Albert Fish – una mente malata
Esistono pochi assassini nella storia ricordati ancora oggi come mentalmente squilibrati e diabolici, nonostante la loro aria apparentemente innocua.
Uno di questi è Albert Fish, conosciuto anche come “L’uomo grigio”, “il Vampiro di Brooklyn” e “il Maniaco della luna”.
Fu, come lui stesso dichiarò, il molestatore di oltre 400 bambini nell’arco di venti anni, e gli psichiatri che lo visitarono dichiararono di non aver mai visto nulla di simile.
Dopo la cattura, Fish imputò le colpe dei suoi atti alla sua travagliata infanzia, e ancora oggi è, di fatti, l’uomo più anziano ad esser stato giustiziato tramite uso della sedia elettrica.
Le origini
Albert Fish nacque il 19 maggio del 1870 a Washington. In seguito alla morte del padre, all’età di 4 anni, e per via delle insufficienze finanziarie da parte della madre, incapace di provvedere al suo sostentamento, fu abbandonato già in tenera età e fu costretto a vivere i primi anni di giovinezza in un orfanotrofio, in cui assistette alle prime brutali forme di violenza e sadismo.
Con una istruzione abbastanza scarna, Fish trovò molti dei suoi mezzi di sostentamento economico attraverso le truffe, ma il suo comportamento strano ed irascibile iniziò a manifestarsi quando la moglie scappò con un altro uomo, lasciandogli tutti e sei i figli avuti proprio in seguito al matrimonio.
Abbandonato a se stesso, Albert iniziò a compiere piccoli crimini, come la redazione e la spedizione di lettere oscene, e per questo venne arrestato più volte finendo anche in un manicomio.
È proprio in questo periodo nel 1910 che iniziò a compiere i primi omicidi e ad essere completamente ossessionato dalla religione: le allucinazioni sia visive che uditive erano infatti frequenti, e proprio a causa di queste, e delle sue letture distorte della Bibbia, si convinse che Dio stesso gli avesse dato ordine di espiare i propri peccati attraverso punizioni corporali e sacrifici umani ai danni di bambini, tramite forme di torture e castrazioni.
I primi omicidi
La prima vittima accertata risale al luglio del 1924 a States Island, NY. Francis McDonnel, un bambino di otto anni, venne rapito mentre giocava con i suoi compagni nel cortile vicino casa. L’allarme tuttavia verrà dato soltanto la sera dai genitori, ed il corpo del bambino sarà ritrovato qualche ora dopo sotto alcuni rami, strangolato e con chiari segni di bastonate.
Nel 1929 Albert colpisce nuovamente: a farne le spese è il piccolo William Gaffney di quattro anni. In tal caso ci fu però un testimone, un bambino di tre anni che seppur inizialmente ignorato dagli agenti e dalle squadre di ricerca, a causa degli scarsi risultati riportati dagli stessi, riuscì a descrivere l’uomo una volta che venne interrogato.
William comunque non verrà più ritrovato, nonostante le continue ricerche della polizia; sarà lo stesso Fish a descrivere, durante gli interrogatori, il trattamento riservato alla piccola vittima, che dapprima fu legata e mantenuta all’interno di un casolare, poi torturata ed uccisa prima di essere smembrata, cucinata e consumata nei quattro giorni seguenti.
Ma seppur l’omicidio di William scosse l’opinione pubblica, non fu questo il più brutale commesso da Albert, ma quello della piccola Grace Budd di dieci anni.
Fish infatti, rispondendo ad un annuncio di lavoro pubblicato dal fratello maggiore della ragazza, si diresse verso la casa dei Budd con l’intento di ucciderlo. Fu solo quando l’uomo vide Grace, che capii invece che la vittima doveva essere proprio la ragazza. Albert infatti una volta ottenuta la fiducia dei genitori nei giorni seguenti, riuscì a portare la piccola con se con una banale scusa.
La bambina fu portata in una fattoria dall’uomo che la uccise e ne divorò le parti nei giorni a seguire; le modalità, descritte in maniera minuziosa, del delitto e di ciò che ne fu fatto del corpo, venne trascritto da Albert in una lettera che venne poi consegnata ai genitori.
L’arresto ed il processo
Il contenuto di quella sadica lettera, recapitata sei anni dopo, scioccò i genitori di Grace ma fu anche utile per incastrare una volta per tutte l’assassino. La lettera infatti era stata scritta su un particolare tipo di carta di un’azienda di New York, e ne riportava il timbro; la polizia riunì immediatamente tutti i membri dell’azienda e li sottopose ad un test calligrafico, ma nessuna delle calligrafie analizzate corrispondeva a quella dell’assassino.
Ma fu proprio quando un custode della ditta dichiarò di aver lasciato diverse volte carta per lettere nel suo vecchio casolare, che si potè risalire all’uomo che venne arrestato grazie anche all’aiuto della proprietaria di casa, che collaborò con gli inquirenti.
Il processo iniziò l’11 maggio del 1935 e l’accusa fu di omicidio premeditato ai danni della piccola Grace Budd. Durante il processo venne dimostrato di come egli riuscì ad organizzare il tutto fin nei minimi particolari rimanendo sempre freddo e lucido e respingendo, di fatti, qualsiasi voce che lo voleva instabile.
Fish venne condannato a morte tramite sedia elettrica e l’esecuzione ebbe luogo il 16 gennaio del 1936.
Alla lettura della sentenza rimase sereno, ma anzi sostenne che proprio la sedia elettrica era l’unica modalità che gli mancava per procurarsi dolore.
Profilo psicologico
Furono diverse le perizie psichiatriche effettuate in carcere su Fish ed i diversi dottori analizzanti il caso arrivarono alla conclusione che le preoccupazioni ossessive dell’uomo riguardo a punizioni e torture e la grande credenza nella religione, portarono lo stesso a ritenere che, data l’assenza di un intervento divino, tutte le sue azioni potessero essere giustificate e dunque lecite.
Sicuramente possiamo ritenere l’influenza di fattori biologici negativi e le diverse condizioni patologiche pregresse, come fortemente influenzanti la vita di Fish, e proprio le torture subite da ragazzo produssero il particolare modo cruento di agire dell’uomo.
Non esiste dunque un singolo fattore in grado di spiegare efficacemente come egli possa essere diventato oltre che sadico e masochista, anche pedofilo, ma sicuramente possiamo ritenere le esperienze in orfanotrofio, l’abbandono della madre e la morte del padre come fortemente contribuenti alla creazione di quello che ancora oggi è ricordato come l’uomo con più parafilie documentate al mondo.
[In cover, un ritratto di Albert Fish via thoseconspiracyguys.com]
