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	<title>Valentina Accomando, Autore presso PROFILI CRIMINALI</title>
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	<description>La vera faccia del crimine</description>
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	<title>Valentina Accomando, Autore presso PROFILI CRIMINALI</title>
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		<title>La neurocriminologia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Accomando]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2019 14:56:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psicologici dei serial killer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le neuroscienze si propongono di comprendere i meccanismi cerebrali che rendono possibili i fenomeni e comportamenti umani. Con neuroscienze si</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2019/03/09/neurocriminologia/">La neurocriminologia</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><em>Le neuroscienze si propongono di comprendere i meccanismi cerebrali che rendono possibili i fenomeni e comportamenti umani.</em></h2>
<hr />
<p>Con neuroscienze si intende un gruppo di discipline scientifiche eterogenee che hanno il fine di comprendere i meccanismi cerebrali che rendono possibili i fenomeni e comportamenti umani.</p>
<p>In particolare, le <strong>neuroscienze</strong> <strong>criminali</strong> cercano di individuare il <strong>rapporto tra cervello e azioni criminali</strong> con lo scopo di prevenire i fenomeni criminosi.</p>
<p>Un’altra definizione molto utilizzata è quella di <strong>neuroscienze</strong> <strong>giuridiche</strong>, che hanno il fine di utilizzare i dati neuroscientifici rilevanti ai fini di una valutazione giudiziaria.</p>
<h3><strong>Cesare Lombroso</strong></h3>
<p>Il primo studio dei comportamenti criminosi risale al lontano 1871 con <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/05/28/cesare-lombroso/">Cesare Lombroso</a></span>, il fondatore della criminologia, psichiatra e medico all’interno di un penitenziario che postulò l’ipotesi secondo la quale esisterebbe una causa cerebrale della violenza.</p>
<h3><strong>L’anatomia della violenza di Adrian Raine</strong></h3>
<p>Oggi, è il saggio <em>L’Anatomia della violenza</em> redatto da <strong>Adrian Raine</strong>, psichiatra, criminologo inglese e docente presso l’università della Pennsylvania, ad affermare che <strong>la propensione al rischio e la violenza non sono solo effetti di fattori sociali</strong>. Essi sono il prodotto sia di componenti biologiche che genetiche.</p>
<p>Quello proposto da Adrian Raine è un <strong>modello biosociale: da una parte ci sono i geni e i cromosi, dall’altra il contesto sociale.</strong></p>
<p>In particolare, lo studioso mostra come il gene “Mao.A” interferisca con le funzioni di alcuni neurotrasmettitori. Nello specifico indica i geni: “5htt62”, “Drd263”, “Dat164” e “Drd465”, da collegare al comportamento antisociale e alla criminalità, poiché regolano la dopamina e la serotonina.</p>
<p>Inoltre, Raine si spinge ad associare ai <a href="https://profilicriminali.it/2019/01/31/disordine-da-personalita-antisociale/"><span style="color: #ff0000;">comportamenti antisociali</span></a> alcune caratteristiche cerebrali particolari.</p>
<p>Nello specifico, ha identificato uno <strong>sviluppo cerebrale incompleto nella corteccia cingolata posteriore</strong>, delle <strong>disfunzioni nell’amigdala</strong> e delle <strong>disfunzioni nell’ippocampo</strong>. Tutto questo dimostrato attraverso tomografie sul cervello dei detenuti, applicando il neuroimaging funzionale.</p>
<p>Insieme ad una predisposizione genetica, Rain, si è soffermato anche sull’importanza dell’aspetto sociale.</p>
<p>In particolare, l’accento viene messo sui <strong>primi anni di vita di una persona: malnutrizione e abbandono materno possono far sviluppare nel soggetto un’inclinazione a comportamenti antisociali</strong>.</p>
<h3><strong>Lo studio di Darby e colleghi</strong></h3>
