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	Commenti a: Kamikaze, il fenomeno degli uomini-bomba	</title>
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	<description>La vera faccia del crimine</description>
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		Di: Giuseppe M		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe M]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2023 15:38:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Buongiorno Dott. Ventre,

Non sono uno psicologo ma un appassionato di storia, mi permetto un ragionamento sul quale Le chiedo un parere.

Il fenomeno degli attentatori suicidi si lega nell&#039;immaginario pubblico al Vento Divino giapponese, e si estende agli islamici ma non è solo quello.

In asia nella metà del secolo scorso vi furono numerosi esempi di diffuso e massivo uso delle medesime tecniche.
Credo che i numeri di soldati suicidi Cinesi  durante la guerra civile, non sia poi così lontano da quello Giapponese.
Non dimentichiamoci che i Giapponesi combatterono una lunga guerra di occupazione in Cina negli anni 30.
Prima dei piloti suicidi, era prassi normale nell&#039;esercito imperiale giapponese affrontare i carri armati ( in genere sovietici) con fanti suicidi dotati di zaini esplosivi. Tali reparti della morte si gettavano sotto gli scafi e facevano detonare la bomba con un meccanismo a strappo...
Mi domando il senso di saltar in aria con il carro, e non minarlo solamente dando al fante la possibilità di tentare la fuga, avendo poi tutto il tempo di immolarsi in un successivo tentativo?
Nella guerra di liberazione del Vietnam, prima il movimento Viet-Minh contro i Francesi e poi quello Vietcong contro gli USA adotteranno le medesime tecniche ( zaini esplosivi) .
Nella guerra del Vietnam spesso erano donne o persino bambini, è un ricordo comune nei reduci, sia Francesi che USA. Ne ho conosciuti alcuni.
In Platoon di Oliver Stone ( il regista è un veterano del conflitto), si vede una scena di un soldato suicida.
Anche i Vietamiti subiranno seppur in misura minore dei cinesi l&#039;espansionismo nipponico.
Nella Germania Nazista, ci furono dei reparti semi suicidi che dovevano abbattere i bombardieri USA speronandoli, oppure pilotare bombe a razzo. In entrambi i casi pur con un calcolo di probabilità molto basso, il pilota si sarebbe gettato con il paracadute.

Le domande sono due, perché l&#039;organizzazione non lascia una possibilità seppur teorica di sopravvivere?

Vedo analogie fra i contesti sociali, ma mi piacerebbe un suo parere.

Grazie mille per le sue riflessioni.
G.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Dott. Ventre,</p>
<p>Non sono uno psicologo ma un appassionato di storia, mi permetto un ragionamento sul quale Le chiedo un parere.</p>
<p>Il fenomeno degli attentatori suicidi si lega nell&#8217;immaginario pubblico al Vento Divino giapponese, e si estende agli islamici ma non è solo quello.</p>
<p>In asia nella metà del secolo scorso vi furono numerosi esempi di diffuso e massivo uso delle medesime tecniche.<br />
Credo che i numeri di soldati suicidi Cinesi  durante la guerra civile, non sia poi così lontano da quello Giapponese.<br />
Non dimentichiamoci che i Giapponesi combatterono una lunga guerra di occupazione in Cina negli anni 30.<br />
Prima dei piloti suicidi, era prassi normale nell&#8217;esercito imperiale giapponese affrontare i carri armati ( in genere sovietici) con fanti suicidi dotati di zaini esplosivi. Tali reparti della morte si gettavano sotto gli scafi e facevano detonare la bomba con un meccanismo a strappo&#8230;<br />
Mi domando il senso di saltar in aria con il carro, e non minarlo solamente dando al fante la possibilità di tentare la fuga, avendo poi tutto il tempo di immolarsi in un successivo tentativo?<br />
Nella guerra di liberazione del Vietnam, prima il movimento Viet-Minh contro i Francesi e poi quello Vietcong contro gli USA adotteranno le medesime tecniche ( zaini esplosivi) .<br />
Nella guerra del Vietnam spesso erano donne o persino bambini, è un ricordo comune nei reduci, sia Francesi che USA. Ne ho conosciuti alcuni.<br />
In Platoon di Oliver Stone ( il regista è un veterano del conflitto), si vede una scena di un soldato suicida.<br />
Anche i Vietamiti subiranno seppur in misura minore dei cinesi l&#8217;espansionismo nipponico.<br />
Nella Germania Nazista, ci furono dei reparti semi suicidi che dovevano abbattere i bombardieri USA speronandoli, oppure pilotare bombe a razzo. In entrambi i casi pur con un calcolo di probabilità molto basso, il pilota si sarebbe gettato con il paracadute.</p>
<p>Le domande sono due, perché l&#8217;organizzazione non lascia una possibilità seppur teorica di sopravvivere?</p>
<p>Vedo analogie fra i contesti sociali, ma mi piacerebbe un suo parere.</p>
<p>Grazie mille per le sue riflessioni.<br />
G.</p>
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