Viaggio nella mente delle madri che uccidono i figli

I fatti di cronaca sono pieni di madri che uccidono i figli. Ma perché lo fanno? Cosa c’è nella mente di queste madri assassine?

Non si tratta certo di casualità: le ragioni, infatti, devono essere ricercate nella natura psicologica. Quando una madre uccide un figlio, tecnicamente si parla di figlicidio. Vi sono numerose spiegazioni a questo fenomeno.

Figlicidio

In alcuni casi, esistono delle persone che compiono questo orribile gesto “senza essere in grado di intendere e volere”. È il caso, ad esempio, di depressione post partum o depressione maggiore, problematiche relative alla schizofrenia o all’epilessia. Si può verificare, in questo ultimo frangente, l’equivalente epilettico, che può portare a gesti inconsulti in casi molto rari.

Esistono, poi, dei casi in cui le donne sono consapevoli di ciò che stanno facendo. Uccidono, quindi, proprio per voler interrompere la vita del loro figlio. Si tratta a tutti gli effetti di un atto consapevole, razionale e lucido. Non è raptus omicida, in quanto in tali casi, la persona arriva ad uccidere con una lenta involuzione. Vale a dire che potrebbe esserci anche qualcosa di premeditato nel figlicidio.

Proprio per questo motivo, sembra che la maggior parte dei figlicidi possa essere evitato. Abbiamo visto come la donna in questione non arrivi a commettere l’omicidio all’improvviso, ma lo fa dando prima alcuni segnali, magari di insofferenza grave nei confronti del figlio. Un aiuto psicologico può essere senza dubbio utile in questi frangenti.

Madri che uccidono i figli

Alla base del figlicidio possono esservi innumerevoli cause. Vediamone alcune.

• L’atteggiamento di vendetta nei confronti del compagno può provocare nella donna una furia omicida, che gli esperti chiamano con il nome di sindrome di Medea.

• Altre donne pensano, invece, che uccidere il figlio possa essere un atto di altruismo. Commettono ciò, quindi, per salvarlo da qualcosa, magari per evitargli una vita piena di sofferenze.

• Infine, dobbiamo considerare che esiste il caso delle madri che uccidono i figli perché non sono desiderati. La vergogna di una gravidanza, magari perché insorta in seguito ad un rapporto sbagliato, può portare le donne ad uccidere i propri figli. Una situazione molto simile si verifica nelle donne che abbandonano i bambini una volta partorito. Alla base di tutto vi è la paura di non essere all’altezza della situazione, il senso di inadeguatezza, il non voler assumersi le proprie responsabilità.

Sono molte le storie di cronaca che negli ultimi anni ci hanno fatto compagnia riguardo il figlicidio. Una tra tutte riguarda senza dubbio l’orribile delitto di Cogne, avvenuto ormai circa 15 anni fa. Anna Maria Franzoni, condannata per l’omicidio del figlio Samuele, ha ricevuto diverse perizie psichiatriche e si vociferava soffrisse di depressione post partum.

In alcuni casi di cronaca, le spiegazioni le hanno fornite proprio le madri assassine, con dichiarazioni del tipo «Ho sentito delle voci che mi dicevano di ucciderlo», oppure «Era nelle mani del demonio».

Non è semplice dare una risposta univoca alla domanda sul perché le madri uccidano i propri figli. L’argomento è tuttora molto controverso e complesso, alla base possono esservi moltissime motivazioni, quasi sempre di origine psicologica.


[Fonte immagine: http://bit.ly/2ogtzQV]

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Miolì Chiung

Mi chiamo Miolì Chiung e sono una psicoterapeuta esperta in psicologia giuridica e criminologia. Da sempre, per lavoro e per passione, sono affascinata dalla psicologia criminale e dall’analisi della mente umana. Mi occupo di minori e famiglia e,da questo particolare osservatorio, amo analizzare le sfumature familiari di alcuni crimini.

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