<p>Un altro studio interessante è quello di <strong>Darby e colleghi</strong> che, attraverso l’utilizzo di tecniche di imaging, <strong>hanno mappato le lesioni cerebrali in 17 pazienti che hanno manifestato un comportamento criminale</strong>. L’obiettivo era quello di vedere se ci fossero delle lesioni cerebrali associate al comportamento antisociale. I comportamenti criminali studiato sono stati: furto, frode, stupro, aggressione e omicidio.</p>
<p>Le 17 lesioni sono state identificate nelle seguenti aree:</p>
<ul>
<li>9 nella struttura mediale frontale o orbitofrontale;</li>
<li>3 a livello del lobo temporale mediale / amigdala;</li>
<li>3 nel lobo temporale anteriore;</li>
<li>1 nella corteccia prefrontale dorsomediale;</li>
<li>1 nello striato ventrale e in alcune parti della corteccia orbitofrontale.</li>
</ul>
<p><figure id="attachment_697" aria-describedby="caption-attachment-697" style="width: 550px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-697 size-full" src="https://profilicriminali.it/wp-content/uploads/2019/03/lesioni-celebrali-associate-al-comportamento-criminale.jpg" alt="" width="550" height="319" srcset="https://profilicriminali.it/wp-content/uploads/2019/03/lesioni-celebrali-associate-al-comportamento-criminale.jpg 550w, https://profilicriminali.it/wp-content/uploads/2019/03/lesioni-celebrali-associate-al-comportamento-criminale-300x174.jpg 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /><figcaption id="caption-attachment-697" class="wp-caption-text">Fig. 1 Lesioni associate al comportamento criminale [<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://cosmos-images2.imgix.net/file/spina/photo/13371/171221-lesion-full.png">Fonte immagine</a></span>]</figcaption></figure>Dai risultati è emerso che le lesioni coinvolgono diverse regioni, ma tutte su una rete comune: quella implicata nei processi morali.</p>
<p>Ovviamente non basta avere una lesione a livello di questa rete. Il risultato del comportamento criminale viene ricondotto sempre all’insieme di più fattori: quelli ambientali, sociali e genetici.</p>
<h3><strong>Lo studio di Gerhard Roth</strong></h3>
<p><strong>Gerhard Roth</strong>, neurologo tedesco, ha identificato che il tratto distintivo di ladri, assassini e stupratori, si possano ricondurre ad una <strong>carenza nella parte frontale-inferiore</strong>.</p>
<p>In particolare, secondo il medico, questa tipologia di criminali sarebbe vittime di una <strong>disfunzione nell’area che regola le emozioni compassionevoli</strong>.</p>
<p>Il dott. Rott ha riportato che <strong>i disturbi nel lobo frontale sono sinonimo di potenziale criminalità nel 66% dei casi</strong>, slatentizzati dalla storia clinica dell’individuo e dall’ambiente in cui ha vissuto.</p>
<h3><strong>Conclusioni</strong></h3>
<p>È importante precisare, che <strong>in nessun caso vi è un rapporto diretto causa-effetto</strong>, bensì vi è la presenza di lesioni cerebrali che potrebbe contribuire o predisporre il soggetto ad un comportamento antisociale.</p>
<p>Questi studi potrebbero essere fondamentali nella prevenzione o addirittura nella riabilitazione di questi soggetti.</p>
<p>Medici, giudici, neuroscienziati si pongono però adesso una domanda: il paziente è responsabile? Deve essere punito allo stesso modo di un soggetto senza alcuna lesione? Qual è il confine che separa un comportamento criminale patologico, da uno conseguente a lesione cerebrale</p>
<p>Questo, però, è un interrogativo di cui ancora non si ha riposta.</p>
<hr />
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.francoposa.com/neuroscienze-criminali-aspetti-scientifici-innovativi/">francoposa.com</a></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.lastampa.it/2016/03/11/scienza/lombroso-aveva-ragione-si-nascondono-nel-cervello-le-radici-della-violenza-AlMOvHj0Z6GlzjO6R0InHJ/pagina.html">lastampa.it</a></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.stateofmind.it/2018/02/comportamento-criminale-lesioni-cerebrali/">stateofmind.it</a></span></li>
</ul>
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		<title>Caso Yara Gambirasio: profilo psicologico di Massimo Bossetti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Accomando]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jan 2019 16:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Profiling]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi psicologici dei serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[massimo bossetti]]></category>
