Maurizio Minghella, il mostro di Valpolcevera

Nato a Genova nel 1958, Maurizio Minghella è un criminale italiano molto conosciuto. Nel corso della sua carriera ha commesso una decina di omicidi di prostitute e non solo e, per questo motivo, è stato condannato 131 anni di carcere.

Vita di Maurizio Minghella

Così come accade per molti dei serial killer, anche Maurizio vive un’infanzia particolarmente tribolata. La mamma si separa dal marito quanto egli compie sei anni e, da sola, deve crescere cinque figli. Ella si legherà ad un nuovo compagno, che picchia tutta la famiglia. Più volte, lo stesso Maurizio ha dichiarato come, anche da piccolo, nutrisse il desiderio di uccidere il nuovo compagno della madre. Da ragazzino compie alcuni piccoli furti, ma lavora anche onestamente. Accade poi un episodio che accresce la sua morbosa attrazione per i morti: la tragica scomparsa del fratello, in un incidente di moto. Si sposa con una giovane, Rosa Manfredi. Il matrimonio avrà vita breve: la ragazza avrà un aborto spontaneo e, successivamente, muore per una overdose di farmaci antidepressivi.

 I primi omicidi

Tra i suoi primi omicidi ricordiamo l’uccisione di ben cinque donne in quel di Genova, tutte nell’anno 1978. A farne le spese per prima è stata la giovane Anna Pagano, una prostituta. Macabri particolari risalgono al momento del ritrovamento del cadavere: la ventenne aveva una penna conficcata nell’ano e la testa fracassata. Tenta un depistaggio, facendo finta che l’omicidio sia stato eseguito dalle Brigate Rosse, ma commette un errore di ortografia nella firma sul corpo del cadavere e la polizia si accorge del depistaggio.

Stessa modalità accade per l’uccisione di Giuseppina Jerardi. Qualche giorno dopo tocca alla quattordicenne Maria Catena Alba, che fu ritrovata morta legata ad un albero. Poi fu la volta di Maria Strambelli, una commessa e, infine, della diciannovenne Wanda Scerra, che fu violentata e strangolata.

Maurizio Minghella ammetterà di aver commesso solo due dei cinque omicidi. Viene condannato all’ergastolo e viene trasferito a Porto Azzurro. Ottiene poi la semilibertà nel 1995, due anni prima di uccidere di nuovo.

I successivi omicidi

Nel marzo 1997, la furia omicida si abbatte nei confronti della prostituta Loredana Maccario. Successivamente, è il turno di Fatima H’Didou, poi di Floreta Islami. Nel 1999 uccide Cosima Guido. L’ultimo omicidio è datato 2001: a farne le spese è la ventisettenne Florentina Motoc.

Condannato per quattro omicidi, ma sospettato di tutti e dieci, viene condannato all’ergastolo, più 30 anni. Attualmente si trova detenuto nel carcere di Pavia.

Profilo psicologico

Una volta catturato, è stato compito degli psichiatri tracciare un profilo criminale dell’assassino. Perché tanta cattiveria nei confronti delle donne, soprattutto prostitute? Perché tutti i crimini sono avvenuti dopo le 17 del pomeriggio?  Sottoposto al test di Quoziente Intellettivo, il Minghella ottenne un punteggio di 70. Da rilevare, come un punteggio inferiore a 70 sia riferito ad un lieve ritardo mentale.

Il ‘mostro di Valpolcevera’ fu considerato dagli specialisti un soggetto cluster B. Che significa? Si tratta di un termine che definisce il disturbo istrionico di personalità. Chi ne è affetto ha una grande emotività, esternata con modi teatrali, per ottenere l’attenzione da parte degli altri. Si stima che questo disturbo sia attualmente presente tra il 2 e il 3% della popolazione generale. È più diffuso, però, nelle donne che negli uomini.

Nel caso specifico del Minghella, si dice che la sua personalità avesse una “emotività eccessiva e caricaturale e grande ricerca di attenzione”. L’uomo era frustrato nel rapporto con l’altro sesso e aveva, quindi, un costante bisogno di sentirsi forte e dominante. A questo proposito, per spiegare al meglio la personalità del serial killer, vogliamo ricordare come soltanto una donna si sia riuscita a salvare dalla furia omicida del Minghella. Probabilmente, la donna capì che egli aveva bisogno di sentirsi gratificato sotto l’aspetto sessuale. Si mise in salvo dicendogli: “tu sei un vero uomo, vorrei essere la tua donna”.

[In cover, Maurizio Minghella via tgcom24]

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Miolì Chiung

Mi chiamo Miolì Chiung e sono una psicoterapeuta esperta in psicologia giuridica e criminologia. Da sempre, per lavoro e per passione, sono affascinata dalla psicologia criminale e dall’analisi della mente umana. Mi occupo di minori e famiglia e,da questo particolare osservatorio, amo analizzare le sfumature familiari di alcuni crimini.

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