Charles Manson: profiling di uno dei killer più sanguinari della storia
Charles Manson è stato un criminale statunitense, scomparso nel novembre 2017. È conosciuto al pubblico per essere stato il mandante di due omicidi che hanno strettamente toccato la storia degli Stati Uniti d’America. Nel dettaglio, ci riferiamo al delitto di Cielo Drive e quello riguardante Leno LaBianca e sua moglie.
Charles Manson: la sua storia
Nato nel 1934, Charles Manson è figlio di una prostituta e di un fantomatico “Colonnello Scott”. La vita sregolata della madre ha fatto sì che il figlio venisse affidato agli zii e, successivamente, ad un istituto per l’infanzia. Fin da piccolo si rende protagonista di atti contrari alla legge: furti d’auto, rapine nei negozi, fughe da scuola e dagli istituti. Seguiranno la detenzione in numerosi riformatori e, successivamente, anche in carcere. Utilizzerà gli anni del carcere per studiare nel dettaglio i più perversi disegni criminali. Durante la detenzione, si dedica allo studio della magia nera, esoterismo, massoneria, motivazione subliminale e molto altro ancora. Tra un reato e l’altro, Charles si appassiona anche alla musica, specialmente quella hippy e rock.
I delitti
Abbiamo detto come tra i delitti più conosciuti del noto criminale vi rientri quello di Cielo Drive. Dobbiamo tornare al 1969. Manson pianificò un’intrusione nel noto quartiere ricco di Los Angeles. Voleva penetrare nella villa di Roman Polanski e della moglie Sharon Tate, tra l’altro incinta. Quella sera, vi erano anche alcuni amici a casa. La villa era di proprietà di Terry Melcher, reo di non averlo scritturato come come musicista per una nota casa discografica. Nel giorno dell’assassinio, Polanski non era presente, ma le vittime furono sua moglie e gli amici che quella sera erano presenti nella villa. Particolare macabro fu la scritta con il sangue di Sharon Tate sulla porta dell’abitazione: PIG, ovvero “maiale”.
L’attività criminosa della “Famiglia”, così si chiamava l’organizzazione di cui era capo Mason, non finì qui: la furia omicida si imbatté nel giorno seguente nell’imprenditore Leno Labianca e sua moglie Rosemary. I coniugi furono ritrovati dilaniati da ben quaranta colpi alla testa, inflitti con una forchetta. L’uomo aveva, inoltre, un forchettone conficcato nello stomaco. Anche in tal caso, da considerare la presenza di un particolare macabro, molto simile a quello già descritto: su una parete dell’abitazione, fu scritto col sangue: “Death to pigs”, ovvero “morte ai maiali”. Successivamente, altra vittima di Manson fu un’insegnante di musica. Stesso modus operandi: scritta con il sangue sulla parete “Politically Piggy”, ovvero “Porco Politico”.
Profilo psicologico di un criminale
Non risultano ben chiari i moventi di Charles Manson e delle persone che facevano parte della “famiglia”. Alcuni esperti criminologi hanno avanzato l’ipotesi che Manson fosse ossessionato dalla fama. Il suo obiettivo, infatti, era quello di diventare una famosa rockstar. Purtroppo non vi era riuscito e, da allora, avrebbe pensato a feroci delitti per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica.
Altre persone, invece, considerano il movente di Charles Manson da ricercarsi nella povertà. Avendo sempre vissuto in povertà, Charles aveva iniziato a nutrire grande disprezzo per i ricchi e, quindi, aveva un immane desiderio di vendetta da placare contro di essi.
Charles Manson nella cronaca e nell’immaginario comune
È piuttosto chiaro come un personaggio del calibro di Charles Manson, nell’immaginario collettivo, sia visto come personaggio non stabile dal punto di vista mentale. Già lo stesso Manson ce lo fa pensare: ha pubblicamente dichiarato in passato, infatti, di essere stato ispirato da una canzone dei Beatles nei suoi delitti. In pratica, tale canzone avrebbe avuto un messaggio profetico verso di lui, che gli ordinava di diffondere il caos nella società. Infine, per ciò che riguarda l’uccisione di Sharon Tate, Manson ha pubblicamente rivelato come abbia ordinato il delitto per attribuire l’omicidio alla comunità afro-americana di Los Angeles.
