Il mito di Jack Lo Squartatore

Di Dottoressa Marianna Ventre


Il caso di Jack lo Squartatore si verificò a Londra verso la fine del XIX secolo e rappresenta l’inizio dell’omicidio seriale moderno. Proprio il fatto che nessuno sia riuscito a scoprire la sua vera identità ha contribuito a costruire la leggenda di Jack lo Squartatore.

Le vittime di Jack Lo Squartatore

Nell’Inghilterra vittoriana, il caso di “Jack” fece molto scalpore. Le vittime attribuite dagli studiosi a Jack lo Squartatore sono cinque e tutte prostitute, uccise nella zona londinese di Whitechapel:

  • Mary Ann Nichols: il cadavere presentava la gola tagliata e mutilazioni all’addome.
  • Annie Chapman: anche in questo caso l’assassino taglia la gola della vittima, poi mutila il ventre e gli organi sessuali ( vescica, vagina e utero sono stati asportati dal cadavere)
  • Elizabeth Stride: anche lei ritrovata con la gola squarciata e non si notano mutilazioni
  • Chaterine Eddowes: il cadavere aveva la gola tagliata e profonde mutilazioni al viso e al basso ventre (il killer porta via un rene come trofeo)
  • Mary Jane Kelly: uccisa in modo ancora più violento. La gola era squarciata e su tutto il corpo erano presenti mutilazioni di violenza indescrivibile ( l’assassinio scuoia il cranio della vittima tagliando via il naso e le orecchie)

Agli inizi degli anni ’90, il caso di “Jack” tornò nuovamente alla ribalta quando venne resa nota la scoperta di un “diario” attribuito a James Maybrick, uno dei sospettati storici, nel quale dichiarava di essere l’inafferrabile Squartatore e descriveva gli omicidi. Il mistero sembrava risolto fino a quando gli esperti hanno inequivocabilmente dimostrato che si trattava di un falso congegnato.

Profilo psicologico

Il Dr. Thomas Bond, docente universitario di Medicina Legale, fu il primo a tentare di delineare il profilo psicologico di questo assassino. Egli, sulla base della propria esperienza professionale, inviò una relazione scritta al responsabile della “Criminal Investigation Division” di Londra in cui era scritto:

… L’assassino deve essere un uomo fisicamente forte e di grande freddezza e audacia. Non vi sono prove che abbia avuto un complice. Egli deve, secondo la nostra opinione, essere soggetto a periodici attacchi di mania erotica e omicida.

Le caratteristiche delle mutilazioni indicano che l’uomo po’ essere affetto da un disordine sessuale denominato satiriasi. E’ naturalmente possibile che l’impulso omicida abbia avuto origine da una condizione mentale di vendicatività a lungo covata, o che la patologia di base debba identificarsi in una mania religiosa, sebbene noi non riteniamo che tali ipotesi siano probabili.
L’assassino appare assai probabilmente come persona inoffensiva, di mezza età, curato nell’igiene e rispettabilmente abbigliato. Pensiamo abbia l’abitudine di indossare un mantello o un cappotto, e che altrimenti difficilmente avrebbe potuto sottrarsi all’attenzione fuggendo per le strade con le mani o gli abiti insanguinati.
Assumendo che l’assassino appaia nelle modalità che abbiamo descritto, riteniamo che egli sia soggetto solitario ed eccentrico nei comportamenti. Ancora, egli non ha un’occupazione regolare, ma vive di piccole entrate o di un sussidio. E’ possibile abiti tra persone rispettabili che hanno qualche conoscenza del suo carattere e delle sue abitudini, e che hanno iniziato a sviluppare qualche sospetto sul fatto che talvolta non sia persona del tutto equilibrata mentalmente.
Tali persone probabilmente non desiderano comunicare i propri dubbi alla Polizia, per timore di guai o di eccessiva notorietà; la prospettiva di una ricompensa potrebbe vincere i loro scrupoli…

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