		<category><![CDATA[psicopatici]]></category>
		<category><![CDATA[sadismo]]></category>
		<category><![CDATA[yara gambirasio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;omicidio di Yara Gambirasio Siamo nel bergamasco e sono le 18:44 del 26 febbraio 2011 quando viene ritrovato il giovane</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>L&#8217;omicidio di Yara Gambirasio</strong></h3>
<p>Siamo nel bergamasco e sono le 18:44 del <strong>26 febbraio 2011</strong> quando viene <strong>ritrovato il giovane corpo senza vita della tredicenne Yara Gambirasio</strong>, agonizzante su un prato, in seguito alla sua sparizione avvenuta il 26 novembre 2010.</p>
<p>Il relativo procedimento giudiziario, dopo le complesse modalità per l’individuazione dell’omicida, si è concluso il <strong>12 ottobre 2018</strong> con una <strong>definitiva condanna all’ergastolo di un unico colpevole: Massimo Giuseppe Bossetti</strong>.</p>
<p>Al momento del ritrovamento, sul corpo della ragazzina, vengono rilevati: numerosi colpi di spranga sul corpo, un trauma cranico, una profonda ferita al collo e alcune ferite da arma da taglio. Si è poi ipotizzato, nei mesi successivi, che la morte sia sopraggiunta a causa del freddo e dell’indebolimento dovuto alle lesioni.</p>
<p>Il <strong>15 giugno 2014 venne arrestato Massimo Giuseppe Bossetti</strong>, un muratore di Mapello di 45 anni.</p>
<p>Era stato trovato, sugli indumenti intimi di Yara, il suo DNA e le telecamere di sorveglianza della strada della palestra, dove Yara fu avvistata per l’ultima volta prima della sua sparizione, avrebbero inoltre filmato il furgone Iveco di Bossetti.</p>
<h3><strong>Profilo psicologico di Massimo Bossetti</strong></h3>
<p>Fu lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro Medico Sant’Agostino di Milano, ad analizzare il <strong>profilo psicologico di Massimo Bossetti</strong>.</p>
<p>“Massimo Bossetti sembra un comune padre di famiglia”, è così che esordisce il Dott. Cucchi. Questa è una caratteristica che potrebbe essere collegato ad un tratto <strong>psicopatico</strong>, caratterizzato da un’<strong>ineffettività</strong> e ad una sorta di <strong>deafferentazione corpo-mente</strong>, nel quale il corpo non trasmette il vissuto alla mente.</p>
<p>Bossetti mostra una forte resistenza, rimane sempre pacato, adeguato, sembra non essere mai stressato dalla dimensione mediatica ed esistenziale del processo. Anche nelle foto è sempre rilassato e sorridente, impostato, come se nulla lo potesse toccare.</p>
<p>Narcisismo o incapacità di emozionarsi?</p>
<p>Psicopatico o solo riservato?</p>
<p><strong>Dal materiale raccolto, Bossetti potrebbe appartenere a due categorie: alla categoria degli psicopatici o a quella dei sadici.</strong></p>
<h4><strong>Sadismo</strong></h4>
<p><strong>Nel <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/17/sadismo/" target="_blank" rel="noopener">sadismo</a> </span>la crudeltà provoca piacere</strong>. La maggior parte dei sadici è di sesso maschile. Egli si dimostra un abile manipolatore. Gli atti sadici non hanno nulla a che vedere con il sesso, l’intento primario è quello di infliggere sofferenza e prolungarla all’estremo.</p>
<h4><strong>Psicopatia</strong></h4>
<p><strong>Lo <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/10/01/callous-unemotional-psicopatia/" target="_blank" rel="noopener">psicopatico</a></span> è un individuo in grado di provare piacere da atti atroci, pur riconoscendo le conseguenze dannose. Egli è incapace di provare rimorso.</strong></p>
<p>Lo psicopatico è un predatore sociale completamente privo di coscienza e di sentimenti per gli altri. La personalità psicopatica è caratterizzata da impulsività, insensibilità e irresponsabilità.</p>
<p>Esso si caratterizza per una serie di fattori affettivi e comportamentali:</p>
<ul>
<li>Loquacità e fascino superficiale</li>
<li>Senso grandioso del sé</li>
<li>Bisogno di stimoli, con propensione alla noia</li>
