Il Bug Chasing: contagiarsi con il virus dell’HIV

Alcune persone percepiscono l’essere infettati come qualcosa di estremamente erotico, l’ultima barriera da infrangere, l’ultimo atto sessuale rimasto da compiere.


Nel precedente articolo abbiamo descritto persone affette dal virus Hiv che decidono consapevolmente di contagiare altre persone a loro insaputa. In questo articolo invece, parleremo di un fenomeno che sembra alquanto diffuso: il Bug Chasing.

Il Bug Chasing

Il termine deriva dalle parole inglesi ‘bug’ e ‘to chase’ letteralmente “cercatore di parassita”, facendo riferimento a tutte quelle persone, in particolare omosessuali che cercano attivamente rapporti sessuali non protetti con persone sieropositive, al fine di contrarre anch’esse il virus. Le malattie sessualmente trasmissibili non si limitano solo all’AIDS, altri malattie possono essere clamidia, herpes, mononucleosi, gonorrea e persino sifilide sono molto più comuni, ma poco conosciuti.

Il Bug Chasing ha preso piede negli Stati Uniti ma si sta diffondendo sempre di più in Italia. Da una parte c’è il bug-chaser, la persona che aspira a diventare sieropositivo; dall’altra il gift-giver o “donatore”, disposto ad avere rapporti sessuali senza preservativo per trasmettere il virus.

In Italia ci riferiamo spesso a questo fenomeno col nome di Sindrome di Samo, la quale può essere inclusa nelle forme parafiliche della patofilia o nosofilia, caratterizzate dall’amore per la sofferenza (páthos) o per la malattia (nosos). Anche se non è incluso nel DSM, questo tipo di Sindrome può essere considerata un caso di feticismo per il contagio da malattia sessualmente trasmissibile.

Cosa spinge a desiderare di essere contagiato

Sono state avanzate delle ipotesi per cercare di spiegare il fenomeno del Bug Chasing: in una prima ipotesi, alla base ci sarebbe un bisogno di appartenenza.  All’interno della comunità di sieropositivi, sembra esserci una coesione ed un legame più forte rispetto alla comunità generale. Una seconda interpretazione, è conosciuta come “metafora del diabete”, per molte persone l’HIV è ormai una malattia come il diabete: allo stato attuale le persone contagiate dall’HIV possono assumere farmaci per tenere sotto controllo la malattia. Tuttavia, questa ipotesi non sembra spiegare in modo esaustivo la ricerca attiva di questo tipo di rapporti sessuali.

Un’altra ipotesi chiama in causa una quantità eccessiva di messaggi relativi la campagna sulle pratiche del sesso sicuro, che potrebbe aver innescato in alcune persone un processo psicologico inverso andando alla ricerca di rapporti sessuali non protetti.

Un’ultima spiegazione del fenomeno, la più accreditata al momento, si basa sulla dipendenza sessuale (sexual addiction) la quale può esplicitarsi in individui che soffrono d’ansia o bassa autostima. Questi ultimi, per ridurre i livelli d’ansia, avrebbero bisogno di mettere in atto comportamenti sessuali. Evidentemente il bug-chaser ha raggiunto un grado di dipendenza sessuale così elevato che contrarre il virus dell’HIV potrebbe essere uni dei modi per placare i loro stati d’ansia.

Analisi psicologia di un bug-chaser

I processi psichici sottostanti al comportamento di questa fenomeno, possono essere ricercati in relazioni conflittuali verificatesi con precedenti figure d’attaccamento, in particolare, padri violenti o madri dominanti o anaffettive. Esiste in queste persone una forte pulsione di morte inconscia che li porta a giocare con la propria vita: la pulsione di morte (thanatos) si accompagna necessariamente a quella di vita (eros), nella vita sessuale come nei comportamenti quotidiani.

La persona si trova in una condizione di intorpidimento emotivo: inibizione della capacità di difesa psichica e fisica del sé, ne consegue un errore nell’interpretazione emotiva della realtà interpersonali, poiché è in atto un processo di dissociazione emotiva, di mancanza di processi di mentalizzazione.

È molto probabile che all’origine di questo comportamento ci sia un forte disagio psicologico, una bassa autostima, problemi di identità, fino all’emergere di sintomi depressivi e/o autolesionisti fino all’esplicirarsi di un disturbo depressivo o un disturbo Bordeline.

In particolare negli adolescenti, soprattutto se di sesso maschile, il rischio, così come la ricerca del proibito, sono elementi di grande attrattiva. I ragazzi vivono una sorta di delirio di onnipotenza. È lo stesso principio di quando si gioca alla roulette russa più ci si avvicina al rischio di morire e più la pratica diventa attraente. Non è tuttavia solo la noia a generare questi comportamenti, alla base di queste condotte si trovi anche una difficoltà del soggetto a confrontarsi con la realtà e a percepire chiaramente i propri contorni psichici.

Conclusione

Una prevenzione della dipendenza tramite un’accurata educazione sessuale potrebbe essere una soluzione a questo grande problema, ancora tuttavia da esplorare a fondo. Un sostegno psicologico potrebbe essere necessario, per capire qual è la propria struttura di personalità, i pensieri legati al rapporto con l’altro e alla sieropositività.


Fonti:

 

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