Cospirazioni aliene e rettiliani: il delitto di Barbara Rogers

Analisi delle conseguenze estreme dell’appartenenza ad un (bizzarro) gruppo ideologico


Sherry Shriner ama descrivere la propria missione sulla terra qualificandosi come “Serva, profeta, ambasciatrice, figlia e messaggera del Più Alto Dio”. Fondamentalmente la donna è la fondatrice di un gruppo ideologico-religioso che la stessa non ama definire una setta in quanto ognuno sarebbe libero di aderirvi o di non farne parte. Ha pubblicato diversi libri e articoli riguardanti cospirazioni aliene, complotti e funeste profezie bibliche; ha realizzato un sito internet ricchissimo in contenuti con lo scopo di condividere informazioni che suffraghino quanto da lei sostenuto.

Per illustrare il caso di Barbara Rogers, una donna della Pennsylvania affiliata a tale gruppo e condannata per l’omicidio del fidanzato, approfondiremo nello specifico cosa significhi credere in un mondo quasi irrimediabilmente invaso dagli alieni.

I rettiliani

Il mondo prospettato dalla Shriner è segretamente in mano agli alieni rettiliani: con la forza introducono nella gola dell’essere umano designato un piccolo serpente che assumerà il controllo della sua mente e del suo corpo, trasformandolo in un rettile dalle sembianze umane che si sostituirà completamente a lui. Tale pratica segue una lunga osservazione delle abitudini della persona per riuscire a sostituirla senza destare sospetti negli altri. Non finisce qui: il rettile impara a imitare le emozioni umane per confondersi nella società, non possedendo di base sentimenti, compassione e qualsivoglia idea di amore.

I rettiliani hanno lo scopo di controllare la società e avrebbero già clonato politici, celebrità, avvocati, giudici: chiunque si trovi in una posizione di forte potere o influenza (e “oltre il 90% delle persone che vedi alla tv”). Eppure c’è un modo per riconoscerli ad una attenta osservazione: la Shriner elenca tutta una serie di caratteristiche quali la forma ovale delle pupille, l’ammiccamento rapido, la lingua biforcuta, lacerazioni nella pelle finta dove si intravedono delle squame, il consumo di carne rossa. Come salvarsi? Con una forma di energia chiamata Orgone.

L’omicidio in Pennsylvania

Barbara Rogers e Steven sono fidanzati e seguono tale culto online, focalizzato sugli alieni e sulla fine del mondo. Una sera il 911 riceve una chiamata in cui la donna riferisce: «il mio ragazzo aveva una pistola. Mi ha detto di reggerla qui e premere il grilletto. Oh mio Dio, è morto!».

La donna riferirà successivamente che il ragazzo era preoccupato per dei problemi rilevati all’interno del gruppo; aveva inoltre assunto la convinzione che la leader del gruppo fosse una rettiliana. Comunicato tale dubbio alla Shriner, la stessa aveva negato di esserlo e gli aveva consigliato, piuttosto, di stare attento a Barbara, che invece era posseduta: la definì “Super Soldato Strega Vampiro Rettiliana” e con quale supporto a tale tesi? La predilezione della ragazza per le carni rosse.

Steven, rientrato a casa con la ragazza la sera del 15 luglio 2017, sconvolto, arma la sua pistola, la punta alla propria fronte e insiste perché Barbara prema il grilletto. Tutto accade in un attimo, la ragazza riferirà di non essere stata a conoscenza che l’arma fosse carica. La pena per l’omicidio di terzo grado (un delitto di gravità modesta secondo l’ordinamento statunitense) prevede per lei un massimo di 40 anni di reclusione.

Analisi psicologica dei protagonisti e del contesto

Abbiamo già discusso relativamente ad alcune sette che hanno causato morti e sofferenze agli adepti, ci troviamo però d’accordo con la Shriner almeno per quanto riguarda il suo rifiuto di riferirsi al proprio gruppo come ad una setta: le persone vi afferiscono in modo volontario e spontaneo, seguendo certamente delle motivazioni personali. Ci sentiamo certamente di discostarci dalle teorie diffuse dalla leader, in quanto non suffragate da dati reali o provate scientificamente:  del resto, trattandosi a suo modo di una teoria del complotto, proprio il fatto di non poterla né provare né contestare conferisce alla teoria stessa il potere di diffondersi.

Tornando ai protagonisti, possiamo individuare nella leader caratteristiche simili a quelle del capo di una setta: idee diffuse di grandiosità, convinzioni di dover portare a termine una missione, di essere a diretto contatto con Dio o con entità soprannaturali. Ponendo che la persona in questione non agisca in questo modo esclusivamente per guadagno monetario in un contesto manipolatorio (e che quindi non sia inquadrabile semplicemente come “ciarlatana”) e ipotizzando che tali prospettive sulla realtà siano nel suo intimo “vere” possiamo individuare nella donna una forma di psicosi caratterizzata da forme di delirio bizzarro, grandioso e persecutorio. Un individuo con tali caratteristiche non ha bisogno di agire con coercizione per ottenere dei seguaci: il gruppo di persone che la circonda, condividendo le sue idee, dà vita ad una forma di psicosi condivisa che si autoalimenta nella vita di gruppo; lo stesso contesto gruppale diventa centrale nella vita quotidiana e alla luce dei fatti disfunzionale come compenso psicologico o anche come semplice conforto. Steven e Barbara, immersi in tale contesto, ne sono rimasti vittime: la paura causata dal delirio non compensato li ha condotti a reagire in modo irrazionale.

Il difficile contatto con le proprie emozioni nel soggetto psicotico non casualmente, a parere della scrivente, individua e proietta nel soggetto persecutore (l’alieno rettiliano) le caratteristiche di anaffettività sopra riportate, che non corrispondono che alla propria intima, notevole difficoltà nella gestione degli impulsi e nella relazione con l’altro.


Fonti:

  • sherryshriner.com
  • washingtonpost.com
  • philadelphia.cbslocal.com
  • eu.usatoday.com
  • DSM 5
mm

Valentina Zandonà

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia con N°17430. Ha maturato esperienza nell’ambito della diagnosi di demenze, nella valutazione e riabilitazione neuropsicologica di pazienti con grave cerebrolesione acquisita e ad oggi lavora in ambito clinico con pazienti psichiatrici in età adulta, con doppia diagnosi e autori di reato.

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