<li>Menzogna patologica</li>
<li>Manipolatorietà</li>
<li>Assenza di rimorso</li>
<li>Affettività superficiale</li>
<li>Deficit del controllo comportamentale</li>
</ul>
<h2><strong>Analisi della Grafia</strong></h2>
<p>Sono stati molte le valutazioni psicologiche eseguite su Bossetti.</p>
<p>Per esempio, <strong>dalla sua grafia è emerso uno stato conflittuale tra il mondo dei pensieri e quello delle pulsioni interiori</strong>: vaga tra un mondo di fantasie e l’incapacità di gestire le proprie pulsioni istintuali, questo lo chiude in uno stato difficile di introspezione, caratterizzato da un notevole senso estetico esasperato che rasenta il vero narcisistico patologico. Ciò che ha colpito della sua scrittura è stata la <strong>grande confusione</strong>, la rappresenta un&#8217;<strong>inequivocabile oscurità mentale e di comportamento</strong>.</p>
<h3><strong>Conclusione del processo</strong></h3>
<p>Il <strong>17 giugno 2017</strong> la Corte d’Appello di Brescia confermò la sentenza di primo grado di giudizio, giudicando <strong>Bossetti colpevole e condannato all’ergastolo</strong>.</p>
<p><strong>Il 12 ottobre 2018 la Corte di Cassazione conferma definitivamente la sua condanna.</strong></p>
<hr />
<p>Sitografia</p>
<ul>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.ipsico.it/news/psicopatia-disturbo-psicopatico/" target="_blank" rel="noopener">ipsico.it</a> </span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.psicolinea.it/sadismo-masochismo-sadomasochismo/" target="_blank" rel="noopener">psicolinea.it </a></span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Yara_Gambirasio" target="_blank" rel="noopener">wikipedia.org</a> </span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://www.bergamonews.it/2016/07/03/lo-psichiatra-bossetti-padre-famiglia-dalla-doppia-personalita/228067/" target="_blank" rel="noopener">bergamonews.it</a> </span></li>
<li><span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/yara-grafia-bossetti-ecco-chi-killer-yara-1590395.html" target="_blank" rel="noopener">ilgiornale.it</a> </span></li>
</ul>
<p>In cover, primissimo piano di Massimo Bossetti via <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://staticr1.blastingcdn.com/media/photogallery/2015/6/20/660x290/b_1200x675/massimo-bossetti-e-colpevole_403159.jpg" target="_blank" rel="noopener">blastingnews.com</a></span></p>
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		<item>
		<title>Stalking: le caratteristiche degli stalker e delle loro vittime</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/10/17/stalking-stalker/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Accomando]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2018 14:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[stalking]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con il termine stalking ci riferiamo ad una forma di aggressione ripetitiva, indesiderata e distruttiva che irrompe nella vita di</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/10/17/stalking-stalker/">Stalking: le caratteristiche degli stalker e delle loro vittime</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine <strong>stalking</strong> ci riferiamo ad una <em>forma di aggressione ripetitiva, indesiderata e distruttiva che irrompe nella vita di un individuo, causando gravi conseguenze fisiche e psicologiche. Questa forma di aggressione viene messa in atto da un individuo definito persecutore.</em></p>
<p>Questa forma di aggressione viene detta anche “<span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/07/12/stalking/" target="_blank" rel="noopener">sindrome da molestatore assillante</a></span>”, nella quale abbiamo la presenza di alcune componenti: la vittima, il persecutore ed il controllo da parte di quest’ultimo.</p>
<h2><strong>Caratteristiche dello stalker</strong></h2>
<p>Nonostante non ci sia un quadro psicopatologico specifico rispetto allo stalker, il soggetto ha evidentemente una problematica nell’area affettiva-emotiva.</p>
<p>Nel 1995 Harmon, Rosner e Owens definirono due stili di attaccamento degli stalker: l’attaccamento affettivo-amoroso e l’attaccamento persecutorio-irato.</p>
