Belle Gunness: storia e clinica di una vedova nera

Belle Gunness, alla nascita Brynhild Paulsdatter Storset, nasce in Norvegia nei pressi di Trondheim nel 1859, ottava figlia in una famiglia il cui sostentamento si basava sull’attività della piccola fattoria di proprietà. Da giovane si mantiene, come le coetanee, portando al pascolo le pecore e svolgendo svariate altre mansioni; il suo valore viene riconosciuto anche dai fattori, soprattutto perché la ragazza non teme la solitudine notturna nelle baite di montagna. Del resto, immaginiamo che il fisico robusto, quasi mascolino, della giovane (1,83 m di altezza per 91 Kg di peso) debba aver svolto un ruolo importante per la sua reputazione lavorativa, così come le abbia facilitato “il lavoro sporco” (si ipotizza, a suo carico, un numero di omicidi tra i 40 e i 60), ma certamente svantaggiata rispetto alle frequentazioni con l’altro sesso, specie se si aggiunge che veniva descritta come un persona maliziosa e bugiarda.

Vita di Belle Gunness

A causa dell’indigenza della famiglia di origine, nel 1881 si trasferisce dalla sorella che già vive negli Stati Uniti; tre anni dopo conosce, nella città di Chicago, Mads Sorenson, anch’egli immigrato proveniente dalla Norvegia, che dopo poco sposa e con il quale apre un negozio. Purtroppo le aspettative rispetto all’andamento degli affari e del matrimonio vengono deluse; all’interno di questa cornice di insoddisfazione Belle mette a punto l’omicidio della primogenita Caroline, adottata all’età di 8 mesi: la avvelena e appicca un incendio alla propria bottega per eliminare le prove del delitto e incassare così i soldi dell’assicurazione sull’immobile. I due coniugi acquistano così una nuova casa, dove avviene l’omicidio per veneficio dell’altro figlio, Alex: anche questa volta Belle dà fuoco alla casa: l’assicurazione le rimborsa il danno senza sospetto.

E’ nel 1900, però, che Belle raggiunge l’obiettivo che si era posta primariamente: uccide il marito con poche gocce di veleno. Interrogata dal medico a cui viene affidato il caso, riferisce di aver somministrato all’uomo un farmaco prescrittogli per curare il raffreddore. Anche questa volta, imputato il decesso a causa naturale, il medico produrrà un certificato di morte che consentirà alla signora di riscuotere un risarcimento di ben due polizze vitalizie intestate al marito.

Belle acquista quindi un negozio di abbigliamento, anch’esso distrutto da un incendio a causa dell’esplosione di una lampada a cherosene. Causa mai verificata ma – ovviamente – l’attività è assicurata e Belle approfitta dell’incasso per trasferirsi nell’Indiana con la figlia adottiva Jenny e le due figlie naturali Myrtle e Lucy.

Amanti e assicurazioni

È nel 1902 che la Belle Gunness si risposa: il malcapitato secondo marito, di professione macellaio, muore in un curioso incidente domestico nove mesi dopo essersi trasferito presso la fattoria di Belle. La morte appare strana: la moglie racconta di averlo rinvenuto riverso a faccia in giù, schiacciato da un tritacarne caduto da uno scaffale. Belle viene scagionata solo perché la figlia adottiva testimonia di aver assistito all’incidente. È ora quasi inutile precisarlo: la Belle Gunness riscuote nuovamente una polizza vitalizia intestata al marito; due mesi dopo dà alla luce un bambino, Philip. Quando qualche anno dopo, la figlia Jenny diffonde una versione della morte del secondo marito di Belle differente, in cui la signora lo avrebbe violentemente colpito col tritacarne, la polizia interviene per interrogare Jenny che, però, persiste nel negare la versione trapelata.

Belle decide quindi di mandare la figlia adottiva in collegio: la ragazza parte improvvisamente senza salutare nessuno.

