Anita, colpita dal compagno Antonio: “Ho paura a vivere in casa mia”

L’ennesima storia di violenza domestica, quella di Anita, 62enne di Milano accoltellata e ridotta in fin di vita dal compagno Antonio, nell’androne delle scale dove entrambi abitano.
Non era la prima volta che Antonio colpiva Anita: ha iniziato con qualche schiaffo, continuando con percosse sempre più violente, fino ad arrivare quasi ad ucciderla qualche tempo fa. Anita ha deciso di denunciare il fatto, aiutata da un centro antiviolenza.
Antonio è stato condannato a 10 mesi di reclusione ma, adesso, scontata la pena, è tornato a casa. Proprio nello stesso palazzo dove Anita è stata accoltellata da lui tempo fa. E da allora, lei non vive più. Ha paura di incontrarlo quando esce di casa, di vederlo quando si affaccia alla finestra, tutto questo le incute giustamente timore. «Ogni volta che sento un rumore per le scale, il cuore mi schizza in gola», ha dichiarato la donna a Il Corriere della sera. La sua vita ormai è caratterizzata dalla paura di quell’uomo che un tempo era il suo compagno. Paura che possa tornare di nuovo a farle del male.
Anita parla di «autostima sgretolata, distrutta a picconate da chi credeva che le volesse bene». Alla fine, dopo le botte e i messaggi umilianti da parte del compagno gelosissimo, ha iniziato a vergognarsi di se stessa. Dopo la denuncia, le cose sono migliorate, dato che Antonio ha scontato la sua pena in carcere. Ma adesso che è tornato, Anita teme la sua vendetta. Ogni giorno.
Non sarà facile per lei dimenticare un qualcosa e un qualcuno che è proprio a pochi passi da casa sua e adesso è costretta a vivere nella paura più totale. La storia di Anita dovrebbe dare coraggio a tutte quelle donne vittime di violenza domestica che, per motivi affettivi o di dipendenza psicologica, non riescono a denunciare i propri aggressori. Ma una volta che queste persone hanno scontato la condanna, chi ci assicura che saranno al sicuro?
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Miolì Chiung

Mi chiamo Miolì Chiung e sono una psicoterapeuta esperta in psicologia giuridica e criminologia. Da sempre, per lavoro e per passione, sono affascinata dalla psicologia criminale e dall’analisi della mente umana. Mi occupo di minori e famiglia e,da questo particolare osservatorio, amo analizzare le sfumature familiari di alcuni crimini.

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