Uccisione del proprio partner

L’uxoricidio è l’omicidio del proprio partner, in particolare del coniuge. Nel nostro Paese si contano, mediamente, 100 uxoricidi l’anno e nel 90% dei casi è l’uomo ad uccidere la donna. Nel codice penale italiano è considerato  un’aggravante dell’omicidio. Quali sono in generale le ragioni di questo genere di omicidio? Sicuramente l’UXORICIDIO PATOLOGICO, frutto di grave infermità mentale dell’autore di reato (depressione, schizofrenia, paranoia) e l’UXORICIDIO PIETATIS CAUSA, tipico della terza età e la vittima viene soppressa per compassione perché affetta da una malattia o tumore che provoca sofferenza agli occhi del partner. In alcuni casi all’uxoricidio segue il suicidio.

Uxoricidio commesso da un uomo

L’uxoricidio commesso dall’uomo risponde a una volontà criminale che può avere due facce:

  • Volontà di dominio: è un omicidio dettato dall’ira, senza successivo pentimento
  • Volontà di possesso: in cui si uccide per gelosia la propria partner che è vissuta come oggetto d’amore da possedere ad ogni costo. In alcuni casi, può subentrare dolore e pentimento con possibilità di suicidio dell’omicida.

Entrambi questi omicidi possono essere compiuti per vendetta se la partner ha deciso di andarsene.

Il caso di Sesto San Giovanni

L’anziano Vasco Bimbatti , 93 anni, affetto da demenza senile ha colpito e ucciso la moglie Luciana col poggiapiedi della propria sedia a rotelle. Testimone della scena drammatica è stato il figlio dei coniugi recatosi a casa dei genitori per la consueta visita della domenica.  L’uxoricida, portato in caserma,  ha spiegato  ai carabinieri  che era stato lui ad uccidere la moglie in preda alla gelosia sostenendo che la moglie lo tradiva da circa 50 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo un litigio con la moglie, il 93enne approfittando di un momento di distrazione dell’anziana, l’avrebbe colpita al viso e alla testa con il poggiapiedi della sedia a rotelle fino a farla cadere a terra.

Uxoricidio commesso da una donna

Molto meno frequente è che una moglie uccida il marito; se lo fa è quasi sempre per salvare sé stessa da maltrattamenti gravi subiti a opera del marito. In quello femminile è raro l’omicidio per gelosia, poiché la donna gelosa scarica la propria aggressività sull’amante del marito.

Conclusioni

Gli omicidi  non hanno a che fare con la follia, ma con l’aggressività, con la rabbia, con la violenza, in un escalation che termina solo con l’eliminazione fisica della partner. l rifiuto, la paura di non essere amati o che la propria donna possa preferire un altro uomo, riattivano sentimenti di abbandono, di inadeguatezza, di solitudine. L’autore del delitto, in uno stato di disperazione per la perdita dell’oggetto d’amore, ricorre a tutte le manovre possibili.

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Marianna Ventre

Dottoressa in Scienze per l'investigazione e la sicurezza (26 Aprile 2017) Ho conseguito un master di primo livello in "Pedagogia giuridica forense e penitenziaria" nel luglio 2018. Attualmente sono iscritta a "Criminologia e scienze strategiche" presso l'università degli studi di Roma "La Sapienza" Ho svolto esperienza di tirocinio presso l' ICATT (Istituto a custodia cautelare per il trattamento dei tossicodipendenti) casa di reclusione di Eboli.

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