Dal criminal al digital profiling
“Ogni scena del crimine è un’aula di scuola dove il sospetto
sconosciuto insegna agli investigatori qualcosa di sé”.
Behavioral Science Unit della FBI
Con il termine Criminal Profiling si fa riferimento al procedimento di elaborazione del profilo psicologico di un criminale, con lo scopo di individuare i caratteri principali del criminale a partire da ogni piccolo dettaglio che possa fornire informazioni utili per la ricostruzione del crimine. La premessa fondamentale del Criminal Profiling è che il comportamento riflette la personalità dell’autore, e quindi il comportamento di un criminale durante l’esecuzione di un crimine rifletterà le sue caratteristiche personali e psicologiche.
Esistono molti termini per definire lo stesso concetto di Criminal-Profiling : Behavior o Behavioral profiling, Criminal personality profiling, criminal investigative analysis, forensic profiling, psychological profiling.
L’attività di profiling sembra essere particolarmente efficace per quanto concerne particolari tipi di delitto a sfondo sessuale e con caratteristiche di serialità, dato che la caratteristica della reiterazione permette di reperire più facilmente gli indizi lasciati sulla scena del crimine e di conseguenza sulla vittima.
Sviluppo del Criminal Profiling
La pratica del Profiling nasce negli anni ’70 in America ma le sue origini sono molto più antiche. La prima disciplina che si ha avuto come obiettivo la comprensione delle caratteristiche psicologiche di una persona è la Fisiognomica, nasce con Aristotele, ma il fondatore della Fisiognomica moderna (1775 e il 1778 ) è Johann Kaspar Lavate. Scopo della Fisiognomica è quello di creare un profilo psicologico dall’analisi dell’aspetto fisico, in particolare dall’interpretazione dei segni inscritti nel corpo e sul volto. Evoluzione della Fisiognomica è la Frenologia, secondo la quale le caratteristiche psicologiche del soggetto possono essere comprese a partire dalla morfologia del suo cranio. Il padre fondatore di questa disciplina è Joseph Gall. Seguace di Gall fu il medico e antropologo Cesare Lombroso (1835 – 1909) che introduce gli studi sull’Atavismo. Lombroso era convinto che il criminale è fisicamente differente dall’uomo comune, in quanto portatore di atavismi, ovvero elementi propri dell’uomo primitivo e selvaggio: chi è assassino lo è “per nascita”. Tutti questi studi danno vita all’emergere di una nuova disciplina l’Antropologia Criminale, sviluppatasi nella seconda metà del XIX sec disciplina e ha come oggetto di studio l’individuo criminale nelle sue caratteristiche biologiche e psicologiche.
È a partire dagli anni Settanta che si sviluppa, negli Stati Uniti, il Criminal Profiling a opera di Howard Teten e Patrick Mullany, agenti speciali del Federal Bureau of Investigation (FBI), che creano il programma di profiling criminale. E, nel 1972, Jack Kirsch crea la Behavioral Science Unit (BSU). Nel 1976 Robert Kessler e John Douglas, cominciano a svolgere delle interviste in carcere ai serial killer per comprendere se ci sia correlazione tra la scena del crimine e la personalità del criminale.
Il Digital Profiling
Il Digital Profiling è una nuova metodologia d’indagine di cui si avvale uno psicologo criminologo, è il processo di raccolta e analisi delle informazioni su un individuo che esiste online. Un profilo digitale può includere informazioni su caratteristiche personali, comportamenti, affiliazioni, connessioni e interazioni. Il Digital Profiling viene utilizzata nel marketing, nella sicurezza aziendale, nella giustizia penale e nel reclutamento, tra le altre aree.
L’applicazione del profiling al mondo digitale ha trovato il suo principale fondamento all’investigazione dei casi di fenomeno di hacking. L’applicazione del profiling si è estesa nel corso degli anni anche ad altre categorie di crimini (pedofilia, frode, terrorismo, ecc) dato che l’autore del crimine lascia sempre delle tracce informatiche. E’ ovvio che l’analisi di questi contenuti ha valenza di prova nel processo penale.
L’evoluzione dal Criminal al Digital profiling
Lo sviluppo del Digital Profiling ha concesso alla Criminologia di avvalersi di una metodologia che consenta non solo di aiutare le indagini, ma anche di identificare la personalità dell’autore di un reato e cosa lo abbia spinto al crimine analizzando il modo in cui utilizza i mezzi di comunicazione di massa.
Il confronto tra Criminal Profiling e Digital Profiling può essere effettuato in tutte le fasi del processo investigativo, dalla costruzione del profilo del criminale fino al suo arresto. Le fasi comprendono: raccolta dei dati e loro organizzazione (1), ricostruzione comportamentale del soggetto criminale e della vittima (2), elaborazione di un profilo iniziale (3), passaggio del profilo agli investigatori (4), arresto del sospettato (5).
Casi di cronaca, in cui l’analisi degli indizi su supporti informatici è stata di particolare rilevanza sono: il delitto di Avetrana, in cui l’intercettazione delle varie telefonate e dei vari SMS è stato fondamentale per la risoluzione del caso. Anche il delitto di Garlasco, l’analisi del pc di Alberto Stasi, ha fornito molte informazioni relativamente ai movimenti del ragazzo. Il delitto di Pordenone, dove è risultato che l’indagato abbia aperto un falso profilo Facebook per importunare le due vittime prima del loro omicidio.
Conclusioni
Il Digital Profiling è in continua evoluzione ed è importante e indispensabile che gli esperti forensi possano confrontarsi con le applicazioni offerte dalle tecnologie, dato che sono ormai in stretta connessione con ogni singolo individuo.
Fonti:
- Igorvitale.org
- Maurizio Anconelli Introduzione al Digital Profiling www.cybercrimes.it
