Il caso di Ted Bundy

Ted Bundy una volta aspirava a diventare il governatore dello Stato di Washington.  Tuttavia, la sua vita segreta come serial killer lo ha messo fuori strada. Chiamò il suo impulso fatale la sua “entità”.  


Da quando la docuserie Conversazione con un Killer: il caso Bundy è stata trasmessa in anteprima su Netflix, a partire da Gennaio del 2019, l’America è stata affascinata dal famigerato serial killer Ted Bundy, che ha violentato e ucciso almeno 36 donne nel corso di quattro anni negli anni ’70.

Ted Bundy chi è

Theodore Robert Cowell nacque il 24 novembre del 1946 dalla ventunenne Eleanor Louise Cowell in un istituto per madri non sposate a Burlington (Vermont). Eleanor intendeva dare il bambino in adozione, per non dare scandalo con un figlio nato al di fuori del matrimonio. Subito dopo averlo abbandonato, però, si pentì della decisione e tornò indietro per riprenderlo con sé. Scelse di far credere a tutti che Theodore fosse figlio dei suoi genitori. Per molti anni della sua vita, Ted pensava che i suoi nonni fossero i suoi genitori, e sua madre era sua sorella. Secondo i parenti, l’ambiente nella casa di Cowell era instabile. Samuel Cowell ha abusato fisicamente di sua moglie e dei suoi figli e ha brutalizzato il cane di famiglia. Soffriva di allucinazioni e a volte parlava o discuteva con persone che non c’erano. Eleanor, la moglie, era sottomessa e timorosa di suo marito e soffriva di agorafobia e depressione. Ha ricevuto shock elettrico come terapia, un trattamento popolare anche per i casi più lievi di malattia mentale durante quel periodo.

Nel 1951, la madre di Ted sposò Johnnie Culpepper Bundy, ex cuoco militare che lavorava come cuoco in ospedale. Johnnie adottò Ted e cambiò il suo cognome da Cowell a Bundy.

Ted era un bambino tranquillo e ben educato, anche se alcune persone hanno trovato il suo comportamento inquietante: a differenza di altri bambini che sembrano attirare l’attenzione e l’affetto dei genitori, Bundy preferiva l’isolamento e la disconnessione dalla famiglia e dagli amici.

Col passare del tempo, Louise e Johnnie ebbero altri quattro figli. L’estrema introversione di Ted e qualsiasi problema inerente allo sviluppo passò inosservato o fu spiegato come una caratteristica della sua timidezza.

Primi segnali di squilibrio

E’ stato durante gli anni del liceo che ha iniziato a irrompere in auto e case. Bundy confessò che i furti erano in parte causati dal suo desiderio di andare a sciare, attività che Ted amava fare più di ogni altra cosa. È stato arrestato due volte per sospetto furto con scasso e furto d’auto. Dopo il liceo entrò all’università con ottimi risultati scolastici, a differenza di quelli sociali, era incapace di sfuggire al suo crescente complesso di inferiorità. Decise così di trasferirsi all’Università di Washington.

Nel 1967 Bundy incontrò la donna dei suoi sogni. Era carina, ricca e sofisticata,  ma la ragazza decise che non era un buon partito e troncò la loro relazione. Tale rottura ha spezzato il cuore di Ted, il quale restò ossessionato da lei per anni.

È in quel periodo che Ted viene a conoscenza della sua vera parentela e subisce una sorta di trasformazione: dall’essere timido, introverso, si trasformò in espansivo, fiducioso fino al punto di essere visto come uno spaccone.

Nel 1969, Bundy fu coinvolto in un’altra relazione con Elizabeth Kendall (la quale scrisse un libro che parla della sua relazione con il famoso serial killer: The Phantom Prince: My Life with Ted Bundy). Era divorziata con una giovane figlia, si innamorò profondamente di Bundy e nonostante i suoi sospetti di tradimento, la sua devozione verso di lui continuava.

Nel 1972 Ted si laureò in psicologia.

Le donne scomparse e un uomo chiamato Ted

Nel 1974, giovani donne cominciarono a scomparire dai campus universitari nei dintorni di Washington e dell’Oregon. Nell’autunno del 1974, una donna fu attaccata, ma riuscì a scappare, fornendo così alla polizia una descrizione dell’uomo, della Volkswagen che guidava e un campione del suo sangue che si era infilata nella sua giacca durante la lotta.

È in questo frangente di tempo che degli escursionisti portarono alla luce un cimitero di ossa in una foresta di Washington.

Gli investigatori di entrambi gli stati iniziarono a collaborare e a trovare un profilo e uno schizzo dell’uomo chiamato “Ted”, un uomo che si avvicinava alle donne per chiedere aiuto.

Le autorità hanno confrontato le somiglianze tra le donne che erano scomparse. Erano tutte bianche, magre, single e avevano i capelli lunghi con una riga in mezzo, tutte scomparse nella ore serali. I corpi delle donne morte rinvenute nello Utah erano stati tutti colpiti con un oggetto contundente alla testa, violentate e sodomizzate.

Lo stato mentale di Ted Bundy

La salute mentale e lo stato psichiatrico di Bundy sono stati a lungo messi in discussione. Quando nel 1986 Bundy era sotto sorveglianza per tre omicidi in Florida, il suo avvocato Polly Nelson tentò di ritardare la pena di morte dimostrando che Bundy non fosse “mentalmente competente per essere processato. Tuttavia in seguito è stato confermato che Ted Bundy era capace d’intendere e di volere.