<p>Mullen, Pathè e altri (1999) proposero una classificazione multiassiale degli stalkers, basandosi su un campione di 168 valutazioni cliniche di casi di stalking:</p>
<p>Asse I: tipologia di molestatore collegata alla motivazione e al contesto.</p>
<p>Asse II: rapporto stalker – vittima;</p>
<p>Asse III: molestatori affetti da disturbi psichiatrici: stalkers psicotici e stalkers non psicotici.</p>
<p>Basandosi sul primo asse gli autori distinguono cinque tipi di molestatori, che può essere individuato in 3 grandi categorie:</p>
<ul>
<li><strong>Nevrotico</strong>: stalker risentito, rifiutato. Esso è caratterizzato da una modalità ossessiva di perfezionismo e di controllo interpersonale. Vi è inoltre la presenza di inadeguatezza e d’ansia da separazione, infatti il soggetto non riesce ad accettare un rifiuto.</li>
<li><strong>Narcisistico</strong>: stalker predatore e ricercatore di intimità che possiede fascino superficiale e abili qualità manipolative.</li>
<li><strong>Psicotico</strong>: caratterizzato da comportamenti disorganizzati, tendenze al delirio e alle allucinazioni.</li>
</ul>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>I <strong>rifiutati</strong> sono coloro che in seguito alla conclusione di una relazione sentimentale attuano comportamenti atti alla riconciliazione. La vittima è generalmente l’ex partner. Oliverio Ferraris (1999) afferma che in questo caso la persecuzione messa in atto è la continuazione della relazione, la cui interruzione è stata percepita come troppo minacciosa. La maggior parte dei rifiutati ha disturbi di personalità, soprattutto tratti narcisisti e antisociali.</li>
<li>I <strong>cercatori di intimità</strong> sono persone che vogliono stabilire una relazione intima con uno sconosciuto o conoscente. La relazione che desiderano instaurare dovrebbe andare a colmare la solitudine e la mancanza di una relazione stabile con un’altra persona.</li>
<li>I <strong>rancorosi</strong> sono coloro che rispondono ad una presunta offesa, attraverso la vendetta e la rivendicazione delle proprie ragioni.</li>
<li>I <strong>predatori</strong> vogliono raggiungere appagamento sessuale e il controllo mediante lo stalking, il cui scopo è sempre quello di avere un rapporto sessuale con la vittima (bambini o adulti, in particolare donne). La maggior parte dei soggetti appartenenti a tale categoria sono di sesso maschile, spesso affetti da parafilie (pedofilia, esibizionismo, feticismo). Sono carenti rispetto le abilità sociali di base e non sono in grado di recepire e interpretare in modo corretto i segnali comunicativi.</li>
<li>Gli <strong>incompetenti</strong> sono quelli che vorrebbero corteggiare un possibile partner, ma data la loro ignoranza per i rituali del corteggiamento, adottano metodi controproducenti come oppressione e arroganza.</li>
</ul>
<p>Analizzando e integrando tutti e tre gli assi è possibile tentare di prevedere la durata dello stalking, la natura dei comportamenti, il rischio di minacce e di violenze. Di conseguenza è possibile identificarne la risposta e la strategia di gestione.</p>
<p>Spesso gli stalkers hanno fantasie ossessive di amore, rabbia o vendetta nei confronti delle loro vittime. I meccanismi mentali più utilizzati sono i seguenti:</p>
<ul>
<li><strong>Idealizzazione</strong>: pensieri sull’essere amato dalla vittima o amarla, o sull’essere ammirato dalla vittima o ammirarla;</li>
<li><strong>Rispecchiare</strong>: essere esattamente come la vittima;</li>
<li><strong>Gemellanza</strong>: fare da complemento alla vittima, integrarsi con essa;</li>
<li><strong>Fusione</strong>: condividere il destino con la vittima.</li>
</ul>
<p>Inoltre, in un articolo pubblicato sul Journal of Criminal Justice (Patton, Nobles, Fox, 2010) emerse inoltre che l’attaccamento insicuro-ambivalente-ansioso era significativamente associato a comportamenti di stalking.</p>
<h2><strong>Caratteristiche della vittima</strong></h2>
<p>La vittima manifesta sensazioni ed emozioni intense, che vanno da un iniziale stato di allerta e di stress psicologico a intensi e pervasivi vissuti di preoccupazione.</p>
