Stalking: il frutto di un attaccamento patologico sempre più diffuso
La parola stalking è entrata ormai da anni nel nostro linguaggio quotidiano. Ma effettivamente, qual è il suo significato? Si tratta di un modo di comportarsi di tipo persecutorio. La persona che ne è affetta, ovvero lo stalker, ha dei comportamenti molto particolari, che sono atti a perseguitare la vittima malcapitata.
Spesso sono le donne ad essere vittime di uomini stalker, ma è frequente anche il contrario. Il termine è di origine inglese e serve ad indicare una serie di comportamenti che affliggono un’altra persona, arrivando a creare addirittura problemi nello svolgimento della nostra vita quotidiana.
Lo Stalking
Tutti noi ci siamo forse appostati almeno una volta in un luogo per veder passare il ragazzo o la ragazza che ci piaceva da adolescenti. Ma quando queste condotte diventano delle manie di persecuzione, si arriva appunto allo stalking.
L’etimologia indica il “camminare con circospezione, oppure furtivamente”. Si tratta, in sostanza, di molestie che risultano essere davvero poco sopportabili, specialmente se durano da diverso tempo. Possono riguardare appostamenti continui nei luoghi in cui sappiamo di trovare la vittima, pedinamenti, telefonate nel cuore della notte.
È chiaro che con l’avvento della tecnologia risulta essere sempre più facile per queste persone “stalkerizzare” le vittime. Lo possono fare con la posta elettronica, SMS. Spesso sono ex ragazzi o ragazze che non si rassegnano all’idea, appunto, di essere ex. Nel tentativo di riconquistare la vecchia fiamma, fanno di tutto per essere presenti nella vita di esse Non si accorgono, però, di essere particolarmente assillanti. Le persone vittime si impauriscono e non vivono certo bene la situazione.
Purtroppo, esistono alcuni casi in cui il tutto degenera in intimidazioni, minacce, percosse e, addirittura, omicidi. Basta leggere un quotidiano o accendere la televisione per rendersi conto come esistano molteplici casi di stalking, dei quali alcuni degenerano nell’irreparabile.
Il frutto di una relazione distorta o patologica
È certamente chiaro che chi effettua la pratica dello stalking ha qualcosa di patologico da risolvere. Non è, in ogni caso, un qualcosa che si verifica soltanto nella relazione di coppia. Numerose ricerche hanno, infatti, evidenziato come ciò avvenga anche ad esempio in situazioni di famiglia, sul posto di lavoro e, addirittura, tra vicini di casa. È chiaro però che nella stragrande maggioranza dei casi, si fa riferimento ad una relazione di coppia. In italiano, potremmo dire che lo stalker è un “molestatore particolarmente assillante”. Queste persone si comportano così per una svariata serie di motivi.
La teoria dell’attaccamento
Alcuni studi hanno dimostrato come possa esserci una relazione tra il comportamento di stalking e la teoria dell’attaccamento. Con essa si intende la capacità della persona di organizzarsi fin dai primi anni di vita. Spesso, si tratta di una teoria che serve da supporto per studiare dei fenomeni molto particolari, ad esempio legati a storie infantili di abusi, disturbi di personalità, disturbi d’ansia e di depressione, abuso di alcool e sostanze tossiche, ma anche i comportamenti persecutori assillanti che stanno alla base, appunto, dello stalking.
La teoria dell’attaccamento si basa sul comportamento che una persona tiene nei confronti di un’altra, intesa come figura di attaccamento. Si spiega molto bene nel rapporto madre-figlio, ma anche in vittima-stalker, se ci pensiamo bene. In sostanza, è possibile che lo stalker si “attacchi” alla vittima per diversi motivi: perché è innamorato, perché la stima, perché la vuole emulare e molte altre motivazioni ancora. Secondo il creatore della teoria dell’attaccamento, Bowlby, esistono due tipi di attaccamento:
• Attaccamento sicuro, quando la persona sente protezione, senso di sicurezza e affetto
• Attaccamento insicuro, caratterizzato da paura dell’abbandono, eccessiva dipendenza e instabilità.
Come reagire?
Essere vittime di uno stalker non è certo piacevole e può essere anche pericoloso. È opportuno reagire, ma dobbiamo cercare di capire come.
Intanto, ricordiamo che lo stalking è punibile come reato penale dal 2009, in quanto atto persecutorio. Le cose sono senza dubbio migliorate con l’introduzione di questa condotta nel codice penale. Un tempo, al massimo, si avevano reati di violenza privata, ingiuria o lesioni. In quanto reato, è possibile denunciare lo stalker. È sufficiente recarsi dalla Polizia o dai Carabinieri e sporgere denuncia.
Se non vogliamo arrivare alla denuncia, possiamo tentare vari tipi di approccio. Intanto, se questa persona vuole una relazione con noi, dobbiamo essere chiari e decisi nel dire di no. Possiamo restituire regali non graditi, ad esempio. Altri comportamenti, utili ad esempio in caso di pedinamenti, è uscire in posti affollati e nel mezzo del giorno, magari con un cane addestrato alla difesa o comunque accompagnati da qualcuno. Teniamo, infine, sempre il cellulare a portata di mano per le emergenze.
Fonte immagina: cosmopolitan.com
