Storia ed evoluzione del profiling criminale

Il profiling criminale viene anche chiamato come “definizione del profilo criminale“. Si tratta di uno strumento molto utilizzato dagli investigatori per profilare soggetti criminali. Possiamo dire che il profiling criminale non è altro che lo studio della psiche del delinquente, ovviamente effettuato da esperti del settore.

Definizione del profiling criminale

Prima di scoprirne la storia, cerchiamo di definire al meglio la profilazione criminale. Si tratta di un insieme di tecniche psicologiche che servono per identificare l’autore di un reato, proprio sulla base della natura dell’illecito stesso e delle sue modalità di esecuzione. Ogni volta che un crimine, infatti, viene commesso, il criminale effettua delle scelte prima, durante e dopo la commissione del reato. Soprattutto queste ultime sono connesse con la personalità del criminale. Analizzando, ad esempio, le prove della scena del delitto, ma anche le vittime e le dichiarazioni dei testimoni, è possibile sviluppare una descrizione del delinquente in questione.

Storia del profiling criminale: da Jack lo squartatore a Hitler

Si inizia a parlare di criminal profiling alla fine del diciannovesimo secolo. Il caso in questione è senza dubbio molto conosciuto, dato che ha per soggetto il celebre Jack lo squartatore. Fu il dottor Thomas Bond il capostipite di questo strumento conoscitivo, ma ulteriori passi in avanti furono compiuti successivamente con William J. Donovan, ovvero colui che profilò addirittura Adolf Hitler.

Thomas Bond

Thomas Bond era un medico chirurgo che assistette all’autopsia di Mary Jane Kelly, una delle vittime del terribile Jack lo squartatore, omicida seriale che tutti noi conosciamo. Ne esplicò la natura sessuale degli omicidi, con elementi collerici e non solo. Egli cercò di reinterpretare lo schema comportamentale del criminale, per la prima volta nella storia. Riuscì, così, a delineare un profilo con dei tratti fondamentali. Le sue indagini furono utili a capire come gli omicidi fossero tutti stati commessi da un solo individuo, che egli definiva come prestante ed audace, forse di mezza età e vestito bene. Il medico ipotizzò, inoltre, che Jack lo squartatore soffrisse di una devianza sessuale chiamata come ipersessualità.

William J. Donovan

Altro passo in avanti nella storia del profiling criminale lo dobbiamo a William J. Donovan, che chiese al dottor Langer, uno psicanalista americano, di creare una sorta di profilo di Adolf Hitler. Leggendo i discorsi dell’austriaco nel Mein Kampf, ma anche basandosi su varie interviste ed articoli di giornale, nel 1972 fu creato un rapporto con un probabile profilo comportamentale di Adolf Hitler. Nello scritto, Langer lo identificò come meticoloso e piuttosto vergognoso riguardo al suo aspetto fisico, che egli definiva anche vigoroso.

Il lavoro del profiling criminale è, poi, stato preso in considerazione da numerosi agenti speciali dell’FBI, che applicarono queste teorie per conoscere e comprendere le caratteristiche di alcuni autori di omicidi seriali o senza un movente apparente. Tecniche di profiling criminale sono state utilizzate anche nelle indagini su Tom Bundy, assassino seriale autore di più di trenta omicidi tra il 1974 e il 1978. Grazie alla profilazione, lo psichiatra Jarvis predisse l’età di Bundy, le sue devianze sessuali e la sua intelligenza sopra la media.

Il profiling criminale al giorno d’oggi

La tecnologia, come si può ben immaginare, offre una grossa mano al profiling criminale che, oggigiorno, può essere chiamato addirittura come digitale. Gli strumenti sono differenti, ma il concetto di base è sempre lo stesso: si cerca di saperne di più riguardo un serial killer o un killer sconosciuto attraverso le analisi del suo comportamento. I computer oggi ci offrono grandi dati su cui lavorare, tra cui algoritmi, formule matematiche e molto altro ancora, tutto impensabile fino a pochi anni fa. In tal modo, si riesce a capire gli schemi comportamentali e della personalità, nonché variabili demografiche come l’etnia, la provenienza geografica e l’età del criminale in questione.

Gli investigatori, inoltre, oggi usano il metodo della profilazione anche per ridurre il numero degli indiziati, oppure per organizzare l’interrogatorio di una persona che è sospettata di essere colpevole. Tutto ciò, assieme ad altri dati, serve per sviluppare una descrizione realistica del criminale.

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