Mariangela Farè: suora a processo

La ex suora Mariangela Farè è stata condannata per violenza sessuale ai danni di Eva Sacconago, scomparsa tragicamente nel 2011.


Mariangela Farè, suora della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice e responsabile del Centro Primavera dell’oratorio di Busto Arsizio, è stata condanna a tre anni e sei mesi dai giudici del tribunale di Busto Arsizio, per aver abusato di una giovane educatrice, Eva Sacconago, morta suicida nel 2001 a soli 26 anni.

Una relazione pericolosa

Tutto inizia nel 1998, Eva ha poco più di dodici anni, la suora invece è vicina ai quaranta. La ragazza inizia a frequentare l’oratorio del paese in cui vive e sin dal primo momento la religiosa mostra verso la ragazzina atteggiamenti affettuosi e materni, tanto da conquistarsi la fiducia della ragazza. Via via quel rapporto diventa sempre più intimo ed Eva comincia a manifestare i primi segni di malessere, prendendo peso e abbandonando lo sport.

Ai genitori di Eva, Roberto Sacconago, funzionario di banca in pensione e la moglie Giovanna Bozzolini, non era sfuggito lo strano comportamento della figlia. Insospettiti hanno cercato nella sua “Smemoranda” e hanno scoperto lettere ed email che la suora scriveva alla ragazza: bigliettini, dapprima firmati “Suor Mary” e poi “Mamma Mary”, alcuni che esprimevano affetto altri con espliciti riferimenti intimi.

I genitori intervennero e riuscirono ad ottenere un trasferimento della suora a Catania. Per Eva quindi si prospetta una nuova vita, invece non è così. Il rapporto instauratosi con la suora non lascia la ragazza indifferente, pur essendone vittima, non riesce a staccarsi da lei, infatti continueranno a sentirsi fino al 2006.

Nel frattempo nell’oratorio frequentato da Eva, si erano diffusi molti pettegolezzi e cattiverie sul suo conto. Gente che diceva che fosse rimasta incinta del parroco. Un giorno ha persino trovato le quattro gomme dell’auto tagliate.

Una sera di giugno del 2011, confida alla sua amica di voler lasciare l’oratorio, poiché non sopporta più le cattive voci che circolano sul suo conto in oratorio. Ma qualche giorno dopo, invece, la notizia del suicidio.

Sudditanza psicologia?

Franco Martelli, docente di psichiatria forense e criminologia clinica dell’Università di Milano, incaricato di eseguire una perizia sulle condizioni di Eva, parla di sudditanza psicologica che Eva avrebbe avuto nei confronti dell’ex suora.

Per Martelli, Eva non soffriva di alcuna patologia o disturbo della personalità che avrebbe potuto giustificare un plagio da parte dell’ex suora. Tuttavia è venuto alla luce che da bambina soffriva di ansia da separazione dalla madre, che avrebbe poi espresso con disturbi dell’alimentazione. Inoltre durante l’adolescenza esprimeva una modalità di attaccamento non sicuro, una ricerca ossessiva di supporto. Da queste informazioni emergerebbe una personalità, quella di Eva, con una grande fragilità psicologica, con un comportamento borderline che condensa instabilità emotiva, sentimenti di vuoto e paura dell’abbandono.

D’altro canto l’ormai ex suora trascorrerà un periodo all’istituto psichiatrico di Castiglione delle Stiviere, poiché viene indicata come “socialmente pericolosa” perché affetta da un disturbo borderline di personalità.

Suora condannata per violenza sessuale

Nel 2012 suor Farè, spogliata dell’abito monacale, viene arrestata con l’accusa di violenza sessuale, stalking e violenza privata. Trascorre prima un periodo ai domiciliari e poi un periodo all’istituto psichiatrico. Farè viene processata e condannata per abusi sessuali a più tre anni di reclusione, mentre caddero le accuse di stalking e violenza privata. I giudici hanno escluso che nella decisione di Eva di togliersi la vita abbia pesato la volontà della suora di mantenere una relazione ormai cessata, della quale l’imputata non ha accettato la fine. Le amiche di Eva, raccontano di come la ragazza avesse confidato loro di essere perseguitata dalla suora e di aver subito rapporti sessuali ‘sotto costrizione’.

La difesa dell’ex suora, invece ricostruisce diversamente i fatti avvenuti sostenendo che a portarla al suicidio, sarebbero state invece la malelingue dell’oratorio di Sant’Edoardo dove veniva attaccata per il suo rapporto con la suora ma anche con don Alessandro Bonura, il prete a cui si era legata nell’ultimo periodo della sua vita. L’unico problema che emerge e sembra affliggere profondamente Eva sono le chiacchiere dei ragazzi dell’oratorio, la presenza di persone che la controllano, la delusione cocente di vedere la sua vita spiata e giudicata, ma soprattutto la sordità di don Ale che relega i suoi sentimenti a una amicizia.

La mia voce ovunque

Da questa storia è nata, l’associazione ‘La mia voce ovunque’, fondata dall’amica Monica Guanzini, in memoria della sua amica Eva, che si occupa di recupero di ragazzi adolescenti, perché intervenire tempestivamente, a volte, può salvare la vita.


Fonti

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