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	<title>violenza domestica Archivi | PROFILI CRIMINALI</title>
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	<description>La vera faccia del crimine</description>
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	<title>violenza domestica Archivi | PROFILI CRIMINALI</title>
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		<title>Gelosia ossessiva e possessività asfissiante: i sintomi di un amore malato e pericoloso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 15:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In amore un po&#8217; di gelosia e un leggero senso di possesso è del tutto normale. Può essere, anzi, indice</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/04/17/amore-malato/">Gelosia ossessiva e possessività asfissiante: i sintomi di un amore malato e pericoloso</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>In amore un po&#8217; di gelosia e un leggero senso di possesso è del tutto normale</strong>. Può essere, anzi, indice di interesse verso il partner. <strong>Ma in alcuni casi accade che questi sentimenti possano diventare davvero patologici e morbosi</strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;eccessiva gelosia mina la libertà dell&#8217;altro</strong>, che spesso si sente minacciato e non libero di poter svolgere anche le più normali attività quotidiane. Dalla parte del soggetto geloso si verifica un comportamento che dimostra una <strong>profonda insicurezza verso sé stesso</strong>. Chi è troppo geloso è, infatti, il più delle volte possessivo, fragile ed insicuro.</p>
<p>Purtroppo, numerosi sono i fatti di cronaca dove si parla di casi di <strong>liti quotidiane che, per troppa gelosia, sfociano in risse o, addirittura, delitti</strong>. <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/03/10/femminicidio/" target="_blank" rel="noopener">Quasi sempre, a farne le spese sono le donne</a></span>. <strong>Ex mariti o fidanzati gelosi, in determinati casi, possono essere davvero pericolosi.</strong></p>
<h2>La gelosia ossessiva e la possessività asfissiante</h2>
<p>Quando si parla di <strong>gelosia ossessiva</strong>, gli esperti parlano della cosiddetta <strong>Sindrome di Otello</strong>. Si tratta di un <strong>sentimento di gelosia veramente morboso e certo non sano</strong>. Se ci rendiamo conto di soffrirne, è utile iniziare a pensare ad un approccio di terapia comportamentale. Un esperto potrà cercare di capire <strong>quali sono le motivazioni per cui questo sentimento di gelosia è tanto forte.</strong> Purtroppo, <strong>la gelosia morbosa non è deleteria soltanto per la relazione di coppia, ma anche nel rapporto con sé stessi</strong>. Chi ne soffre non riesce, infatti, a godersi le cose buone che la vita gli offre. Un sentimento di ansia, di bisogno di controllo, panico, paranoia, fanno sì che la persona si senta sempre &#8220;sull&#8217;attenti&#8221; e mai tranquilla.</p>
<p>La <strong>persona possessiva</strong>, con tutta probabilità, durante la sua infanzia può avere avuto comportamenti di isolamento o solitudine, nonché abbandoni affettivi o discriminazioni varie, una scarsa autostima di sé stesso. Il tutto si traduce nella <strong>paura di perdere l&#8217;altro</strong> e di <strong>volerlo tenere con sé a tutti i costi</strong>. A questo punto,<strong> non si tratta più di &#8220;sana&#8221; gelosia, ma di vera e propria possessione</strong>.</p>
<p>Tenere sotto controllo un atteggiamento di gelosia patologica è senza dubbio utile. Questo, infatti, se non controllato, <strong>può innescare reazioni aggressive, di rabbia compulsiva</strong>. I pensieri negativi e ossessivi, infatti, non fanno altro che <strong>accumulare rabbia e frustrazione</strong>, con possibilità di<strong> reazioni brutali nei confronti del compagno o della compagna</strong>. Nei <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/20/violenza-domestica-milano/" target="_blank" rel="noopener">casi più gravi</a></span> si possono verificare offese, <strong>minacce</strong>, <strong>gesti violenti</strong>, fino ad arrivare a <strong>vere e proprie aggressioni fisiche</strong>.</p>
<p>Agire per tempo è senza dubbio importante onde evitare spiacevoli situazioni.</p>
