La tortura

L’Italia è il paese di Cesare Beccaria che già nella seconda metà del Settecento si oppose all’uso della tortura.

Ma, che cos’è esattamente la tortura? Come è regolamentata oggi in Italia?

Dall’articolo 613-bis del codice penale, è responsabile di tortura:

“Chiunque con violenze o minacce gravi, ovvero agendo con crudeltà, cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a una persona privata della libertà personale […]è punito con la pena della reclusione da quattro a dieci anni se il fatto è commesso mediante più condotte ovvero se comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona”.

Questo  disegno di legge è stato approvato il 5 luglio 2017 dalla Camera.

[La tortura] è il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati e di condannare i deboli innocenti. (Cesare Beccaria)

Storia della tortura

Nell’antichità greco-romana la tortura veniva applicata nei confronti degli schiavi per estorcere informazioni utili alle autorità. Le forme di tortura più gravi conosciute sono l’inchiodatura, l’impalamento e la gogna: tutti questi sistemi prevedevano che il condannato rimanesse per molte ore nell’atroce posizione soffrendo smodatamente. L’atto di nascita della tortura giudiziaria nel Medioevo viene fatto risalire al 1252, anno in cui venne promulgata da papa Innocenzo IV la famosa bolla Ad extirpanda contro gli Albigesi. Da allora la tortura venne largamente utilizzata non solo contro gli eretici, ma contro le streghe, gli indemoniati e contro tutti coloro che si opponevano all’ordine costituito. Era concepita come un mezzo da utilizzare in processi basati sul sospetto per acquisire elementi di prova nella fase istruttoria. La tortura veniva chiamata “rigoroso esame” ed era ritenuto necessario affinchè  i rei, confessando le loro colpe, si convertissero e salvassero la propria anima. Le pene somministrate erano: rogo, stiramento, mutilazione, scorticamento, la vergine di Norimberga.  Affinchè  le pratiche della tortura venissero criticate  e abolite si dovette attendere l’Illuminismo.

Classificazione

  • Tortura fisica: rivolta a sollecitare dolore fisico;
  • Tortura psicologica: atta a stimolare in maniera devastante i meccanismi dell’ansia, della paura, della solitudine, della disperazione;
  • Tortura farmacologica: tesa a debilitare e a distruggere l’equilibrio psicofisico e il senso stesso della personalità mediante la somministrazione di farmaci.

Conclusioni

La pena di morte è ancora molto diffusa e spesso le modalità di esecuzione della pena capitale diventano atti di tortura, anche se in alcuni casi, come negli Stati Uniti, si fa ricorso all’intervento di un medico per dare al condannato una morte senza dolore.

Ogni giorno, in molti Paesi del mondo, i diritti umani fondamentali vengono violati. La tortura è ancora praticata in oltre 130 Paesi e la pena di morte è prevista in 78. Neanche i bambini vengono risparmiati, infatti, in decine di Paesi del mondo, i bambini subiscono la medesima violenza riservata agli adulti. In alcuni Paesi ogni giorno e ogni notte, centinaia di bambini di strada vengono torturati e uccisi dai cosiddetti “ squadroni della morte” o da “ bande di giustizieri” che agiscono per ripulire le strade dai “ rifiuti umani”.

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Marianna Ventre

Dottoressa in Scienze per l'investigazione e la sicurezza (26 Aprile 2017) Ho conseguito un master di primo livello in "Pedagogia giuridica forense e penitenziaria" nel luglio 2018. Attualmente sono iscritta a "Criminologia e scienze strategiche" presso l'università degli studi di Roma "La Sapienza" Ho svolto esperienza di tirocinio presso l' ICATT (Istituto a custodia cautelare per il trattamento dei tossicodipendenti) casa di reclusione di Eboli.

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