtà, integrazione della personalità e difese utilizzate.

In particolare, nei soggetti con organizzazione borderline l’esame di realtà rimane intatto, mentre l’Io risulta non integrato e quindi deficitario nella capacità di integrare gli aspetti positivi e negativi dell’oggetto che vengono o idealizzati o svalutati, attraverso l’uso di difese primitive come la scissione.

Il disturbo narcisistico di personalità rientra nell’organizzazione borderline di personalità.

Kernberg distingue tre differenti tipi di narcisismo:

  • Narcisismo sano: il cui investimento libidico su di sé porta ad essere ambiziosi e ad avere relazioni in linea con i propri valori;
  • Narcisismo infantile: basato sulla gratificazione/soddisfazione dei bisogni;
  • Narcisismo patologico: che si configura come uno specifico disturbo di personalità, il quale ha origine da un iperinvestimento della libido su di sé. Un sé non integrato, che mantiene scisse le rappresentazioni idealizzare del sé e degli altri, dando origine ad un sé grandioso.

Per il narcisista patologico ogni momento può portare ad una invalidazione della propria immagine grandiosa, dove gli altri diventano oggetto di rabbia e svalutazione.

Lo sviluppo più drammatico e pericoloso del disturbo è quando la grandiosità del soggetto narcisista si combina con una forte quota di aggressività, sviluppando così il “narcisismo maligno”.

Il narcisista maligno: un manipolatore perverso

Gli indizi principali che ci fanno capire se abbiamo a che fare con un manipolatore perverso è la sensazione di soffocamento, la presenza costante di critiche, insinuazioni e sarcasmo. La manipolazione costituisce per loro il fulcro di ogni loro relazione.

Gli strumenti di manipolazione più diffusi dal narcisista patologico sono:

  • Il ricatto affettivo e le minacce;
  • La colpevolizzazione;
  • Le bugie e le lusinghe;
  • La denigrazione;
  • L’invadenza;
  • La dipendenza indotta.

Il narcisista maligno e la sindrome da abuso narcisistico

La sindrome da abuso narcisistico è la condizione psichica di una persona coinvolta in una relazione con un manipolatore affettivo.  Il trauma da narcisismo indica una condizione che si instaura in un partner non solo a causa del narcisismo dell’altro, ma di un quadro che comprende anche le proprie problematiche narcisistiche.

Spesso il bersaglio è una persona empatica, profonda, sincera ma vulnerabile perché presenta una ferita infantile, un abbandono da parte di un genitore e un bisogno affettivo irrisolto da colmare. La relazione con un narcisista maligno, dopo un inizio idilliaco, può essere connotato da violenza psicologica come il trattamento del silenzio, svalutazioni e calunnie. Il risultato è un potentissimo controllo sulla mente della vittima e della sua capacità di distinguere le proprio reali emozioni da quelle indotte dal narcisista.

L’aspetto più drammatico è dato dal fatto che la vittima non sia in realtà dipendente dalle attenzioni del narcisista, quanto dalle attenzioni che lei stessa gli ha dato, poiché era proprio la possibilità di amare e di essere riconosciuta nelle proprie qualità a farla sentire importante se non indispensabile nella vita dell’altro. Senza l’accettazione del narcisista la vittima si sente vuota, e questo è il motivo per il quale la fase di elaborazione del dolore richiede così tanto tempo: la vittima del narcisista non si sta solo riprendendo dalla fine di una relazione, ma sta letteralmente ricostruendo se stessa.

 

Fonti:
• In cover, immagine via lbouza.net http://www.manilasodi.it/abuso-narcisistico/https://psicologa-ostia.it/narcisismo-abuso-narcisistico/https://it.wikipedia.org/wiki/Narcisismohttps://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0http://www.stateofmind.it/2013/12/manipolatore-perverso-narcisista/http://www.stateofmind.it/2012/02/kernberg-disturbo-narcisistico-di-personalita/
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Valentina Accomando

Mi chiamo Accomando Valentina e sono una Dott.ssa in Psicologia clinica e della Salute, laureata con il massimo dei voti presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ho inoltre un master in psicologia giuridica conseguito presso LR Psicologia di Milano. I miei interessi vertono da sempre verso l’ambito clinico e criminologico.

Un pensiero su “Narcisismo maligno e la sindrome da abuso narcisistico

  • 3 Ottobre 2020 in 19:35
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    Pagina davvero interessante complimenti ci voleva qualcuno che facesse uscire fuori questi mostri

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