<h2>Un amore malato</h2>
<p>Non è facile <strong>riconoscere un amore malato</strong>, in tal senso. Spesso, infatti, all&#8217;interno della coppia si tende a minimizzare la faccenda. Le persone che sono vicine alla coppia, però, possono ben <strong>rendersi conto del grado di possessività ed eccessiva gelosia che una persona può avere nei confronti del partner</strong>.</p>
<p>Il soggetto possessivo tende a <strong>spiare il partner</strong>, magari può arrivare addirittura a <strong>seguirlo</strong> per vedere dove va, cercando insistentemente <strong>segnali di infedeltà</strong> nella relazione di coppia. Talvolta <strong>si passano ore a dover dare spiegazioni per una mancata risposta a una telefonata</strong> oppure ad uno &#8220;stato online&#8221; su <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/gelosia-nella-coppia-a-causa-della-tecnologia/" target="_blank" rel="noopener">Whatsapp</a> </span>o sui <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/fiducia-nella-coppia-internet/" target="_blank" rel="noopener">social network</a>. </span></p>
<p><strong>Quando si verificano tali situazioni, è logico pensare che l&#8217;amore sta diventando malato e che non ha più niente a che fare con il normale sentimento di gelosia che si prova durante una relazione di coppia. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dipendenza affettiva: cos&#8217;è e chi ne soffre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Mar 2018 10:17:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In passato, si usava dire &#8216;mal d&#8217;amore&#8217;. Oggi, invece, si preferisce fare riferimento al termine &#8216;dipendenza affettiva&#8216; o &#8216;love addiction&#8217;.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In passato, si usava dire &#8216;mal d&#8217;amore&#8217;. Oggi, invece, si preferisce fare riferimento al termine &#8216;<strong>dipendenza affettiva</strong>&#8216; o &#8216;love addiction&#8217;.</p>
<h2>Che cos&#8217;è la dipendenza affettiva?</h2>
<p><strong>La dipendenza affettiva è considerata una patologia relazionale</strong>. Vi sono differenti cause e conseguenze di tale dipendenza. <strong>Colpisce le persone che sono innamorate o che credono, comunque, di esserlo</strong>. In sostanza, significa affidare le redini degli stati emotivi ad un&#8217;altra persona, appunto il partner. Significa dipendere in tutto e per tutto da cosa fa il partner. Avere una relazione morbosa con il partner.</p>
<h2>Quali tipi di dipendenza affettiva esistono?</h2>
<p>Esistono molti tipi di dipendenza affettiva, piuttosto differenti tra loro. <strong>I dipendenti dalla relazione, ad esempio, sono spesso persone che non sono più innamorate del partner, ma che non riescono a lasciarlo</strong>. La loro relazione è infelice, ma è un porto sicuro. Abbandonarlo mette paura, proprio perché <strong>queste persone hanno il terrore di rimanere soli e timore del cambiamento.</strong></p>
<p><strong>Altro tipo di dipendente affettivo è l&#8217;ossessivo</strong>. Queste persone non riescono a lasciar andare il partner, nemmeno se questo attua dei <a href="https://profilicriminali.it/2018/03/10/femminicidio/" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #ff0000;">comportamenti sbagliati, spesso anche violent</span>i</a>. Manifestano, quindi, una vera e propria dipendenza nei confronti di esso.</p>
<p><strong>Simile, ma comunque differente, è il tipo codipendente.</strong> È una forma di dipendenza che include l&#8217;essere permissivo con le mancanze o i vizi del partner, pur di non perdere questa persona. Alla base del loro pensiero esiste il prendersi cura del partner, per non essere lasciati, aspettando prima o poi di essere ricambiati.</p>
<pre>Leggi anche: <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/genitori-e-figli/dipendenza-affettiva-dai-figli/" target="_blank" rel="noopener">La dipendenza affettiva dai figli</a></span></pre>
<h2>Chi soffre di dipendenza affettiva?</h2>
<p>Tutte le persone possono soffrire di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/dipendenza-affettiva/" target="_blank" rel="noopener">dipendenza affettiva</a></span>, sia uomini che donne. Nell&#8217;immaginario collettivo, però, si tende ad immaginare che siano più le donne ad avere problematiche di questo tipo, in quanto considerate &#8220;sesso debole&#8221;.</p>
