Le Bestie di Satana: la setta dei suicidi apparenti

Durante la seconda metà gli anni ’90, nel Varesotto, si formò un gruppo musicale/satanista composto dal capo Nicola Sapone, che dettava legge sui gregari: Andrea Volpe, Paolo Leoni, Marco Zampollo, Eros Monterosso, Nicola Maccione ed Elisabetta Ballarin.

Questi giovani si ispiravano al satanismo acido, il cui scopo era quello di compiere degli atti nel nome di Satana e contro il Dio Cristiano: profanazione di cimiteri, l’abuso e lo spaccio di sostanze stupefacenti, sfoggiando simboli esoterici quali pentacoli, il numero 666, le croci rovesciate.

Lo stato di tale gruppo era prettamente di esaltazione per via dell’uso di droga e la connotazione similsatanica; durante le ore passate insieme ci si dedicava a delle prove di coraggio (infliggere dolore fisico), che venivano attuate con serenità per via della leggerezza che gli recavano gli stupefacenti.

Precisamente, la setta era principalmente devota all’utilizzo di sostanze stupefacenti tant’è che alcuni membri del gruppo erano conosciuti come spacciatori di droga. La sua sede di ritrovo variava tra Parco Sempione e la Fiera di Sinigallia a Milano.

Cosa è accaduto e per mano di chi?

Il 23 gennaio del 2004, i Carabinieri ritrovarono il cadavere della giovane Mariangela Pezzotta nel giardino di uno chalet di Golasecca, occupato all’epoca da Andrea Volpe ed Elisabetta Ballarin.

Elisabetta Ballarin viene condannata insieme ad altri, e da lì viene alla luce un’organizzazione che compiva crimini efferati: tra droga, riti d’iniziazione e messe nere.

Contemporaneamente, il Volpe venne accusato di omicidio per aver ucciso la sua ex fidanzata, ma in realtà lo scenario cambia quando lo stesso, inizia a parlare di un clima certamente più agghiacciante, riconducibile ad una setta satanica, le Bestie di Satana, composta da soggetti certamente poco raccomandabili con trascorsi di tossicodipendenza, fallimento scolastico e lavorativo, che lo stesso Volpe ha iniziato a frequentare nei primi anni 90.

Lo stesso soggetto, racconta che nel gennaio 1998, lui insieme ad altri componenti della setta, ha brutalmente assassinato Chiara Marino e Fabio Tollis, anch’essi due esponenti della setta, che volevano tentare di allontanarsi da quell’ambiente.

Il Volpe continua la sua dichiarazione, dicendo che la decisione del duplice omicidio era stato commissariato da lui ma in accordo con tutto il gruppo satanico, che avrebbe commissionato quattro di loro per commettere l’efferato reato, per cercare di irrobustire il legame del gruppo ma soprattutto per evitare che questi due soggetti uccisi, nel momento in cui si fossero trovati al di fuori della setta, non potessero in qualche modo rivelare informazioni scomode.

Successivamente al duplice omicidio i soggetti Nicola Sapone, Andrea Volpe e Nicola Maccione, tentarono di rievocare i due defunti attraverso un rito satanico, chiedendo loro di ritornare sulla terra come zombie. Tutto ciò accadeva in uno scenario certamente poco rispettoso, in quanto gli ancora attuali componenti del gruppo, occultavano i cadaveri, urinandogli sopra per dimostrare la mancanza di rispetto nei confronti dei defunti.

La vicenda non si ferma con queste tre terribili morti, ma continua gli efferati omicidi attraverso delle tecniche di suicidi apparenti.

Durante l’omicidio di Chiara Marino e Fabio Tollis, doveva venire ucciso un altro ex componente della setta, che però decise di darsi alla fuga, fin quando rintracciato dalle Bestie di Satana, è stato incitato ad uccidersi per mano propria sennò avrebbero attuato loro la sua morte.
Così il giovane Andrea Bontade, anch’esso ex affiliato al gruppo, decise di uccidersi per poter trovare la “pace”, e questo è stato un destino che hanno condiviso anche altre persone.

Ad oggi, si hanno varie dichiarazioni dei componenti della setta, che sono certamente incongruenti su ciò che effettivamente sia accaduto.

La Cassazione ha condannato cinque componenti delle Bestie di Satana per tentato omicidio, istigazione al suicidio e per gli omicidi di Chiara Marino, Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta avvenuti tra il 1998 ed il 2004 nel Varesotto.

Nicola Sapone, capo della setta, riceve due ergastoli, più varie pene accessorie. Paolo Leoni ricevette l’ergastolo con nove mesi di isolamento. Per Eros Monterosso 27 anni e tre mesi. Marco Zampollo, 29 anni e tre mesi. Elisabetta Ballarin condannata a 23 anni di carcere, fu l’unica a godere di uno sconto di pena di un anno e quattro mesi.

Conclusioni

Questi crimini non sono altro che testimonianza della stupidità di questi soggetti che uccidono tutti coloro che vorrebbero allontanarsi da questo gruppo, divenendo potenziali testimoni scomodi per via di tutte le malefatte attuate da questi ragazzi. Con tutto ciò, non vi è un’affinalità di natura rituale, non vi è nulla che possa essere certamente avvicinabile alla matrice di tipo esoterico comunemente intesa.

Avrebbero potuto adottare qualsiasi tipo di simbologia, ma adottare quella satanista li rendeva più cattivi dinnanzi gli occhi degli altri.

Ciò che resta oggi della vicenda delle Bestie di Satana, è assolutamente il ricordo di un gruppo di scellerati che ha inesorabilmente sprecato la propria esistenza, purtroppo mettendo fine a giovani vite umane per mano propria o spingendoli a porre fine alla loro vita, in quanto solo questa potesse essere la possibilità di potersi sottrarre alla loro tragica influenza.

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