Matteo Cagnoni: Un narcisista patologico

Lui perde quello che voleva. Importante è riflettere sul voglio poiché il voglio è dei bambini e dei padroni, e quello di Cagnoni sembra essere ovviamente il secondo caso.


Matteo Cagnoni: il dermatologo ravennate noto per le sue apparizioni in tv e rampollo di una famiglia, è stato condannato in primo grado all’ergastolo per l’uccisione della moglie, Giulia Ballestri, avvenuta il 16 settembre 2016.

Il determatologo assassino

Dall’incidente probatorio sulla perizia genetica sono emersi elementi importanti: le due impronte insanguinate trovate sulla scena del crimine che apparterrebbero a Cagnoni, il sangue della vittima sui jeans e sulle scarpe sequestrate e infine è stato trovato il sangue di Giulia e il DNA dell’indagato anche sul bastone usato come arma del delitto.

Fu un femminicidio premeditato e crudele: Dopo la mattanza, l’assassino abbandonò il corpo, nuda e col cranio fracassato di bastonate, in fondo alle scale nella cantina della villa disabitata tornandovi il giorno dopo per ripulire le tracce di sangue. E sembra proprio che l’uomo fosse consapevole del gesto che lo ha portato ad uccidere sua moglie.

Profilo psicologico della coppia

Giovanni Tadolini, ha depositato la sua testimonianza in Tribunale descrivendo le loro personalità. Giulia Ballestri, che era in cura dallo stesso psicologo del marito per volontà di quest’ultimo, l’ha descritta come una personalità molto fragile, un quadro orientato in senso depressivo, ma più come un atteggiamento di passività piuttosto marcato. L’imputato d’altro canto ha sempre mostrato un disturbo della personalità con uno sfondo narcisistico. Questa sua personalità è emersa anche durante le diverse udienze tenute, che erano diventare quasi uno show per quanta curiosità una personalità di questo tipo aveva suscitato. Lo psicologo racconta che Matteo si trascina dall’infanzia un bagaglio di insicurezze e che nell’età adulta si sono trasformate in un bisogno di affermazione, un desiderio forte di comparire. Inoltre Cagnoni ha avuto anche episodi di attacchi di panico

Matteo era abituato ad avere il controllo di tutto anche della moglie e a Giulia pesava molto il fatto che lui fosse molto condizionante nell’organizzazione della sua vita.

Altro elemento che conferma quanto appena detto è il fatto che era lo stesso Matteo Cagnoni, in quanto medico, a fornire degli antidepressivi a Giulia Ballestri. Inoltre è emerso come anche lui, in alcuni periodi, facesse uso di tali farmaci che si auto prescriveva.

Movente dell’omicidio

Secondo lo psicologo, l’idea di un’eventuale separazione angosciava molto l’imputato, aveva persino assunto un investigatore privato per seguire la moglie. Tutto ciò perché per lui la perdita dell’immagine era vissuta come un fatto drammatico. Una personalità la sua piuttosto egocentrica, sempre pronta a mettere l’etichetta davanti a tutto. Ciò che faceva anche con la moglie, tentando di rendere sempre in società l’istantanea della coppia perfetta. Lui cercava di mantenere una sorta di facciata, probabilmente quella che ha cercato di mantenere per tutta la vita; poi a un certo punto non ce l’ha fatta più. La ferita narcisistica era insanabile. Cagnoni avrebbe agito così perché, dopo aver constatato la conquista dell’indipendenza  della moglie, ha avuto la percezione di aver perso tutto, moglie e figli e quindi avrebbe perso il controllo scatenando il brutale gesto.

Conclusione

Il narcisismo nasconde sempre un vuoto e molto probabilmente la rottura con Giulia ha tolto il coperchio e ha mostrato questo vuoto.


Fonti:

  • www.ravennanotizie.it

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