È da questo momento in poi che Belle cominicia a frequentare diversi amanti, tra cui Ray Lamphere, il preferito, tanto da suscitare gelosia negli altri uomini interessati alla signora, che spavaldamente aveva pubblicato un annuncio su un giornale per emigranti norvegesi riferendo di essere alla ricerca di un uomo disponibile a sposarla: il testo recitava qualcosa come “Donna attraente proprietaria di bella fattoria in ottime condizioni cerca uomo affidabile benestante scopo matrimonio”.

Le risposte sono molte, puntualmente seguite da una lettera di Belle in cui chiede il deposito di una somma di denaro a titolo di garanzia. Sappiamo inoltre che Belle avvicina soltanto uomini che riferiscono di non avere una famiglia. Molti uomini stettero al gioco e si presentarono presso la signora Belle, la frequentarono a seguito del versamento della somma e… diversi di questi, inspiegabilmente, scomparvero. In tutto ciò, il “favorito” signor Lamphere, scocciato dalle continue frequentazioni, si oppone: Belle lo scarica senza troppi scrupoli.

Eppure qualcuno, insospettito dagli strani comportamenti della donna, riesce a divincolarsi per tempo dalla rete setosa della vedova nera.

La scoperta

Dopo qualche tempo, forse in un momento di scarsa lucidità, Belle commette un errore di valutazione che contribuirà a porre luce sulle vicende che la riguardano. A seguito della scomparsa di Andrew Helgelien, l’ennesimo pretendente che aveva portato con sé i propri risparmi, Belle riceve una lettera dal fratello dell’uomo, il signor Asle, che le chiede che fine abbia fatto Andrew. Non convinto dalla risposta della donna, che afferma di aver perso le sue tracce sebbene sia stato da lei qualche tempo prima, Asle denuncia la scomparsa del fratello confidando i propri sospetti alla polizia: curiosamente quella notte la fattoria di Belle viene distrutta da un incendio. A seguito dell’ennesima tragedia vengono rinvenuti dei cadaveri, si ipotizza che siano quelli di Belle e dei figli e, per l’accaduto, viene arrestato l’amante Ray Lamphere (che a suo tempo Belle aveva denunciato per “stalking”).

Scopre le carte un ex dipendente della signora Gunness: egli riferisce, per ordine della padrona, di aver livellato il terreno del porcile con grosse quantità di immondizia. La polizia, recatasi sul posto, scoperchia una fossa comune: vengono rinvenuti diversi cadaveri di pretendenti, di ex dipendenti di cui Belle era stata amante, corpi non identificati (anche di bambini) e della figlia adottiva Jenny, mai partita per il collegio. Il cadavere della signora Belle Gunness, apparentemente però, non venne mai ritrovato.

L’amante arrestato fornirà poi macabre ricostruzioni: riconosciuto colpevole per l’incendio doloso della fattoria, mai partecipò però agli omicidi e riferì di aver aiutato Belle a seppellire i cadaveri già mutilati.

Raccontò la procedura degli omicidi: dopo aver attirato la vittima servendole abbondanti pasti e dopo averla soddisfatta sessualmente, avvelenava il malcapitato con la stricnina oppure lo uccideva con un’ascia durante il sonno. Quindi, trasferito il corpo in cucina, smembrava l’amante di turno e distribuiva i pezzi in vari sacchi di tela, poi seppelliti nel porcile della fattoria. Rispetto all’incendio della fattoria, riferì quindi che il piano della donna era fa rinvenire il cadavere di un’altra donna spacciandolo per il suo, dopo aver ucciso tutti i figli e ordinato a Ray Lamphere di appiccare l’incendio. Lo stesso l’avrebbe poi accompagnata alla stazione ferroviaria e di lei non si sarebbero più avute notizie.

Profilo psicologico di Belle Gunness

Ci troviamo di fonte al classico caso di “vedova nera“, descritto diffusamente nella letteratura criminologica e utilizzato per indicare una forma di assassinio seriale, perpetrata per lo più da una donna e le cui vittime sono rinvenibili principalmente nei componenti della propria famiglia. Classicamente, la vedova nera, dopo aver sposato un uomo facoltoso, inietta in lui il proprio veleno e lo uccide per ottenerne vantaggi economici. È lampante quanto il caso descritto ricalchi esattamente tale forma di delitto: Belle non si fa scrupoli ad avvicinare, sedurre e uccidere uomini considerati più per il loro apporto “economico” che per la costruzione di un legame affettivo. Belle uccide anche i figli, giudicati come scomodi, accecata dagli obiettivi che vuole raggiungere.