<p>Gargiullo e Damiani (2008) tra le vittime di stalking hanno riscontrato prevalentemente le seguenti patologie: disturbo post-traumatico da stress, somatizzazioni, avversione sessuale e vaginismo.</p>
<p>Dal punto di vista psicologico ed emozionale i sintomi più comunemente riportati sono: paura, ansia, rabbia, sensi di colpa, vergogna, disturbi del sonno, reazioni depressive con sensazioni di impotenza, disperazione, paura e comparsa di ideazione suicidaria. Sul piano della salute fisica si riscontrano invece disturbi dell’appetito, abuso di alcool, insonnia, nausea e aumento nel consumo di sigarette.</p>
<p>Tuttavia, è bene sottolineare che non sempre le vittime di stalking sviluppano un disturbo psichiatrico.</p>
<h2><strong>Qualche dato statistico</strong></h2>
<p>La violenza di genere è purtroppo un fenomeno sempre più in espansione. In Italia, nel 2013, 128 donne sono state uccise: nell’83% dei casi il delitto è avvenuto tra le mura domestiche; ma molte altre sono le donne che hanno subito violenze di tipo fisico, sessuale e psicologico. Infatti, da una ricerca condotta dall’Unione Europea (ViolenceAgainstWomen, 2014) emerge che in Italia il 19% delle donne ha subito violenze fisiche o sessuali, il 38% ha subito abusi psicologici e il 9% stalking (quasi sempre dai loro ex partners). Inoltre, il 62% dei maltrattamenti sulle donne sono avvenuti in presenza dei figli (Istat 2008).</p>
<hr />
<p>Fonti:</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">•</span> <a style="color: #ff0000;" href="http://www.stateofmind.it/tag/stalking/">http://www.stateofmind.it/tag/stalking/</a><br />
</span>• <a href="http://www.igorvitale.org/2017/09/04/5-tipi-stalker-nella-classificazione-mullen/"><span style="color: #ff0000;">http://www.igorvitale.org/2017/09/04/5-tipi-stalker-nella-classificazione-mullen/</span></a><br />
<span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">•</span> <a style="color: #ff0000;" href="http://www.igorvitale.org/2016/05/17/come-riconoscere-uno-stalker-il-profilo-psicologico-e-comportamentale/">http://www.igorvitale.org/2016/05/17/come-riconoscere-uno-stalker-il-profilo-psicologico-e-comportamentale/</a><br />
<span style="color: #000000;">• In cover: una donna pedinata da uno stalker via <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://laforzadelledonne854.files.wordpress.com/2017/07/stalker-following-woman.jpg" target="_blank" rel="noopener">laforzadelledonne.blog </a></span></span><br />
</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/10/17/stalking-stalker/">Stalking: le caratteristiche degli stalker e delle loro vittime</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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		<title>Narcisismo maligno e la sindrome da abuso narcisistico</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/09/21/narcisismo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Accomando]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Sep 2018 15:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[disturbo narcisistico di personalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il narcisismo è un termine che presenta una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato nell’ambito psicoanalitico, sociale,</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/09/21/narcisismo/">Narcisismo maligno e la sindrome da abuso narcisistico</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>narcisismo</strong> è un termine che presenta una vasta gamma di significati, a seconda che venga utilizzato nell’ambito psicoanalitico, sociale, culturale, di personalità o di un disturbo mentale.</p>
<p>Vi è una tipologia di narcisismo funzionale, definito narcisismo secondario o <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/disturbi-psicologici/disturbo-narcisista/" target="_blank" rel="noopener">amor proprio</a></span>, ma solitamente il termine narcisismo viene utilizzato per descrivere un certo tipo di problema in un soggetto, legato all’ambito relazionale e al rapporto con se stesso.</p>
<h2>Disturbo narcisistico di personalità</h2>
