Il volto del male

L’esperimento “Faceaurus” dello studioso Nicholas Holtzman che ha ricreato il volto del male


Vi siete ma chiesti che volto possa avere il male? Quali potrebbero essere le caratteristiche facciali di un soggetto di assoluta malvagità e spietatezza? Un team di esperti sembra esser riuscito a rispondere a tali domande tramite un meticoloso studio, capace di combinare i tratti più oscuri della personalità umana.

L’esperimento “Faceaurus”

“Faceaurus” è una raccolta di volti rappresentanti alcune caratteristiche della personalità elaborata nel marzo del 2018 da Nicholas Holtzman, professore di sociologia della Georgia South University. I tratti presi in considerazione sono gli stessi della teoria dei Big Five: estroversione, coscienziosità, gradevolezza, apertura all’esperienza e nevroticismo.

Partendo infatti dalla concezione che talune caratteristiche del nostro viso siano correlate in qualche modo alla nostra personalità, il team di Holtzman ha pensato di creare un’immagine digitale in grado di rappresentare alla perfezione la cattiveria assoluta.

Un volto umano possedente dunque la c.d. “Triade Oscura della Personalità”.

Per fare ciò gli studiosi hanno potuto contare sulla partecipazione di numerosi soggetti i quali, dopo esser stati sottoposti a diversi e sofisticati test psicologici, sono stati in seguito fotografati e filmati con un’espressione neutra.

Tra queste fotografie ne sono state raccolte e selezionate circa 300, ovvero quelle di coloro che possedevano alcuni dei tratti tipici della “Triade Oscura” per poi essere fuse tutte in un’unica immagine digitale che, secondo gli studiosi, rappresenterebbe il vero volto del male.

La Triade Oscura della Personalità

Ma in che modo si è arrivati ad un tale risultato e che cos’è effettivamente la “Triade Oscura”?

Essa si compone nello specifico di tre tratti comportamentali: narcisismo, machiavellismo e psicopatia.

  • Narcisismo: nonostante ognuno di noi conosca sommariamente a cosa si riferisca il termine, occorre dire che in questo caso lo si intende nella sua concezione più estrema (sentirsi onnipotenti, orgogliosi, egoisti e privi di qualsiasi tipo di empatia verso gli altri).
  • Machiavellismo: questo tratto è presente soprattuto nelle persone manipolatrici ed opportuniste, coloro che amano il potere e sono in grado di assoggettare gli altri sia nelle relazioni sociali che nel lavoro. Un soggetto possedente suddetto tratto della personalità ha come costante obiettivo quello di strumentalizzare gli altri per raggiungere i propri obiettivi.
  • Psicopatia: questo è sicuramente il tratto più pericoloso; caratterizza una personalità asociale, di estrema impulsività ed egoismo e che non possiede alcun rimorso.

Se si dovesse immaginare il volto di una persona possedente tutte queste caratteristiche della personalità, esso sarebbe ipoteticamente come quello in foto.

il volto del male

Conclusioni

Seppur l’esperimento in questione possa apparire per certi versi inquietante, la considerazione finale da fare è che guardando questo volto di certo non può essere considerato come lo stereotipato volto del male che ci hanno insegnato a riconoscere; di solito ciascuno di noi pensa infatti al male associandolo ad un viso sgradevole, con occhi penetranti o altre caratteristiche richiamate più volte anche nei film o nei libri.

Questa invece sembrerebbe la rappresentazione di una persona del tutto normale, come una nostra collega di lavoro o una vicina di casa. La spiegazione a ciò, secondo gli studiosi, sta nel fatto che i soggetti con una personalità più “oscura” tendano ad avere dei tratti fisici molto attraenti; non è un caso infatti che molti tra i serial killer più efferati siano stati descritti come persone carismatiche, di bell’aspetto e affascinanti, e che abbiano utilizzato tali caratteristiche proprio per portare a termine i loro scopi deviati.

Sotto questo punto di vista lo studio non fa altro che confermare una teoria già più volte avanzata dagli esperti del settore, anche se resta da chiedersi come mai il “Volto del Male” abbia l’aspetto di una donna.

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Pasquale Castronuovo

Dottore in Scienze per l’investigazione e la Sicurezza, con una tesi sperimentale sulla chiusura degli OPG, e specializzando in Ricerca sociale, Politiche della Sicurezza e Criminalità. Tra i suoi studi vi sono, oltre alle dinamiche psicologiche di criminali particolarmente efferati, anche il sostenimento di corsi di alta formazione in psicodiagnostica infantile e criminologia clinica.

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