La strategia è studiata nel dettaglio: Belle riesce sempre ad essere scagionata perché abile nell’occultamento dei cadaveri; in aggiunta, da esperta manipolatrice, riesce a riscuotere denaro truffando abilmente la polizia e le compagnie assicurative. Tutto ciò apparentemente senza un senso di colpa e in una spirale che si autoalimenta fino a farle perdere il controllo della situazione, fino a quando non viene smascherata nel momento in cui i sospetti su di lei si fanno più insistenti. Smascherata ma non condannata, perché abile anche nel far perdere ogni traccia di sé.

Certo, colpisce il numero di incendi da lei generati e si potrebbe quasi pensare che Belle tragga godimento dall’appiccare fuoco indistintamente a oggetti, eppure a parere della scrivente l’incendio è individuato esclusivamente come occasione per eliminare le prove di colpevolezza a suo carico e come fonte di ulteriori proventi assicurativi.

Sappiamo, dal DSM 5, che la piromania rientra nel disturbo del controllo degli impulsi, e si manifesta quando il soggetto sente il ricorrente bisogno di appiccare un incendio, e il dare fuoco a qualcosa è seguito da euforia, piacere o sollievo. In alcuni casi il piromane può agire con l’intenzione di ricavarne un guadagno personale (come provocare un incendio per rendere inutilizzabile un terreno) o per cancellare le prove di un altro crimine (Cannavicci, 2005). Sicuramente Belle intende raggiungere sia un guadagno personale, sia la dispersione di tracce di altri crimini da lei commessi, ma è improbabile che tragga piacere dall’incendiare qualcosa, in quanto ogni incendio è ben motivato. Piuttosto, il piacere provato da belle risiede nella prevaricazione dell’uomo sedotto e nel successivo appropriamento dei beni che lo riguardano. Un piacere che assume una forma marcatamente sadica, seguito da rituali decisamente macabri messi in pratica con un deciso e totale distacco emotivo.

Riconosciamo nella donna una spiccata intelligenza che abita una personalità di tipo antisociale: Belle ha una condotta subdola, manipolativa e approfittatrice. Si considera una persona autonoma e forte e, forse per difficoltà incontrate nelle relazioni in un lontano passato, giustifica la propria condotta credendo essa stessa di essere stata vittima degli altri, individuati come approfittatori e meritevoli di sofferenza. Belle è particolarmente spietata con gli uomini, potremmo ipotizzare che lo sia di riflesso a seguito di esperienze spiacevoli intercorse con l’altro sesso, rifiuti o derisioni a cui è stata soggetta in un’età fragile come l’adolescenza a causa del proprio aspetto spiccatamente mascolino. Manca apparentemente di empatia e senso di colpa.

Con una modalità persuasiva sottile, in un crescendo aggressivo, manipola l’altro, lo sfrutta, lo uccide. Inosservante delle leggi, truffa a più riprese sia la polizia sia le compagnie di assicurazioni costruendosi alibi impeccabili. Apparentemente assente è la capacità di costruire relazioni emotivamente significative con l’altro. Per essere precisi, dovremmo citare l’unica relazione duratura, ossia quella con l’amante Ray Lamphere, anche se appare più una relazione di comodo mantenuta per ottenere dei favori, sebbene lui a lei si fosse molto legato.


Fonti

In cover, ritratto di Belle Gunness tratto da headstuff.org

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Valentina Zandonà

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia con N°17430. Ha maturato esperienza nell’ambito della diagnosi di demenze, nella valutazione e riabilitazione neuropsicologica di pazienti con grave cerebrolesione acquisita e ad oggi lavora in ambito clinico con pazienti psichiatrici in età adulta, con doppia diagnosi e autori di reato.

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