<p>Il <strong>disturbo narcisistico di personalità</strong> è un <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/?s=disturbo+di+personalit%C3%A0" target="_blank" rel="noopener">disturbo di personalità</a></span> che presenta i seguenti sintomi, i quali iniziano entro la prima età adulta e sono presenti in svariati contesti:</p>
<ul>
<li><strong>Egocentrismo patologico;</strong></li>
<li><strong>Deficit nella capacità di provare empatia;</strong></li>
<li><strong>Bisogno di percepire ammirazione.</strong></li>
</ul>
<p>Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “sé grandioso”. Questo comporta un <strong>sentimento esagerato della propria importanza</strong> e una conseguente difficoltà di coinvolgimento emotivo.</p>
<p>La nozione di <strong>disturbo narcisistico di personalità</strong> è stata formulata da <strong>Heinz Kohut</strong> nel 1971 e introdotta poi nel <strong>DSM</strong>.</p>
<h2>Inquadramento del disturbo secondo il DSM-5</h2>
<p>Il <strong>DSM-5</strong> inquadra il <strong>disturbo narcisistico di personalità</strong> come un “pattern pervasivo di grandiosità, necessità di ammirazione e mancanza di empatia, che inizia entro la prima età adulta ed è presente in svariati contesti”.</p>
<p>Si richiede per la diagnosi, che siano soddisfatti almeno cinque dei seguenti sintomi:</p>
<ol>
<li>Un senso grandioso di importanza;</li>
<li>È assorbito/a da fantasie di successo, potere, fascino, bellezza illimitati o di amore ideale;</li>
<li>Credere di essere speciali e unici e di poter essere capiti solo da persone speciali o di classe sociale elevata;</li>
<li>Richiesta di eccessiva ammirazione;</li>
<li>Irragionevole aspettativa di speciali trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative;</li>
<li>Sfruttamento dei rapporti interpersonali;</li>
<li>Mancanza di empatia;</li>
<li>È spesso invidioso/a degli altri o crede che gli altri lo/a invidino;</li>
<li>Comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.</li>
</ol>
<h2>Teorie psicologiche</h2>
<h3><em>Freud e l’introduzione al narcisismo</em></h3>
<p>Il primo a parlare di narcisismo fu Freud, identificandolo nella seconda fase dello sviluppo psicosessuale, che precede la formazione dell’amore oggettuale. Per freud il narcisismo non è una patologia, lo diventa solo nel momento in cui il soggetto rimane fermo a questa fase dello sviluppo.</p>
<h3><em>Wink e le due tipologie di narcisismo</em></h3>
<p>Wink ha individuato due tipologie di narcisismo: overt e covert.</p>
<p>Il narcisismo overt ha un’elevata autostima e una bassa tolleranza alle critiche. Questo comporta le seguenti caratteristiche principali: atteggiamento sprezzante, ossessione per il successo, necessità di dominare, mancanza di empatia, relazioni superficiali.</p>
<p>Il narcisismo covert, invece, è sensibile alle critiche e mostra scarsa autostima. I sentimenti di grandiosità vengono nascosti da timidezza, modestia e sintomi depressivi.</p>
<p>Entrambe le forme manifestano la grandiosità attraverso diverse modalità.</p>
<h3><em>Disturbo narcisistico di personalità secondo la teoria di Otto Kernberg</em></h3>
<p>Kerneberg fu il primo a ipotizzare l’esistenza di tre classi diagnostiche: organizzazione nevrotica, psicotica e borderline di personalità.</p>
<p>L’organizzazione di personalità di articolare intorno a tre criteri strutturali: esame id realtà, integrazione della personalità e difese utilizzate.</p>
<p>In particolare, nei soggetti con organizzazione borderline l’esame di realtà rimane intatto, mentre l’Io risulta non integrato e quindi deficitario nella capacità di integrare gli aspetti positivi e negativi dell’oggetto che vengono o idealizzati o svalutati, attraverso l’uso di difese primitive come la scissione.</p>
<p>Il disturbo narcisistico di personalità rientra nell’organizzazione borderline di personalità.</p>
<p>Kernberg distingue tre differenti tipi di narcisismo:</p>
<ul>
<li><strong>Narcisismo sano</strong>: il cui investimento libidico su di sé porta ad essere ambiziosi e ad avere relazioni in linea con i propri valori;</li>
<li><strong>Narcisismo infantile</strong>: basato sulla gratificazione/soddisfazione dei bisogni;</li>