<p>È facile, ad esempio, immaginarsi una donna che guarda il display del proprio cellulare in attesa di una chiamata o messaggio da parte dell&#8217;innamorato. Meno immediato è immaginarsi il contrario, ma è vero che anche il sesso maschile può avere dipendenza affettiva.</p>
<p><strong>Le statistiche, in ogni caso, confermano come le donne siano affette da questo tipo di dipendenza molto più degli uomini.</strong> È possibile che alla base di tutto vi siano traumi psicologici, ma anche semplicemente scarsa autostima e una scorretta visione di sé stessi.</p>
<p><strong>Si tratta ovviamente di un atteggiamento sbagliato, che può essere risolto attraverso una <a href="http://www.studiosalem.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener">terapia comportamentale</a>. </strong></p>
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		<title>Il femminicidio come fenomeno sociale da combattere</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/03/10/femminicidio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 12:26:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[femminicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sebbene riguardi un qualcosa che esiste da tempo, la parola femminicidio è entrata nel nostro linguaggio quotidiano soltanto poco tempo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sebbene riguardi un qualcosa che esiste da tempo, la parola <strong>femminicidio</strong> è entrata nel nostro linguaggio quotidiano soltanto poco tempo fa. La prima citazione nella sua accezione moderna è datata, infatti, 1992.</p>
<h2>Femminicidio: cosa significa</h2>
<p>Quando si parla di <strong>femminicidio</strong>, si considera l&#8217;uccisione di una donna o di una ragazza. A ciò, quindi, si vanno a collegare tutti i numerosissimi casi di <strong>violenza nei confronti del genere femminile</strong>, da parte di quello maschile.</p>
<p>Basta sfogliare un giornale per imbatterci in casi di cronaca di questo tipo. <strong>Donne picchiate, poi uccise</strong>, barbaramente fatte a pezzi e molto altro ancora.</p>
<h2>Il femminicidio in Italia</h2>
<p>Soltanto pochi giorni fa, ha fatto scalpore il caso della <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/03/01/carabiniere-uccide-figlie-cisterna-latina/" target="_blank" rel="noopener">strage di Latina</a></span>, ad opera del carabiniere Luigi Capasso, che ha ucciso le sue figlie e picchiato selvaggiamente la ex compagna. Ma questo è solo una pagina, purtroppo, delle innumerevoli storie che riguardano la nostra cronaca.</p>
<p><strong>Soltanto nell&#8217;anno solare 2017, sono state 114 le donne che hanno perso la vita in Italia in questo modo</strong>. Scendendo più nel dettaglio, è facile pensare al triste bilancio di donne assassinate in procinto di diventare madre, con la conseguente morte dei feti che esse portavano in grembo.</p>
<p>Quando hanno la fortuna di non essere uccise, queste donne subiscono lo stesso <strong>trattamenti che fanno rabbrividire</strong>. Ovunque possiamo leggere di <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="https://profilicriminali.it/2018/02/20/violenza-domestica-milano/" target="_blank" rel="noopener">donne picchiate</a></span>, aggredite, perseguitate (basti pensare ai numerosi casi di <strong>stalking</strong>), sfregiate con l&#8217;acido, accoltellate, bruciate. Quasi in tutti i casi, <strong>queste donne sono vittime delle persone che dicevano di amarle</strong>. Sono mariti, fidanzati, ex compagni, magari che non si rassegnano ad una storia finita.</p>
<p>Le <strong>vittime del femminicidio</strong> hanno, in genere, un&#8217;età che va dai 18 ai 30 anni. L&#8217;età del carnefice, invece, è spesso in una fascia che va dai 31 ai 40 anni. Si tratta sempre, quindi, di <strong>persone piuttosto giovani</strong>, da entrambe le parti.</p>
<h2>Quando nasce il femminicidio?</h2>
