Profiling

Jhon Gaicy: il killer clown

Sono stati numerosi i criminali capaci di incutere terrore e angoscia nelle persone; criminali le cui metodologie delle uccisioni sono ancora oggi oggetto di studio. Tra di essi vi è certamente Jhon Gaicy, il famigerato “killer clown” che uccideva i bambini travestito da pagliaccio, ricordato nella storia come uno dei serial killer più efferati nella storia degli USA, e che ispirerà il personaggio IT del romanzo di Stephen King.

L’infanzia di Jhon Gaicy

Nato il 17 marzo 1942 a Chicago, affrontò fin da subito un’infanzia difficile, combattendo con diversi conflitti interni riguardo anche la sua sessualità. Insieme ai suoi fratelli, venne cresciuto prevalentemente dal padre, un uomo violento e alcolizzato che spesse volte riversava la sua rabbia su moglie e figli utilizzando rasoi e cinture. Violenze queste, che più che creare danni fisici iniziarono a creare turbe mentali nel giovane Gaicy.

Neppure a scuola il ragazzo riuscì a legare con i suoi coetanei a causa di una condizione cardiaca ereditaria, che non gli consentiva di fare eccessivi sforzi e dunque di giocare con i suoi compagni. Ma fu essenzialmente durante l’adolescenza che iniziò per il giovane Jhon un periodo di confusione e turbolenza, a causa della sua attrazione verso altri uomini.

La nascita del killer clown

Seppur abbia avuto un infanzia travagliata ed estremamente difficile, Jhon Gaicy era ben voluto dalla sua comunità, si sposò per la prima volta nel 1964, ed era spesso chiamato a fare il clown alle feste dei bambini insieme ad altri volontari che si esibivano senza scopo di lucro in ospedali e durante le manifestazioni di beneficenza.

Ma le diverse violenze subite da bambino non tardarono a manifestarsi. Jhon fu condannato ad un periodo di reclusione all’età di 26 anni, per via di una presunta violenza sessuale ai danni di due ragazzi adolescenti. Il giorno stesso della condanna la moglie chiese il divorzio, ma in carcere Gaicy si rivelò un detenuto modello, e dopo 18 mesi di carcere venne liberato con 12 mesi di libertà condizionata.

Il suo primo omicidio risale al 1972 quando dopo aver attirato nella propria abitazione l’adolescente Timothy McCoy, lo uccise pugnalandolo diverse volte; in una intervista dopo l’arresto Gaicy dichiarò di aver avuto un orgasmo completo durante l’uccisione del giovane, asserendo inoltre di essersi reso conto in quella stessa occasione che la morte fosse l’esperienza più grande che si potesse provare.

Durante tutto il corso degli anni ’70 l’uomo commise la maggior parte dei suoi omicidi, soprattutto quando anche la sua seconda moglie chiese il divorzio; Jhon a quel punto avendo tutta la casa solo per se, iniziò sempre più frequentemente ad uccidere ragazzi seppellendoli nella cantina sotto la casa, in una fossa comune.

L’arresto

Il 12 ottobre 1978 la polizia diramò l’avviso della scomparsa del quindicenne Robert Piest, le cui tracce erano scomparse da qualche giorno. Prima di sparire però, il giovane raccontò a parenti ed amici di esser stato assunto da una ditta, la Painting Decorating Maintenance, e che la sera avrebbe avuto un colloquio in casa del proprietario; la PDM altro non era che una ditta edile fondata dal Gaicy nel 1972.

Dieci giorni più tardi l’abitazione dell’uomo fu perquisita da cima a fondo e l’odore nauseabondo dentro l’abitazione, convinse la polizia che qualcosa non andava.

Poco dopo gli inquirenti scoprirono le orribili prove del suo coinvolgimento nella sparizione dei ragazzi: vennero trovati 28 corpi esanimi di giovani, un vero e proprio cimitero in cui la casa venne trasformata. In seguito Gaicy confessò l’omicidio di 33 ragazzi, alcuni dei quali gettati vicino al fiume della città, per via del poco spazio nella sua abitazione.

L’uomo attirava le vittime con la solita scusa di offrire un posto di lavoro nella sua azienda, per poi violentarli e strangolarli uccidendoli talvolta travestito dal suo alter ego “Pogo il clown”, le sembianze da pagliaccio che assumeva durante le feste dei bambini.

Profilo psicologico

Il processo a Jhon Gaicy iniziò il 6 febbraio 1980 e dopo che l’uomo confessò ogni suo crimine, ci si concentrò sul suo stato mentale e se potesse essere considerato pazzo e dunque conseguentemente internato in una struttura psichiatrica. Durante il processo l’uomo dichiarò che tutti gli omicidi erano stati compiuti dalla sua personalità alternativa, quella che emergeva quando indossava il costume da pagliaccio. Gli psicologi stabilirono che lo stato mentale di Gaicy era in perfetta salute, e le perizie psichiatriche effettuate evidenziarono che, come in molti altri serial killer organizzati, l’uomo era dotato di grande intelligenza. Venne infatti considerato colpevole per tutti gli omicidi imputatili, e giustiziato tramite iniezione letale il 10 maggio 1994.

Durante la sua prigionia dipinse numerosi quadri ritraenti pagliacci ed esposti successivamente nella  galleria di Chicago e lasciò diverse interviste contraddittorie riguardo gli omicidi, dichiarando più volte di non esserne il colpevole.

Proprio le deposizioni dell’uomo circa gli omicidi e sulla sua totale estraneità ai fatti, ci fanno considerare Jhon Gaicy come un serial killer la cui devianza principale è sicuramente da annoverare tra quelle legate ai Disturbi di Personalità Multipla.


In cover Jhon Gaicy in una foto segnaletica e vestito da clown (fonte immagine)
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Pasquale Castronuovo

Criminologo e sociologo forense esperto in criminogenesi e criminal profiling. La sua preparazione, oltre che dalla passione nel lavoro svolto, è attestata dal sostenimento dei diversi corsi di alta formazione inerenti la psicodiagnostica infantile e la prevenzione del crimine. Tra i casi giunti all’attenzione della cronaca giudiziaria, trattati direttamente tramite visione degli atti originali, vi sono la strage di Erba ed il caso di Chico Forti.

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