<li><strong>Narcisismo patologico</strong>: che si configura come uno specifico disturbo di personalità, il quale ha origine da un iperinvestimento della libido su di sé. Un sé non integrato, che mantiene scisse le rappresentazioni idealizzare del sé e degli altri, dando origine ad un sé grandioso.</li>
</ul>
<p>Per il narcisista patologico ogni momento può portare ad una invalidazione della propria immagine grandiosa, dove gli altri diventano oggetto di rabbia e svalutazione.</p>
<p>Lo sviluppo più drammatico e pericoloso del disturbo è quando la grandiosità del soggetto narcisista si combina con una forte quota di aggressività, sviluppando così il “narcisismo maligno”.</p>
<h2>Il narcisista maligno: un manipolatore perverso</h2>
<p>Gli indizi principali che ci fanno capire se abbiamo a che fare con un <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/04/13/manipolatore-perverso/" target="_blank" rel="noopener">manipolatore perverso</a></span> è la sensazione di soffocamento, la presenza costante di critiche, insinuazioni e sarcasmo. La manipolazione costituisce per loro il fulcro di ogni loro relazione.</p>
<p>Gli strumenti di manipolazione più diffusi dal narcisista patologico sono:</p>
<ul>
<li>Il ricatto affettivo e le minacce;</li>
<li>La colpevolizzazione;</li>
<li>Le bugie e le lusinghe;</li>
<li>La denigrazione;</li>
<li>L’invadenza;</li>
<li>La dipendenza indotta.</li>
</ul>
<h2>Il narcisista maligno e la sindrome da abuso narcisistico</h2>
<p>La <strong>sindrome da abuso narcisistico</strong> è la condizione psichica di una persona coinvolta in una relazione con un manipolatore affettivo.  Il trauma da narcisismo indica una condizione che si instaura in un partner non solo a causa del narcisismo dell’altro, ma di un quadro che comprende anche le proprie problematiche narcisistiche.</p>
<p>Spesso il bersaglio è una persona empatica, profonda, sincera ma vulnerabile perché presenta una ferita infantile, un abbandono da parte di un genitore e un bisogno affettivo irrisolto da colmare. La relazione con un narcisista maligno, dopo un inizio idilliaco, può essere connotato da violenza psicologica come il trattamento del silenzio, svalutazioni e calunnie. Il risultato è un potentissimo controllo sulla mente della vittima e della sua capacità di distinguere le proprio reali emozioni da quelle indotte dal narcisista.</p>
<p>L&#8217;aspetto più drammatico è dato dal fatto che la vittima non sia in realtà dipendente dalle attenzioni del narcisista, quanto dalle attenzioni che lei stessa gli ha dato, poiché era proprio la possibilità di amare e di essere riconosciuta nelle proprie qualità a farla sentire importante se non indispensabile nella vita dell&#8217;altro. Senza l&#8217;accettazione del narcisista la vittima si sente vuota, e questo è il motivo per il quale la fase di elaborazione del dolore richiede così tanto tempo: la vittima del narcisista non si sta solo riprendendo dalla fine di una relazione, ma sta letteralmente ricostruendo se stessa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>Fonti:
• In cover, immagine via <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.lbouza.net/NARCISO.jpeg" target="_blank" rel="noopener">lbouza.net</a> </span>
• <a href="http://www.manilasodi.it/abuso-narcisistico/">http://www.manilasodi.it/abuso-narcisistico/</a>
• <a href="https://psicologa-ostia.it/narcisismo-abuso-narcisistico/">https://psicologa-ostia.it/narcisismo-abuso-narcisistico/</a>
• <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Narcisismo">https://it.wikipedia.org/wiki/Narcisismo</a>
• <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0">https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_narcisistico_di_personalit%C3%A0</a>
• <a href="http://www.stateofmind.it/2013/12/manipolatore-perverso-narcisista/">http://www.stateofmind.it/2013/12/manipolatore-perverso-narcisista/</a>
• <a href="http://www.stateofmind.it/2012/02/kernberg-disturbo-narcisistico-di-personalita/">http://www.stateofmind.it/2012/02/kernberg-disturbo-narcisistico-di-personalita/</a></pre>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/09/21/narcisismo/">Narcisismo maligno e la sindrome da abuso narcisistico</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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