<p>Spesso i brutali assassinii avvengono <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/violenza-sulle-donne/" target="_blank" rel="noopener">nell&#8217;ambito di <strong>rapporti matrimoniali</strong> o di <strong>convivenza</strong></a></span>. Il dato che emerge da numerose ricerche, vede la Lombardia godere del tragico primato del più alto numero di <strong>femminicidi in Italia</strong>. Un fenomeno che fa particolarmente riflettere è anche l&#8217;<strong>alto numero di baby femminicidio</strong>, ovvero uccisioni che vedono come vittime proprio le adolescenti, magari da parte di fidanzatini o amichetti.</p>
<p>Purtroppo, <strong>molte donne sono costrette a vivere nella paura costante</strong>, dopo la <strong>fine di una relazione d&#8217;amore</strong> o dopo un grave litigio all&#8217;interno della stessa. A volte, come nel caso della sopracitata strage di Latina, a farne le spese sono anche i figli. Per fortuna, <strong>molte leggi sono state varate a tutela di queste persone e dei figli delle vittime</strong>, tra cui anche la sospensione della successione.</p>
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		<title>Carabiniere uccide le figlie e aggredisce la moglie, poi si suicida</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/03/01/carabiniere-uccide-figlie-cisterna-latina/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Mar 2018 16:38:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[figlicidio]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ennesima tragedia familiare: un carabiniere uccide le figlie dopo aver aggredito la moglie. È successo a Cisterna Latina. Luigi Capasso, questo</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/03/01/carabiniere-uccide-figlie-cisterna-latina/">Carabiniere uccide le figlie e aggredisce la moglie, poi si suicida</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ennesima <strong>tragedia familiare: </strong>un <strong>carabiniere uccide le figlie dopo aver aggredito la moglie.</strong> È successo a Cisterna Latina.</p>
<p><strong>Luigi Capasso</strong>, questo il nome del <strong>carabiniere di 44 anni, Luigi Capasso, ha ferito gravemente la moglie e ucciso le due figlie</strong>, dopo averle prese come ostaggio per diverse ore. Successivamente, <strong>si è tolto la vita</strong> anche lui.</p>
<p>La moglie è attualmente ricoverata in condizioni piuttosto gravi. Non è certo il primo e, purtroppo, non sarà l&#8217;ultimo degli orrori familiari che compare sui fatti di cronaca. <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/violenza-domestica/" target="_blank" rel="noopener">Come spesso accade</a></span> in questi casi, <strong>l&#8217;uomo aveva già dato qualche &#8220;avvisaglia&#8221; della sua insofferenza</strong>. Da mesi in caserma, era stato sottoposto ad un provvedimento disciplinare con tanto di sospensione, a causa di una presunta truffa all&#8217;assicurazione.</p>
<p>Le dichiarazioni rilasciate alla stampa da parte dell&#8217;avvocato della signora Gargiulo, moglie di Capasso, parlano di <strong>situazione molto tesa all&#8217;interno della coppia</strong> e di <strong>ripetute aggressioni che l&#8217;uomo avrebbe fatto alla donna</strong>. Non solo in privato, ma anche sul luogo di lavoro, davanti ai colleghi testimoni del fatto. In passato, inoltre l&#8217;aveva aggredita anche davanti alle bambine.</p>
<p>«Le bambine erano terrorizzate dal padre», rivela l&#8217;avvocato Belli ad Adnkronos. <strong>I due erano separati da settembre e lui era andato via di casa.</strong> Da allora, la donna ha sempre rifiutato tutti i numerosi incontri che lui le aveva proposto.</p>
<p><strong>La Gargiulo è stata sempre molto prudente</strong>, ma ciò non le ha evitato l&#8217;aggressione, avvenuta questa mattina proprio sotto casa. «È stato mio marito», ha detto ai vicini che si sono avvicinati per soccorrerla.</p>
<blockquote><p>Il comportamento prudente della donna mette in risalto come, purtroppo, questa tragedia fosse impossibile da evitare. Cos&#8217;altro poteva fare la signora Gargiulo, più di non rispondere al marito e tenere un comportamento prudente? Non poteva certo evitare di uscire di casa per sempre e vivere nella paura!</p></blockquote>