Lo psicologo e scrittore Al Carlisle faceva parte di un team di 90 specialisti incaricati di analizzare il famigerato serial killer. Al Carlisle, ebbe talmente tanto materiale su Ted Bundy che vi pubblicò ben due libri. In Violent Mind: The Psychological Assessment 1976 di Ted Bundy, il Dr. Carlisle accompagna il lettore passo dopo passo attraverso questo processo di valutazione inedito di Ted e mostra come abbia concluso che Bundy ebbe la capacità di commettere quello per il quale fu accusato e che lo portò alla sedia elettrica. In I’m Not Guilty : The Development of the Violent Mind: The Case of Ted Bundy, attraverso un’intervista a Bundy, Carlisle offre dettagliate informazioni di ciò che è già noto sulle origini dell’entità e del bisogno di uccidere di Bundy: perché un “bambino normale” potrebbe diventare uno spietato Serial Killer. Il suo interesse sta nel mostrare come Bundy aveva superato la linea dalla fantasia sessuale all’omicidio e alla necrofilia.

Evoluzione di tre processi primari in Ted Bundy

Al Carlisle, essendo stato uno dei pochi esperti del settore ad aver trascorso del tempo con Ted e in diverse situazioni, ipotizzò che la capacità di uccidere ripetutamente e di continuare ad essere una persona apparentemente normale, si sviluppi attraverso la graduale evoluzione di tre processi primari:

  1. Fantasia – la persona immagina scenari per intrattenimento o auto-conforto;
  2. Dissociazione – la persona evita sentimenti e ricordi scomodi;
  3. Compartimentalizzazione – la persona relega diverse idee e immagini a specifici frame mentali e mantiene i confini tra loro.

Come dice Al Carlisle, le fantasie accomodano l’espressione di impulsi, desideri e aspirazioni inaccettabili. Mentre la vita normale diventa noiosa, frustrante o deludente, la vita fantastica può diventare più attraente e la fantasia senza limiti può trasformarsi in una dipendenza insaziabile. A poco a poco, la fantasia si fonde con la realtà.

Dal momento che è molto difficile che il bene e il male convivano nella stessa persona, secondo Al Carlisle, Bundy doveva trovare un modo per minimizzare la polarità tra le due parti. I suoi criteri per determinare il bene e il male sono gradualmente cambiati nel tempo. Ciò che era sbagliato per lui da bambino potrebbe essere diventato accettabile come un adolescente e poi desiderabile nella sua tarda adolescenza.

La diagnosi mentale di Ted Bundy

Cosa  affascina di più riguardo alla vita di Ted Bundy? Sicuramente la sua capacità di portare avanti una doppia vita, avere una relazione a lungo termine, frequentare il college, costruire una carriera politica, il tutto mentre esegue segretamente crimini brutali e impensabili.

Ted Bundy, è stato descritto come colui che soffriva di un disturbo mentale cronico insieme ad un comportamento sociale violento o anormale. Come persona diagnosticata come psicopatico sessuale, manifestava un comportamento sessualmente sadico, nel senso che ferisce sessualmente le sue vittime.

Gli esperti  del campo hanno ipotizzato che Bundy possa aver avuto i seguenti disturbi mentali:

  • Disturbo Antisociale di Personalità. Nel 2007 un gruppo di 73 psicologi si è unito per studiare la salute mentale di Ted Bundy e quasi tutti hanno concordato che Ted fosse un perfetto esempio di persona affetta da Disturbo Antisociale di Personalità.
  • Psicopatia. Non è la stessa cosa del Disturbo Antisociale della Personalità, sebbene la psicopatia cada sotto il suo ombrello. (ciò significa che tutti gli Psicopatici hanno anche Disturbo Antisociale della Personalità, ma non tutte le persone con Disturbo Antisociale della Personalità sono Psicopatici.) Mentre il Disturbo Antisociale della Personalità copre molti tratti caratteriali del comportamento, la psicopatia descrive meglio la personalità del soggetto. Bundy venne descritto come una persona con fascino superficiale, falsità e insincerità, mancanza di nervosismo, comportamento antisociale inadeguatamente motivato, egocentrismo patologico, mancanza di rimorso e vergogna, incapacità di seguire un piano di vita, mancanza di empatia ecc…
  • Dipendenza. Bundy sostenne che la sua ” dipendenza dalla pornografia ” era ciò che ispirava i suoi omicidi. Tuttavia l’uso compulsivo del porno è un argomento complicato e gli esperti devono ancora classificare la” dipendenza da pornografia “nel DSM, secondo l’APA (‘American Psychological Association).

Conclusione

Ad oggi, la figura del serial killer risulta ben delineata sia sotto un profilo criminologico che giuridico. Tuttavia, continua ad essere oggetto di studio tra il mondo psichiatrico e quello forense. Ciò che più suscita inquietudine è l’insospettabilità dei soggetti dietro i quali si celano gli assassini seriali e la storia di Ted Bundy lo dimostra a tutti gli effetti.


Fonti:

  • Psychologytoday.com
  • Mentesociale.it
  • American Psychiatric Association (APA) (2013), DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, tr. it. Raffaello Cortina, Milano, 2014.

 

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