Untori seriali di HIV

Perché alcune persone affette dal virus HIV decidono volontariamente di contagiare altre persone sane a loro insaputa? Di seguito è riportata la storia di persone positive al HIV che hanno deciso di trasmettere il proprio male.


Valentino Talluto di anni 32, il 27 ottobre 2017 è stato accusato di aver contagiato delle donne, tra il 2006 ed il 2016, adescandole tramite le chat dei social network. La sentenza è stata una condanna a 24 anni di reclusione, emessa dalla Corte d’assise di Roma.

Questo rappresenta, purtroppo solo uno dei casi agghiaccianti di untori seriali di HIV, così definiti, dopo questa vicenda, dall’opinione pubblica. Il processo a carico di Talluto è emerso in modo peculiare nella storia processuale penalistica italiana, per essere la prima imputazione, del reato di epidemia dolosa, dato che le passate sentenze in merito erano tutte concernenti la forma colposa.

Claudio Pinti autotrasportatore di 36 anni è stato accusato di aver avuto 200 rapporti non protetti in 9 anni, nonostante sapesse di essere sieropositivo all’HIV. È  stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime dolose.

Nello stesso identico periodo in cui Talluto adescava le sue vittime, in Nord Italia, esattamente a Brescia, un uomo (“l’uomo che infettava gli adolescenti”) di 55 anni pur sapendo di avere l’HIV, richiedeva rapporti sessuali senza protezione con l’unico fine di infettare altri giovani. L’uomo aveva preso di mira giovani dai 15 ai 24 anni, che si prostituivano per 20-50 euro. Dopo essere stato arrestato, ha ammesso il motivo del suo contagio volontario: vendicarsi di chi l’aveva infettato.

Un altro caso che ha destato molto scalpore in particolare nel mondo della TV è stato quello di Charlie Sheen, attore e protagonista del famoso film Due uomini e mezzo, nel 2015 ha dichiarato di essere sieropositivo e ciò ha scatenato una vera e propria bufera e paura tra i vip americani, dato che l’attore aveva avuto frequenti relazioni, tra loro ci sarebbe anche Bree Olson, fidanzata storica dell’attore. L’attore ha attirato l’ira delle sue ex moglie e delle amanti che lo hanno accusato di averle tenute all’oscuro delle sue condizioni di salute e di aver richiesto loro di fare sesso non protetto, tanto da formare una class action e fargli causa per aver deliberatamente omesso di metterle al corrente del suo stato di salute.

Eric Aniva, 45 anni, considerato uno “hyena” era diventato un punto di riferimento per il suo villaggio in Malawi. Eric, che non diceva a nessuna delle sue vittime di essere malato, è stato condannato a due anni di lavori forzati per aver volontariamente contratto l’HIV a giovani donne. In Malawi lo hyena è un “professionista del sesso” e ha lo scopo di «purificare le donne», è un rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta cui nessuna può sottrarsi, pena una catena di problemi e sciagure per sé e per la propria famiglia.

Contagiare volontariamente il proprio partner costituisce reato?

Non è semplice una qualificazione giuridica di una persona sieropositiva che pratica rapporti sessuali non protetti. Ad ogni modo, non essendo presente una fattispecie ad hoc nel sistema penale italiano, i casi di trasmissione del virus HIV si collocano al centro dell’acceso dibattito dottrinale sui confini tra il dolo eventuale e la colpa cosciente. I reati che possono configurarsi in caso di trasmissione consapevole del virus HIV sono quelli di lesioni personali gravissime e di omicidio. Si configura il delitto di lesioni personali gravissime, colposo o doloso. Doloso, se chi abbia causato volontariamente il contagio, abbia taciuto la propria posizione ed omesso di utilizzare le dovute protezioni; colposo, se non abbia adottato le cautele necessarie. Se dal contagio avvenga la morte della persona infettata, il reo sarà colpevole di omicidio, art. 575 c.p. (colposo o doloso).

Conclusioni

Per alcuni malati di HIV il contagio è vissuto come un legame, un filo che lo unisce per sempre alle sue vittime, dettata da una vena narcisistica. Per altri, invece, è vissuto come una vendetta e un riscatto.

L’Italia risulta essere il secondo Paese in Europa per incidenza di Aids, preceduto solo dal Portogallo. Anche se ormai la medicina ha fatto e sta facendo molti progressi in merito, infatti al giorno d’oggi di AIDS non si muore, è in continuo aumento il numero di persone che contraggono questo virus, aumento dovuto soprattutto al presentarsi continuo di comportamenti sessuali pericolosi e non protetti.


Fonti:

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