Psicologia

Corsi e ricorsi del mal-amore. Relazioni di coppia efficacemente destabilizzanti

Le relazioni sentimentali che instauriamo dipendono da diversi fattori: dalla nostra personalità, dalle nostre esperienze, dalla nostra storia familiare, dalla nostra maturità. Non può mai essere un solo fattore ad influenzare le nostre scelte di coppia. Tuttavia ci possono però essere delle correlazioni nei profili di coppia tali da mettere in gioco quelle che spesso consideriamo casualità.

“Dimmi chi ami e ti dirò come sei.” Quello che potrebbe sembrare un nuovo modo di dire, in effetti cela una solida realtà. La nostra personalità influenza le persone di cui ci circondiamo. Senza porre estreme generalizzazioni si può affermare che, nelle relazioni sentimentali ad esempio, è possibile riscontrare di frequente delle tipologie di personalità che spesso si attraggono. Questo accade non solo per le relazioni equilibrate, “funzionali”, ma anche per quelle “disfunzionali”, cioè basate su un equilibrio non reale all’interno della coppia.

Le relazioni patologiche, dunque, non solo esistono e possono essere durature ma spesso hanno una chiave interpretativa ben definita.

Facciamo un esempio.

Sara ha 35 anni, lavora come arredatrice d’interni ed è separata. Dopo un matrimonio fallito e una relazione di tre anni, Sara decide di riprendere in mano la sua vita cercando un piccolo appartamento in affitto e dichiarando di “voler stare da sola il più possibile”. Le relazioni precedenti sono durate mediamente dai due ai tre anni. Sara non è mai stata da sola. Ha sempre puntato alla convivenza nelle storie passate. Laddove non è riuscita nella convivenza ha optato per il rientro nella famiglia d’origine. L’ex fidanzato di Sara, Luca, è un manager aziendale, occupa una posizione di prestigio lavorativa e ama principalmente sé stesso. Nel corso della relazione con Sara non ha mai rinunciato ai suoi impegni extra-coniugali (amici, divertimento), non ha mai presentato Sara alla famiglia d’origine e non ha mai voluto frequentare gli amici di Sara la quale, col tempo, si è fatta terra bruciata rinunciando a tutto pur di stare con il suo fidanzato. Ha sofferto molto ma le bastavano l’attenzione e la considerazione di Luca per sentirsi bene. Ha rinunciato spesso a serate con le amiche per non allontanarsi da Luca. Dopo la rottura, Luca vive un momento lavorativo molto soddisfacente e si frequenta con una nuova donna, più giovane di lui di dieci anni. Sara passa un periodo di alcuni mesi alternando giornate discrete a giornate dove fatica ad alzarsi dal letto, sostenendo di “aver bisogno di Luca”, di “non meritare nulla” e si sente completamente in colpa per la fine della relazione. Gli amici oramai sono pochi e secondo Sara “non possono capire”. A distanza di pochi mesi Sara torna insieme a Luca, impegnandosi a migliorare il proprio carattere eccessivamente “romantico” e sperando di cambiare Luca, rendendolo più premuroso nei suoi confronti.

Chi legge probabilmente noterà subito delle dinamiche distorte in questa relazione. Eppure, anche se si tratta di una breve sintesi, ciò che si evidenzia dalla testimonianza è innanzitutto che una relazione così sbilanciata può potenzialmente funzionare nel tempo. In questo caso, la coppia è formata dalla diade narcisista-dipendente affettiva. Nel primo caso il narcisista, in questo caso Luca, si mostra poco empatico, scarsamente disposto a stabilire una relazione equilibrata e molto più concentrato a vivere l’appagamento della relazione con Sara solo per sé stesso. Dall’altra parte Sara si mostra dipendente dall’affetto di Luca, al punto da non attribuirsi più valore nel momento in cui Luca non è più con lei. “Senza di lui non sono nulla”, “Ho bisogno di lui” potrebbero essere due frasi tipiche di Sara, la quale pensa in teoria di poter vivere un periodo da sola ma che in realtà ricasca ciclicamente in relazioni di questo tipo.

Le relazioni disfunzionali possono durare perché sono cicliche. Laddove non ci sia consapevolezza da parte dei soggetti di quali siano eventuali fragilità si riproporranno gli stessi “copioni” e le stesse dinamiche delle relazioni precedenti. Questo spiegherebbe perché alcuni pensano di attrarre solo alcune tipologie di persone. Non è casuale, ma è una scelta che si compie più o meno consciamente.

La fragilità di Sara, inoltre, si mostra nel momento in cui ha bisogno di qualcuno per colmare lacune affettive e fragilità che in realtà può colmare solamente lei stessa. Questo mette in luce un altro punto importante: non possiamo cercare l’altro per compensare fragilità nostre, altrimenti la relazione, anche se duratura, resterà sempre disequilibrata e “portatrice sana” di sofferenze.

Questo circolo vizioso si può interrompere laddove inizi un percorso verso la consapevolezza ed un lavoro sulle proprie fragilità. Per fare ciò può essere utile un percorso psicoterapeutico che abbia come obiettivo la riscoperta di un’autonomia reale e non solo ideale. Cambiare ciò che fa star male è possibile: non dobbiamo cercarlo negli altri bensì in noi stessi. Solo così la bilancia della relazione di coppia potrà essere equilibrata.


[In cover: un uomo e una donna che litigano, via bisceglie24.it]

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Alessia Corticelli

Ssicologa dello sviluppo, lavora da anni nel mondo delle scuole e con le famiglie. Ha approfondito la sua preparazione professionale frequentando diversi corsi di formazione che le hanno permesso di ampliare le sue competenze nell’ambito della disabilità, della psicologia clinica e scolastica. Amante dell’arte moderna, dei libri e della musica rock.

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