Il suicidio infantile: quando i bambini desiderano la morte
Quando si pensa al suicidio, generalmente facciamo più riferimento agli adulti. Esistono, però, anche dei casi di suicidio infantile, come noto.
Si stima che, in ogni caso, siano di più gli adolescenti rispetto ai bambini a commettere un suicidio. Le statistiche parlano di 2 bambini su un milione di età compresa tra i cinque e gli undici anni, contro 52 milioni di adolescenti tra i 12 e i 17 anni di età. Si capisce bene, quindi, come questo fenomeno sia molto più frequente nell’adolescenza che nell’infanzia.
Le motivazioni del suicidio infantile
Le motivazioni possono essere davvero molte: dai problemi con i genitori a quelli con l’altro sesso, fino ad arrivare a problemi scolastici, casi di bullismo e problemi con amici e compagni di classe. È chiaro che, più ci si avvicina all’adolescenza, e più questi problemi sono maggiori. Negli anni, tramite numerose interviste e ricerche, è stato scoperto che anche i bambini dai sei anni in poi conoscono bene la morte e sanno cosa è un suicidio.
All’origine del desiderio di suicidio nei bambini vi possono essere problemi depressivi, situazioni molto stressanti a cui questi giovani individui non riescono a far fronte. Per fortuna, è dimostrato che la maggior parte dei bambini che pensano al suicidio, alla fine non finiscono per uccidersi e che la presenza di sintomatologie depressive non è sempre strettamente correlata con il suicidarsi.
Statistiche del suicidio infantile
Si stima che il suicidio infantile sia un qualcosa che riguarda di più i maschi che le femmine. Stando ad una ricerca condotta dal Research Institute at Nationwide Children’s Hospital, i bambini e adolescenti morti per suicidio tra il 2003 e il 2012 appartengono al sesso maschile rispettivamente per l’85% eil 70%. Da questi dati si potrebbe partire per studiare come i maschi potrebbero essere più sensibili a determinati tipi di problemi rispetto alle femmine. Da sottolineare, inoltre, come nella stessa ricerca, il 37% dei bambini morti per suicidio fosse di colore, contro il 12% dei bianchi. Alla base di ciò, è semplice capire come i bambini possano risentire di una società razzista come la nostra, che spesso evidenzia ancora disparità tra bianchi e neri.
Perché, in sostanza, un bambino arriva a suicidarsi?
È chiaro che il desiderio di morire implica una richiesta di aiuto da parte sua. I genitori dovranno essere bravi a captare eventuali segnali di disagio del figlio e, eventualmente, indirizzarlo verso una terapia psicologica, che lo potrà aiutare a risolvere i suoi problemi.