<p>È probabile, in ogni caso, che Capasso avesse intenzione di compiere questa orribile tragedia già da giorni. <strong>«Non dire mai a me non accadrà, tutto capita anche quello che non avresti mai immaginato»</strong>. Questa l&#8217;ultima frase che il carabiniere di origini napoletane ha pubblicato sul proprio profilo Facebook appena qualche giorno fa. A che cosa si riferiva esattamente l&#8217;uomo? Cosa potrebbe essere ciò che non avrebbe mai immaginato ma che, invece, gli sarebbe capitato? <strong>È possibile che in questa semplice frase fatta ci sia una &#8220;confessione&#8221; rilasciata ancora prima di commettere l&#8217;orribile atto?</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/03/01/carabiniere-uccide-figlie-cisterna-latina/">Carabiniere uccide le figlie e aggredisce la moglie, poi si suicida</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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		<item>
		<title>Anita, colpita dal compagno Antonio: &#8220;Ho paura a vivere in casa mia&#8221;</title>
		<link>https://profilicriminali.it/2018/02/20/violenza-domestica-milano/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Miolì Chiung]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Feb 2018 12:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[violenza domestica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ennesima storia di violenza domestica, quella di Anita, 62enne di Milano accoltellata e ridotta in fin di vita dal compagno</p>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/02/20/violenza-domestica-milano/">Anita, colpita dal compagno Antonio: &#8220;Ho paura a vivere in casa mia&#8221;</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>L&#8217;ennesima storia di <span style="color: #000000;"><strong>violenza domestica</strong></span>, quella di Anita, 62enne di Milano accoltellata e ridotta in fin di vita dal compagno Antonio, nell&#8217;androne delle scale dove entrambi abitano.</div>
<div></div>
<div><strong>Non era la prima volta che Antonio colpiva Anita</strong>: ha iniziato con qualche schiaffo, continuando con percosse sempre più violente, fino ad arrivare quasi ad ucciderla qualche tempo fa. <strong>Anita ha deciso di denunciare il fatto, aiutata da un centro antiviolenza</strong>.</div>
<div></div>
<div><strong>Antonio è stato condannato a 10 mesi di reclusione ma, adesso, scontata la pena, è tornato a casa</strong>. Proprio nello stesso palazzo dove Anita è stata accoltellata da lui tempo fa. E da allora, lei non vive più. Ha paura di incontrarlo quando esce di casa, di vederlo quando si affaccia alla finestra, tutto questo le incute giustamente timore. <strong>«</strong><i><strong>Ogni volta che sento un rumore per le scale, il cuore mi schizza in gola»</strong>,</i> ha dichiarato la donna a Il Corriere della sera. <strong>La sua vita ormai è caratterizzata dalla <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/violenza-sulle-donne/" target="_blank" rel="noopener">paura di quell&#8217;uomo</a></span> che un tempo era il suo compagno</strong>. Paura che possa tornare di nuovo a farle del male.</div>
<div></div>
<div>Anita parla di<i> <strong>«autostima sgretolata, distrutta a picconate da chi credeva che le volesse bene»</strong>.</i> Alla fine, dopo le botte e i messaggi umilianti da parte del compagno gelosissimo, ha iniziato a vergognarsi di se stessa. <strong>Dopo la denuncia, le cose sono migliorate, dato che Antonio ha scontato la sua pena in carcere</strong>. Ma adesso che è tornato, Anita teme la sua vendetta. Ogni giorno.</div>
<div></div>
<div>Non sarà facile per lei dimenticare un qualcosa e un qualcuno che è proprio a pochi passi da casa sua e adesso è costretta a vivere nella paura più totale. <strong>La storia di Anita dovrebbe dare coraggio a tutte quelle donne vittime di violenza domestica che, per <span style="color: #ff0000;"><a style="color: #ff0000;" href="http://www.studiosalem.it/risorse/problemi-di-coppia/dipendenza-affettiva/" target="_blank" rel="noopener">motivi affettivi o di dipendenza psicologica</a></span>, non riescono a denunciare i propri aggressori.</strong> Ma una volta che queste persone hanno scontato la condanna, chi ci assicura che saranno al sicuro?</div>
<p>L'articolo <a href="https://profilicriminali.it/2018/02/20/violenza-domestica-milano/">Anita, colpita dal compagno Antonio: &#8220;Ho paura a vivere in casa mia&#8221;</a> proviene da <a href="https://profilicriminali.it">PROFILI CRIMINALI</a>.</p>
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